Pablo Picasso (parte sesta)

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Pablo Picasso (parte quinta)

“I saltimbanchi”

Olio su tela 213 x 230 cm.

National Gallery of Art, Washington.

“I saltimbanchi” è un’opera che nasce come compendio di tutte le “sperimentazioni picassiane“.

La raffigurazione è ispirata agli artisti del circo Medrano che Picasso visitava spesso con gli amici parigini.

È la prima opera del periodo rosa, tanto che Picasso aveva iniziato a realizzarla con toni azzurri per poi modificare la posizione delle figure e le tinte.

“I SALTIMBANCHI”

Nel dipinto Picasso rappresenta sei personaggi.

Sono un gruppo di circensi che posano circondati da un paesaggio senza tempo. Tra le dune non compare alcun accenno di vegetazione.

All’orizzonte domina un cielo azzurro popolato da nubi chiare.

A sinistra vi sono cinque personaggi, un arlecchino in piedi che tiene per mano una bambina girata di spalle, che guarda per terra. Poi un uomo corpulento con una tuta rossa che tiene in spalla un sacco.

Sempre alla sua sinistra un ragazzo in costume stringe sulle spalle un contenitore cilindrico.

In centro, un adolescente osserva a destra in direzione di una donna seduta che sembra isolata dagli altri.

La donna messa in primo piano da Picasso, guarda verso l’esterno del quadro con un’espressione seria.

Il suo atteggiamento è composto e aggraziato, la sua mise è sobriamente elegante, anche per via del cappello a tesa larga.

Concetto, questo, non casuale e rafforzato dall’anfora alle sue spalle. La modella è probabilmente Fernande, compagna di Picasso.

Tutti i personaggi rappresentati hanno espressioni lievemente malinconiche, e appaiono, pur stando tutti insieme, non comunicanti tra di loro, assorti nei loro propri pensieri e sospesi nell’immobilità e nel silenzio, in una strana situazione di attesa.

Il contrasto e la luminosità dei colori sono accentuati dalla notevole dimensione del quadro.

CONCLUDENDO:

Picasso ha scelto un momento della vita quotidiana dei saltimbanchi, lontano dal clamore della scena, in cui i personaggi sono alle prese con le difficoltà giornaliere e con i propri sentimenti.

Nella figura del buffone si potrebbe riconoscere il ritratto del poeta Apollinaire. In quella di Arlecchino si ravvisa invece l’autoritratto di Picasso.

Non è casuale la scelta dell’autore di identificarsi nella maschera italiana della commedia dell’arte. Altre volte si era ispirato.

Le figure, in particolare quella dell’acrobata, riprendono alcune immagini di bagnanti di Cézanne.

Bruno Vergani

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