Ricordati di me

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È il secondo articolo consecutivo che rivolgo ad un brano di Antonello Venditti e devo affermare che non si tratta di una casualità né, tanto meno, di una scelta dettata dall’esclusiva ammirazione che nutro nei confronti del cantautore.

“Amici mai”, canzone che sabato scorso vide come protagonista la mia personale disamina, ricevette degli ampi consensi e degli ottimi attestati di stima.

In virtù di una ben precisa richiesta avanzata dal mio buon amico Patrizio Parra, questa settimana scriverò in merito ad un altro dei capisaldi appartenente al cantautore romano, probabilmente il più intenso ed apprezzato da sempre, non foss’altro per i significati ben mirati ed espliciti che custodisce in seno alla particolarità del suo magnifico testo.

Di certo è il brano favorito dallo stesso cantante, il quale non ha mai fatto mistero della sua predilezione, soprattutto nel corso dei suoi innumerevoli concerti.

Patrizio ha mostrato il netto desiderio di comprendere in che modo io fossi stata in grado di affrontare l’opinione che detengo relativamente al brano in questione e,voilà, la sua richiesta è stata prontamente accordata.

Non siete un po’ incuriositi da ciò che proporrò?

Bene, il brano che mi accingo a commentare è “Ricordati di me”, scritto alla fine degli anni 80.

Caro Antonello, c’è sempre qualcosa da fare, anche se fuori piove alacremente ed il cuore della tua ex moglie ha assunto le sembianze di un coacervo di frantumi.

Probabilmente quella sera ebbe più impegni di quanto tu stesso possa immaginare.

Ergo, se la sua decisione fosse stata quella di ricordarsi di te, stai più che sereno che avrebbe trovato la giusta maniera per tentare un riavvicinamento, anche solo un approccio furtivo.

Venditti conosceva perfettamente le gravi ragioni per le quali la sua storia d’amore fosse pervenuta ad uno stato di irreversibilità.

Indiscrezioni remote riportano la triste evidenza che la Signora Izzo venne a conoscenza di un tradimento del marito, avvenuto proprio nel periodo in cui la coppia era in trepidante attesa dell’imminente nascita di Francesco, unico figlio di Antonello Venditti.

Il sincero e sentito pentimento da parte del cantautore, ahimè, all’epoca non sortì gli effetti senz’altro desiderati dallo stesso , tant’è che Simona Izzo non volle più instaurare alcun tipo di rapporto con il fedifrago compagno.

“E non c’è sesso e non c’è amore, né tenerezza nel tuo cuore.”

Sesso, amore, tenerezza.

A parer mio costituiscono i tre aspetti cardine di un legame improntato su una relazione di natura sentimentale.

Il carattere inscindibile della suddetta trilogia dà origine ad una ancor più marcata difficoltà della risoluzione di un rapporto, qualora quest’ultimo fosse approdato ad una fase negativa di stallo.

Se uno dei tre elementi viene meno, il recupero sostanziale del legame amoroso si fa ostico ed estremamente difficoltoso.

Risulta alquanto banale, inoltre, soprattutto nel caso di specie, discorrere in merito ad una situazione improntata sul rispetto, condizione che venne a mancare nella sua totalità.

Ed il sesso senza amore?

Certo che è possibile che sussista, è che l’appagamento dei meri istinti primordiali non spalanca alcun varco verso le emozioni autentiche e stracolme di sentimenti veri.

Io credo fortemente che il tradimento denoti, nella stragrande maggioranza dei casi, un’insoddisfazione di base.

La suddetta può essere condannabile o meno, ma di certo si tratta di un accadimento difficile da accantonare nell’oblio e quasi impossibile da sublimare in un ipotetico quanto mesto tentativo di perdono.

Bisognerebbe amare davvero allo stremo per approdare ad una quasi passiva accettazione di ciò che fu e per tentare di riassemblare i cocci che si sono sparsi rovinosamente nel bel mezzo di una vita apparentemente serena.

“E sono niente senza amore, sei tu il rimpianto, il mio dolore, che come il tempo mi consuma.”

È un crescendo di rimorsi, di pentimenti senza riscontri, di consapevolezze che affiorano d’un tratto, di botto, come se lei non fosse mai stata al posto suo, come se non l’avesse mai conosciuta davvero, come se si stesse rendendo conto solamente adesso delle ripercussioni funeste ed infauste, perpetrate ai danni di chi compie gravissimi errori.

La sta pensando al di là del pensiero stesso, la sta raggiungendo con delle parole che non la tangono più, la sta accarezzando con una mente oberata di nostalgia.

E adesso che non è più al suo posto per davvero, desidererebbe che ci fosse con tutte le proprie forze:

” Lo sai o non lo sai che per me sei sempre tu la sola? Chiama quando vuoi, basta un gesto o forse una parola.”

La speranza di un ritorno miracoloso si fa spazio in mezzo alla dilagante malinconia.

Le fragilità di un uomo rimasto da solo con la beltà dei suoi testi affiorano continuamente ed in maniera preponderante.

Roma sotto la pioggia, allagata da un incontenibile temporale, fa da cornice ad un assetto nostalgico sempre più incalzante.

E come per ogni storia d’amore che non presenti alcun lieto fine, i ricordi affiorano costantemente e senza sosta.

Venditti vorrebbe che lei ripensasse ai loro momenti, alla sua pelle, che sorridesse nell’attimo esatto in cui lui le tornasse fugacemente nella testa, che ricominciasse a fidarsi ciecamente.

Ma la fiducia, purtroppo, non si riacquisisce con le medesime modalità di uno schioccar di dita ed in questo caso la Izzo scelse per sempre un altro uomo.

“Ma non c’è sesso e non c’è amore, né tenerezza nel tuo cuore, che raramente si innamora.”

Eppure è successo, caro Antonello, si è riinnamorata.

Perché tutto accade quando non si aspetta che arrivi nessuno, quando dietro l’angolo c’è così tanto buio che eviti persino di accostarti a quel muro della strada, quando ti rendi conto che c’è ancora vita dentro e fuori di te e che tu questa vita la pretendi come non mai.

Il matrimonio tra Antonello Venditti e Simona Izzo durò soli tre anni.

Francesco crebbe, ad ogni modo, circondato da tutto l’amore che fosse fattibile potergli donare.

Lei sostiene sempre che la giovane età non fu d’aiuto al mantenimento stabile del rapporto.

Io, di contro, mi permetto di avanzare l’idea che se il desiderio di ottenere qualsiasi cosa tu voglia è veramente così forte, devi correre il più velocemente possibile, per fare in modo che divenga totalmente tua nello spazio di un tempo molto breve.

E tu, caro Antonello, a parte scrivere e crogiolarti, corresti mai?

RICORDATI DI ME

Ricordati di me
Questa sera che non hai da fare
E tutta la città
È allagata da questo temporale
E non c’è sesso e non c’è amore
Né tenerezza nel tuo cuore
Capita anche a te
Di pensare che al di là del mare
Vive una città
Dove gli uomini sanno già volare
E non c’è sesso senza amore
Nessun inganno, nessun dolore
E vola l’anima leggera
Sarà quel che sarà
Questa vita è solo un’autostrada
Che mi porterà
Alla fine di questa giornata
E sono niente senza amore
Sei tu il rimpianto e il mio dolore
Che come il tempo mi consuma
Lo sai o non lo sai
Che per me sei sempre tu la sola
Chiama quando vuoi
Basta un gesto, forse una parola
Che non c’è sesso senza amore
È dura legge nel mio cuore
Che sono un’anima ribelle
Ricordati di me, della mia pelle
Ricordati di te com’eri prima
Il tempo lentamente si consuma
Ma non c’è sesso e non c’è amore
Né tenerezza nel tuo cuore
Che raramente s’innamora
Ricordati di me
Quando ridi, quando sei da sola
Fidati di me
Questa vita e questo tempo vola…

Maria Cristina Adragna 

“Amici mai”

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Siciliana, nasco a Palermo e risiedo ad Alcamo. Nel 2002 conseguo la Maturità Classica e nel 2007 mi laureo in Psicologia presso l'Università di Palermo. Lavoro per diverso tempo presso centri per minori a rischio in qualità di componente dell'equipe psicopedagogica e sperimento l'insegnamento presso istituti di formazione per operatori di comunità. Da sempre mi dedico alla scrittura, imprescindibile esigenza di tutta una vita. Nel 2018 pubblico la mia prima raccolta di liriche dal titolo "Aliti inversi" e nel 2019 offro un contributo all'interno del volume "Donna sacra di Sicilia", con una poesia dal titolo "La Baronessa di Carini" e un articolo, scritti interamente in lingua siciliana. Amo anche la recitazione. Mi piace definire la poesia come "summa imprescindibile ed inscindibile di vissuti significativi e di emozioni graffianti, scaturente da un processo di attenta ricerca e di introspezione". Sono Socia di Accademia Edizioni ed Eventi e Blogger di SCREPmagazine.

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