“Questa specie d’amore”

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C’è stato un periodo della mia vita, tra i 15 e i 20 anni che ho vissuto lunghi periodi a Roma e tutti i miei acquisti avvenivano in quella città, compresi i libri.

C’era una libreria molto grande e importante in via Appia Nuova, “Tutti libri”, dove mi recavo ogni settimana ed è, dove ho acquistato centinaia di libri.

E tra i tanti libri impilati, un giorno i miei occhi sono stati attratti, non so perché, da un libro di Alberto Bevilacqua.

Non avevo mai letto nulla di questo autore, ma il titolo mi ha incuriosito “Questa specie d’amore” e l’ho acquistato insieme ad altri libri dello stesso autore.

Ho letto questo romanzo da sedicenne, un periodo particolare, il periodo in cui ci si forma.

Periodo in cui ci si pone domande e si ottengono poche risposte.

Non è uno di quei soliti romanzi in cui una storia viene raccontata nel modo classico.
Il romanzo è quasi un monologo di Federico, il protagonista. O meglio è una confessione.

La confessione che Federico fa alla moglie Giovanna in cui, per la prima volta, Federico affronta la loro crisi coniugale, cercando di parlarne alla moglie, raccontandole da dove nasce il suo malessere, andando indietro nel tempo, fino alla sua infanzia.

Ecco che viene descritto il ritratto di un uomo inquieto e disposto a salvare “questa specie di amore” a costo di tutto se stesso.

Confessando a Giovanna i suoi sentimenti più nascosti i due tradimenti a cui si è lasciato andare per scappare da quella crisi e l’aver accattato di fare un figlio solo per salvare il loro matrimonio. E allora capisce che ciò che li divide è l’averle celato alcuni aspetti della sua vita che rappresentano in realtà le parti più importanti di se stesso.

L’averle celato la sua infanzia. L’averle nascosto sua madre.

Un matrimonio basato sulla menzogna e sul compromesso non può andare avanti. E Federico se ne rende conto, forse in tempo, confessando tutto a Giovanna, nella speranza che ci fosse ancora qualcosa da salvare.

Non so se questo, alla fine, sia il vero amore. Un amore basato sulle bugie, che amore è?

Però sì, è sicuramente una “specie d’amore”. Non un amore che io avrei accettato. Per questo mi piace fantasticare sulla risposta di Giovanna, sulla sua reazione. Secondo voi Federico, alla fine, è riuscito a salvare il suo matrimonio?

Siamo negli anni Sessanta, Federico ama Giovanna ma, dopo due anni di matrimonio, un malessere profondo invade tutta la sua vita. L’unione in apparenza felice gli sembra il risultato di compromessi e ipocrisie, persino il successo e la notorietà nel lavoro hanno per lui il sapore della delusione.

Disorientato, Federico cerca inutilmente di darle un figlio.

La tensione verso una sua verità lo spinge a uno scavo nel passato, lo costringe a ripercorrere le vicende conflittuali che da giovane di provincia, vissuto nel mito di un padre che ha speso l’intera sua vita nel nome di un’idea, lo hanno condotto a vivere nella capitale, a sposare una donna ricca e borghese.

Questa specie d’amore è certamente una delle più convincenti rappresentazioni di un rapporto di coppia che ci abbia dato la narrativa del Novecento.

Angela Amendola

Clicca sul link qui sotto per leggere il mio articolo precedente:

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