“Forbidden fruit ” la dizi che rompe gli schemi

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Forbidden Fruit “una dizi che rompe gli schemi…

Se pensate di aver visto tutto dalle dizi turche amori impossibili, lacrime a secchiate, uomini tormentati che guardano il Bosforo sospirando , Forbidden Fruit arriva come una diva che spalanca la porta, ti guarda dall’alto in basso e dice:
“Tesoro, siediti. Ora ti mostro come si fa.”

La prima cosa che capisci guardando Forbidden Fruit è che la serie non ha alcuna intenzione di essere come le altre.
E sai cosa? È proprio questo il suo superpotere.
Qui tutto è volutamente esagerato:
i tradimenti sono più frequenti del caffè turco
-le alleanze durano meno di un mascara waterproof sotto la pioggia
-i colpi di scena arrivano così spesso che ti chiedi se gli sceneggiatori dormano mai o sono folli.
È come se gli autori avessero detto:
“Realismo? No grazie, siamo qui per divertirci.”
E noi, spettatori, ci divertiamo eccome.

Le protagoniste sono tre donne, tre filosofie di vita, zero scrupoli.
La vera rivoluzione della serie è la sua galleria di personaggi femminili.
Non sono sante, non sono vittime, non sono martiri.
Sono… iconiche.
La prima è Ender.
La regina indiscussa.
Una donna che potrebbe rovinarti la vita solo con un sorriso e un paio di orecchini da 30000 euro.
È elegante, velenosa, brillante.
Se Shakespeare fosse vivo, la chiamerebbe per interpretare Lady Macbeth.
Yildiz
La scalatrice sociale più simpatica della TV.
Parte ingenua, ma impara presto che nella vita o mangi o vieni mangiato.
E lei, fidati, non ha intenzione di essere il contorno.
Zeynep
La voce della coscienza.
Quella che ogni tanto prova a riportare un po’ di moralità nella serie…
…e viene ignorata da tutti, giustamente.

Ogni puntata è un catalogo vivente di:
case gigantesche ,
abiti scintillanti
brunch infiniti
sguardi al vetriolo.
È come guardare Dynasty, ma con più eyeliner e più tradimenti.

La serie è così glamour che anche quando litigano sembrano pronte per una copertina di Vogue.

Forbidden fruit è unica perché finalmente qualcuno ha avuto il coraggio di dire:
“Basta con le storie d’amore impossibili. Diamo al pubblico ciò che vuole: intrighi, cattiveria e donne che non chiedono scusa.”

È una dizi che:
non predica morale
non punisce le donne ambiziose
non si vergogna di essere una soap di lusso, non ha paura di essere trash.
È una serie che si prende la libertà di essere divertente, assurda, teatrale.
E questa libertà è contagiosa.
Forbidden Fruit funziona perché è limpida:
non finge di essere profonda, non finge di essere educativa, non finge di essere realistica.
Ti dice chiaramente:
“Sono qui per intrattenerti. E lo farò meglio di chiunque altro.”

E tu, spettatore, ti ritrovi a guardare tre puntate di fila senza nemmeno accorgertene.

Forbidden Fruit è la dizi che non sapevamo di volere, ma che ora non possiamo più smettere di guardare.
È un mix perfetto di:
cattiveria elegante
comicità involontaria
colpi di scena improbabili
donne che dominano la scena .

In un mondo televisivo pieno di storie tutte uguali, questa serie è una boccata d’aria fresca… con un retrogusto di veleno.

Angela Amendola

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