Sedentarietà: rischi ed effetti negativi

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Lo stile di vita sedentario è caratterizzato dall’assenza di attività fisica, di qualsiasi tipo. In poche parole, una persona può essere definita sedentaria quando ha delle abitudini giornaliere che la rendono inattiva, e passa la maggior parte del tempo seduta o sdraiata. Nei Paesi occidentali i numeri relativi alle persone sedentarie sono in costante aumento, per via dell’utilizzo smodato dei mezzi di trasporto anche per le brevi distanze, oppure a causa dei lavori d’ufficio. In particolare, negli ultimi anni, con la didattica a distanza e lo Smart working, ancora più persone hanno diminuito il loro movimento giornaliero.

Mal di schiena

Uno stile di vita sedentario può essere annoverato tra le cause del mal di schiena. Infatti, mantenere la stessa posizione a lungo, provoca dolori e ha anche ripercussioni sulla postura. Ancora, la sedentarietà è direttamente correlata al sovrappeso, che affatica la zona lombare. In più, non praticare attività fisica causa un indebolimento e una perdita di tonicità dei muscoli, che non riescono più a sostenere la colonna vertebrale.

Effetti sull’apparato digerente

La sedentarietà ha effetti negativi sull’apparato digerente. Come primo effetto, è possibile citare il rallentamento della peristalsi intestinale, ovvero l’insieme delle contrazioni involontarie che favoriscono la digestione e l’assimilazione dei nutrienti, ma allo stesso tempo consentono di espellere le sostanze di scarto mediante le feci. Con il rallentamento della peristalsi, ovviamente, si ha un impatto negativo su tutte le funzioni a essa collegate. Per questo motivo, si possono verificare problemi come la cattiva digestione oppure il reflusso gastrico, per via del ristagno prolungato del cibo nello stomaco. Inoltre, la sedentarietà causa l’indebolimento dei muscoli dell’apparato digerente, e ciò si ricollega a diverse problematiche tra cui la stipsi oppure la sindrome del colon irritabile.

Osteoporosi

Vi è un’importante correlazione anche tra lo stile di vita sedentario e l’insorgenza dell’osteoporosi in età avanzata. L’osteoporosi è una patologia a carico delle ossa, che le indebolisce e causa fratture, come ad esempio del polso e del femore, con piccoli traumi. Ma quale è la correlazione con la sedentarietà? Uno stile di vita attivo, che prevede contrazioni muscolari e sollecitazioni dei tendini sulle ossa, aumenta la densità minerale ossea. Per questo motivo, è fondamentale che i bambini facciano attività fisica in maniera regolare, al fine di costruire ossa più forti in futuro. Anche gli anziani già colpiti dall’osteoporosi possono trarre giovamento da alcune attività che non sovraccaricano le articolazioni, come ad esempio la camminata veloce, il ballo oppure salire e scendere le scale.

Sensazione di stanchezza

Può sembrare strano, eppure chi ha uno stile di vita sedentario è più soggetto a stanchezza rispetto a chi pratica attività fisica. Infatti, le persone sportive, dopo la stanchezza provocata dal movimento, recuperano con un’alimentazione adeguata e con una buona dose di riposo. Questa routine permette di sentirsi forti e dinamici, poiché lo sport stimola la produzione di neurotrasmettitori, come endorfine e serotonina, sostanze che permettono il benessere psicofisico e che riducono anche la stanchezza.

Pesantezza e gonfiore alle gambe

Uno stile di vita scarsamente attivo causa gonfiore e pesantezza agli arti inferiori, poiché il microcircolo (cioè la circolazione del sangue nei vasi ematici di piccole dimensioni, come i capillari) non funziona al meglio. Per questo motivo, è bene praticare attività fisica al fine di riattivare il microcircolo, anche con una semplice passeggiata che permette di stimolare la circolazione nei piedi, e poi riattivare la funzione circolatoria fino alle gambe. Esistono, inoltre, degli esercizi mirati per riattivare le gambe, ad esempio gli squat effettuati poggiandosi ad un tavolo. In ogni caso, è bene mantenere uno stile di vita attivo al fine di avere sempre le gambe toniche e scongiurare il rischio di dolori.

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