Sean Connery: ci lascia a 90 anni il vero 007

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Forse non sono un buon attore, ma qualsiasi cosa avessi fatto sarebbe stata peggio. (Sir Sean Connery)

Sir Sean Connery ci ha lasciato a 90 anni.

007 e maestro di Christopher Lambert in Highlander l’immortale,  Connery è ancora oggi una immutabile icona del Cinema mondiale.

Eroe positivo, uomo forte e rassicurante che  affronta un duello finale all’ultimo sangue con la classe e la compostezza di altri tempi. Alto quasi un metro e novanta, voce profonda, attore di studio,  Sean Connery ha sempre assicurato una presenza scenica senza pari anche fuori dai film.

Ha lavorato con registi diversi Connery che ne hanno esaltato i vari talenti interpretativi evidenziandone anche i lati “oscuri”.

Alfred Hitchcock, nel 1964 – quando era già lo 007 amatissimo dal pubblico di Licenza di uccidere, 1962, e Dalla Russia con amore, 1963) – gli affidò la parte del protagonista in Marnie (1964), in cui si innamora e sposa una cleptomane (Tippi Hedren) trattandola con selvaggio ardore in una scena molto discussa.

Il lato oscuro lo celava dietro l’aplomb dell’uomo per bene, dell’agente segreto al servizio di sua masestà che ne aveva fatto una celebrità vera e propria. Il maestro Hitch ne aveva saputo cogliere poi il talento multiforme.

Gli inizi

Nato ad Edimburgo in Scozia da padre camionista e madre cameriera, Connery frequenta la scuola di danza all’età di undici anni e a sedici decide di abbandonare ogni genere di studi per arruolarsi nella Royal Navy; congedato alcuni anni più tardi, inizia a fare diversi lavori.

Bagnino, muratore, guardia del corpo, lavapiatti o verniciatore di bare.

Nel frattempo riesce a  guadagnarsi qualche soldo come modello per la scuola d’arte della città e avvia  anche la sua carriera d’attore partecipando ad alcuni musical.

Solo negli anni ’60 arriva la svolta che lo introduce al mondo del cinema vero e proprio e lo consacrerà per sempre con un ruolo iconico: quello di James Bond, il celebre agente segreto 007 ideato dallo scrittore Ian Fleming.

È la moglie del produttore del film, Dana Broccoli, a volere Connery, convincendo Fleming che preferiva Cary Grant.

L’attore scozzese diventa così uno dei personaggi cinematografici più memorabili di sempre: grazie al suo fascino e al suo carisma, il ruolo lo consacra anche come sex symbol in tutto il mondo.

Sean Connery

Sean Connery interpreta James Bond per ben cinque volte di fila, dal 1962 al 1967 (Licenza di Uccidere, Dalla Russia con Amore, Missione Goldfinger, Thunderball: Operazione Tuono, Si Vive Solo Due Volte) per poi tornare nella parte dell’agente segreto 007 nel 1971 con Una Cascata di Diamanti e nel 1983 con Mai Dire Mai (rifacimento non ufficiale di Thunderball).

In seguito l’attore  rinuncia tuttavia a Bond per poter interpretare altri personaggi che gli consentano di esprimere il proprio talento e di potersi innovare.

Il “dopo-Bond”

Negli anni ’60 lo troviamo quindi in  Marnie di Alfred Hitchcock, Una Splendida Canaglia di Irvin Kershner e  pellicole di Sidney Lumet come La Collina del Disonore e Assassinio sull’Orient Express.

Negli anni ’70 interpreta L’uomo che Volle Farsi Re di John Houston, Quell’Ultimo Ponte di John AttenboroughMeteor di Ronald Neame e lo strano Zardoz di John Boorman, in cui l’attore veste un costume divenut un cult.

Negli anni ’80 troviamo Sean Connery nei panni di uno sceriffo in una città mineraria dello spazio, in Atmosfera Zero di Peter Hyams; in quelli di un re ne I Banditi del Tempo, di Terry Gilliam; infine è un maestro d’armi spagnolo in Highlander – L’Ultimo Immortale, di Russell Mulcahy.

Di questo periodo sono i film che gli sono valsi  un premio BAFTA come migliore attore e un premio Oscar e un Golden Globe come miglior attore non protagonista: la trasposizione del romanzo di Umberto Eco, Il Nome della Rosa di Jean-Jacques Annaud, in cui Sean Connery interpreta il frate francescano Guglielmo da Baskerville; e Gli Intoccabili, di Brian De Palma, in cui troviamo l’attore nelle vesti di Jim Malone, un poliziotto irlandese che concorre all’arresto di Al Capone.

In seguito è un professore di letteratura medievale in Indiana Jones e l’Ultima Crociata: Henry Jones Sr., padre del protagonista Henry “Indiana” Jones Jr., un altro ruolo memorabile.

Sean Connery

Anni ’90

Nel 1990 è il comandante di un sottomarino in Caccia a Ottobre Rosso, di John McTiernan. In Robin Hood – Principe dei Ladri troviamo Sean Connery nei panni di Riccardo Cuor di Leone e nel 1994 è ancora un re nel film Il Primo Cavaliere, sebbene stavolta si tratti di Re Artù.

Il passato da spia, tuttavia, torna a chiamare Connery per interpretare John Patrick Mason, un ex agente segreto in The Rock di Michael Bay, mentre nel 1999 lo troviamo nel ruolo di un abile ladro al fianco di Catherine Zeta Jones, in Entrapment.

L’anno dopo, Sean Connery viene nominato Cavaliere dalla Regina Elisabetta II: per la prima volta nella storia una star di Hoolywood riceve quindi il titolo di Sir.

Lavora al suo ultimo ruolo sul set in La Leggenda degli Uomini Straordinari, del 2003, film tratto dal fumetto di Alan Moore in cui l’attore scozzese interpreta Allan Quatermain.

Dopo questa pellicola Connery, amareggiato per i giudizi negativi, abbandona le scene.

L’attore  afferma infatti, in un’intervista del 2005, cheHollywood è piena di idioti.

Tale è la ragione per cui non abbiamo visto Connery nei panni di Gandalf, ne Il Signore degli Anelli, o di Albus Silente in Harry Potter, parti entrambe rifiutate dalla star.

Nonostante i rumors lo volevano affetto da una forma di Alzaimer la notizia non è stata mai confermata da fonti accreditate. Quel che si sa  che viveva con la moglie nelle Bahamas.

Diciamo addio ad una grande star, ad uno dei ultimi miti rimasti che lascia di sé un’impronta indelebile. 

Sandra Orlando

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