Pier Paolo D’Auria… talento e passione

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Pier Paolo D’Auria nasce a Lamezia Terme il 27 giugno 1974, da padre napoletano e da madre scaleota.

È l’ultimo di otto figli, di una delle poche famiglie numerose ormai rimaste degli anni settanta, che rappresenta ancora oggi l’emblema dell’amore e dell’armonia.

Questo “focolare assai nutrito”, diventa uno dei punti di riferimento nella vita di Pier, che ne definisce il carattere e i suoi comportamenti, permeandoli di valori.

Fin da piccolo si dimostra assai sveglio, precoce e volitivo.

Inizia la sua avventura a sei anni, quando il padre lo indirizza già a quell’età nel mondo del lavoro, ribadendogli spesso l’importanza di quest’ultimo, per poter avere un futuro migliore e per la propria dignità.

Era la saggezza di un padre premuroso, che riteneva giusto tenere impegnato il proprio figlio affinché imparasse un mestiere, mettendolo altresì al riparo dei vizi del mondo.

Ara Virtutis” direbbero i latini, ossia ogni padre rappresenta per i propri figli l’altare della virtù. Molto coraggioso Pier Paolo, quello da cui trarre esempio, che ha preso in mano la sua vita fin dalla tenera età, per seguire la sua passione.

Diviene l’allievo-bambino di Tonino Villella, uno dei parrucchieri più affermati di Lamezia, che lo prende con sé avendone cura come fosse suo figlio.

Si trasforma in poco tempo in un “discepolo modello” per la straordinaria capacità di apprendimento, oltre ad una notevole volontà di lavorare.

Pier, infatti, la mattina va a scuola e nel pomeriggio si reca dal suo maestro Tonino.

Si sente già investito di un impegno più grande di lui, che gli fa capire ben presto cos’è il lavoro e il sacrificio che ne deriva. Pier Paolo lo avvertiva soprattutto quando gli capitava di vedere i suoi compagni di scuola giocare a pallone, nel campetto di calcio di fronte al salone.

Li osservava, Pier, dietro il vetro, con una malcelata tristezza che traspariva dal suo viso, mentre avrebbe tanto desiderato essere lì con loro a divertirsi.

Ma, più forti dei suoi pensieri, legati allo svago e al gioco, sopraggiungevano quelli del padre, che lo ammoniva ripetendogli spesso: “Figlie mie, oggi tu chiagn, pecche’ vorrest i’ a divertirt co i’ cumpagn tuoje, ma rimani, sient a mme’, sarrann lloro ca’ verran ra te, pecche’tu diventerai nu’ grande parrucchier“.

L’imposizione vista come tale, a quel tempo, perché veniva negata a un figlio la possibilità di stare assieme ai suoi coetanei, viene oggi considerata da Pier come un’eredità di consigli assai preziosi di cui è riconoscente, orgoglioso a sua volta di trasmetterla ai propri figli, Marco e Gabriel.

Un luogo comune molto diffuso vuole che oggi i bambini e gli adolescenti siano più svegli e precoci rispetto a un tempo.

Quante volte si dice, per esempio, che i ragazzi di oggi iniziano a fumare o a bere alcolici prima dei loro coetanei del passato, e che maturino più lentamente rispetto a quanto accadeva ieri.

In realtà, si tratta solo di luoghi comuni…forse.

Ma il tipo di società, l’economia, l’educazione ricevuta, la dimensione della famiglia, il rispetto ad essa dovuto e la speranza di vita, furono le motivazioni che spinsero Pier ad intraprendere il suo percorso.

Inizia a tenere in mano le forbici da taglio a soli nove anni, dopo tre anni di apprendistato, dimostrando grande sicurezza e precisione.

Il suo maestro lo esortava spesso, incoraggiandolo a migliorare pur riconoscendone le sue innate qualità.

A sedici anni, nel pieno di un’adolescenza maturata in fretta, Pier perde suo padre, il mentore saggio e fidato, oltreché un supporto essenziale nella sua vita.

Da allora, sente sempre più il peso della famiglia, rimanendo accanto a sua madre, alla quale è molto legato, onorandola fino alla fine.

A diciotto anni consegue il diploma e si specializza all’Accademia dei parrucchieri ANAM di Catanzaro, ma nell’anno successivo il suo maestro Tonino si ammala e muore poco tempo dopo la malattia, lasciando a Pier l’attività consolidata di una vita e un bagaglio ricco di esperienze e consigli che si riveleranno molto utili per la sua crescita professionale.

Un bellissimo ricordo del suo maestro che Pier non ha solo nel cuore, ma è tenuto vivo anche da una bellissima foto che espone in bella vista.

Sì, perché Pier è un sentimentale, una persona ricca di umanità, affidabile e perbene.

A 19 anni compiuti nasce Immage di Pier Paolo D’Auria, a Sant’ Eufemia Lamezia, con uno staff d’eccezione, con Marisa, sua sorella, esperta nel colore, che coadiuva il lavoro di squadra con garbo e professionalità. Si avvale anche dell’esperienza di sua moglie Carmela, che cura l’estetica, il make-up delle spose e non solo, con straordinaria competenza e affidabilità.

Il lavoro di Pier è un lavoro creativo e originale, a partire dall’ascolto delle esigenze dei clienti, uomini e donne.

È in grado di creare tagli, colori e styling unici, che rendono le persone speciali attraverso i capelli.

Ebbene sì, perché Pier non si limita ad accontentare la cliente, sa anche proporre qualcosa di nuovo, in modo da rimanere sempre al passo con le mode del momento, considerando vari fattori riguardanti le peculiarità della persona, (come il taglio del viso, la carnagione, etc.).

Nel 1998 partecipa all’elezione di Miss Italia, a Sanremo, che lo vede impegnato a pettinare le Miss in gara. Viaggia molto e partecipa a molti concorsi nazionali ed internazionali, conseguendo numerosi attestati e qualifiche riconosciuti.

Collabora con Donatella Versace a Saint Vincent nel 2001, a Londra e in Svizzera.

Si impegna anche accanto allo stilista lametino Anton Giulio Grande e a tanti altri. Dirige inoltre una scuola per parrucchieri, ed è sempre al passo con i corsi di aggiornamento e perfezionamento.

È l’acconciatore delle spose per antonomasia, ma anche di stili e hair couture, per sperimentare chi sono le persone attraverso il look e la performance creativa.

Tutto nasce dalle sue mani, il fedele alleato complice dei suoi clienti, per essere unici e inimitabili come lui desidera. Una massima di Pier Paolo D’Auria recita: “C’è bellezza in ogni donna e in ogni uomo. Lì dove la gente vede qualcosa di brutto, io sono solito vederci la bellezza“…

Anna Maria Notaris

Clicca il link qui sotto per leggere il mio articolo precedente:

Ognuno sta sulla barca, ma nessuno si salva da solo…

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"Donna non si nasce, si diventa" è opera di una scrittrice, Simone de Beauvoir, alla quale mi ispiro. Sono nata a Lamezia Terme, in Calabria, dove vivo e risiedo. Ho conseguito gli studi magistrali in un collegio ad indirizzo pedagogico-religioso a Soverato prima, a Catanzaro poi. A vent'anni, durante il mio primo viaggio negli Stati Uniti, nel New Jersey, ho avuto modo di osservare luci ed ombre dell'emancipazione femminile più avanzata di quel tempo. Ho lavorato come insegnante di scuola dell'infanzia a Milano e in Calabria, successivamente a Padova come ufficiale di riscossione. Il mio motto è: “amo così tanto la vita, da amarne anche le sofferenze”. Se dovessi descrivermi usando un aggettivo, direi che sono "poliedrica" per la volontà con cui riesco ad adattarmi alle circostanze della vita ed alle sue vicissitudini. Ho iniziato a scrivere dieci anni fa su "Studio Cataldi" di Roma, un giornale giuridico, ed ora scrivo su ScrepMagazine, la rivista dell'Associazione Culturale "Accademia Edizioni ed Eventi" di cui sono Socia. E scrittori si nasce, non si diventa. Una volta presa in mano la penna, tutto viene da sé…peraltro “Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che poi venga scoperta” (Italo Calvino).

2 COMMENTS

  1. L’amicizia è un dono prezioso e raro… grande Annamaria hai descritto in pieno un grande e raro sentimento

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