Raul Dufy (sesta e ultima parte)

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RAUL DUFY (sesta e ultima parte)

“Ritratto di M. Nico Mazaraki”

Olio su tela cm. 81 × 65

Collezione privata

Con il trascorrere degli anni, Dufy si avvicina sempre più ai suoi ideali pittorici.

In questo ritratto l’artista disegna letteralmente col colore.

Dufy, con la sua pennellata fluente, cerca una freschezza di superfice, sempre alle ricerche geometriche e formali di Cézanne e Braque di cui era, sin da giovane, perennemente infatuato.

“RITRATTO DI M. NICO MAZARAKI”

I ritratti di Dufy, come dicevo prima, sono molto vari e riflettono i mutamenti di stile che ha subito la sua arte.

Qui siamo lontani dalla severità del ritratto della moglie (trattato precedentemente).

Il colore è più denso e allegro, applicato in modo più calmo, che meglio conviene alla personalità meno rigorosa del soggetto.

Un’aria di giocondità anima l’immagine e anche la cromia del viso leggermente florido è il punto d’incontro tra il rosa della parete, di cui scorgiamo appena un angolo a destra, e il dorato della porta.

Il blu trasparente della giacca dà un tale piacere all’occhio dell’artista che egli lo ripete nei capelli, e la sua linea arricciata si adatta bene ai rigonfiamenti del corpetto.

La nota dominante è data dalla brillante giacca di velluto, ed è così intensa da far pensare che in certi colori Dufy abbia trovato corrispondenza con la personalità del soggetto.

In termini più chiari, il dipinto richiama qualcuno dei ritratti “blu” di Van Gogh, quali, ad esempio, il Dottor Gachet o “Il postino Roulin”.

CONCLUSIONE:

L’esistenza di Dufy, come molti artisti dell’epoca, ha avuto momenti lieti ma anche dolorosi.

Una grave malattia alle mani in vecchiaia non gli impedì però di continuare a dipingere incessantemente.

Una vita tutta spesa nel proprio lavoro e nella voglia di creare.

Tremila tele, seimila acquerelli e altrettanti disegni e, poi, le illustrazioni, i costumi teatrali, la ceramica, i tessuti e le seterie.

La sua produzione sterminata non ha avuto altra ambizione che quella di abbellire non solo la sua vita ma anche la nostra, suoi attenti spettatori.

Bruno Vergani

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