Parole in armonia, libere da condizionamenti e pregiudizi…

La parola.

Cominciamo con il silenzio, dal momento che la parola, il più delle volte, dimentica le sue stesse radici.

In tutte le relazioni umane esistono due grandi zone silenziose: prima e dopo la parola.

Prima, quando non si è ancora parlato, siamo in uno stato di pudore che permette alla parola di nascere dal silenzio e sia dunque più forte, evitando che sia discorsiva.

L’altro silenzio è quando non si ha più niente da dire.

Dal silenzio si può uscire solo in due modi: la parola e l’azione.

Dal silenzio nasce la parola.

Dall’immobilità il movimento.

Il mondo interiore si rivela come reazioni alle provocazioni del mondo esterno.

La scelta delle parole che facciamo determina chi e come siamo; così come il decidere cosa scrivere, privi da condizionamenti e pregiudizi, liberi da etichette sociali, titoli onorari e non, cattedre e dottorati.

La parola può nascondere violenza o armonia.

Scegliere di parlare di fiabe, favole, racconti, ci deve rendere consapevoli che sono un mezzo di comunicazione, attraverso cui si ha la possibilità e la responsabilità, di comunicare ai giovani lettori dei contenuti che saranno aggiunti al loro bagaglio personale.

Si può essere diretti, crudi e cruenti o scegliere una forma più delicata.

I bambini devono essere tutelati e formati per poter affrontare le difficoltà della vita nei gradi e tempi adeguati.

Un argomento sociale per noi attuale è la pandemia, che ha cambiato drasticamente il nostro quotidiano.

Anche Fumìna, in Un magico incontro in fase Covid, fa un ritratto dei nostri giorni trattando anche rispetto dell’ambiente, normative, rispetto per gli animali e amicizia, con la finalità di ricordare che anche dalle situazioni difficili può nascere il bello; così come sarà per i nostri protagonisti, uniti da un incontro che li renderà inseparabili.

“Ma che tristezza affacciarsi alla finestra
non si vede più nessuno neanche i dì di festa.
L’unica consolazione è ammirare
gli animali liberi girovagare.
E mentre Fumìna trascorre così le sue giornate,
una situazione diversa si vive poco distante.
Un anziano signore, di covid19 si è ammalato
ed in fretta è stato ricoverato.
Ma il suo giovane bassotto, per lui unica compagnia
ora viene scaraventato via.
Per qualche giorno ha aspettato il suo padrone,
ma ormai è entrata un’altra famiglia da quel portone.
Da fedele amico adorato e coccolato
è diventato un randagio abbandonato.
È proprio inesperto; neanche il cibo si sa procurare
e dal branco è rifiutato, così resta solo a girovagare.
da “Un magico incontro in fase covid Fumìna e Svelto”.


Imparare ad affrontare chi e ciò che incontriamo nel nostro cammino con rispetto per se stessi e per il prossimo.

Fa si che il giudizio degli altri non diventi il tuo.

Simona Trunzo

Protagonista o Eroina?

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