Il 5 luglio è una data strana nel senso che molte cose che oggi fanno parte della nostra esistenza hanno avuto origine proprio il 5 luglio in anni passati.

Il 5 luglio del 1951 un tale William Shockley inventò il transistor a giunzione. Si trattava di un “oggettino” che – vuoto per pieno – sostituiva le vecchie valvole nei circuiti elettronici. Il transistor aveva diversi pregi fra i quali essere molto più efficiente, più economico ma soprattutto molto piccolo.

Provata a immaginare uno smartphone a valvole…

Grazie a Shockley iniziò quindi una sorta di corsa alla “miniaturizzazione” dei componenti elettronici che ha consentito, assieme alla evoluzione del software e all’aumento delle potenze di calcolo e delle capacità di memoria, di creare prodotti inimmaginabili 70 anni fa, solo una generazione fa, oggi d’uso quotidiano.

L’invenzione del transistor “uccise” prodotti come macchine da scrivere, tastiere, perforatori ed in generale tutto ciò che fino ad allora si realizzava attraverso tanta meccanica e poca, ingombrante elettronica.

Ma andiamo avanti.

Il 5 luglio del 1994 un tizio dal nome Jeff Bezos fondò a Seattle il più grande e-commerce al mondo: Amazon.

Altra rivoluzione nel nostro modo di vivere quotidiano. Grande varietà di prodotti, possibilità di scegliere da casa comodamente seduti davanti ad un pc (altro “oggetto” nato anche grazie al transistor di Shockley), prezzi competitivi, servizio puntuale, massima tutela del cliente e logistica diffusa.

L’invenzione di Bezos, assieme alla nascita dei grandi Centri Commerciali, ha di fatto “ucciso il negozio sotto casa” e, in epoca Covid-19, proprio tramite strumenti come il PC, la rete WEB e la possibilità di comprare senza uscir di casa, ha delineato e rafforzato una differente modalità di vivere.

Già… in epoca Covid-19…

Proprio il 5 luglio del 1996 a Edimburgo, nei laboratori del Roslin Institute nasceva la “pecora Dolly“, il primo mammifero frutto di clonazione in laboratorio.

L’essere umano ha da sempre manifestato manie contro natura il più delle volte giustificandole con l’espressione “progresso scientifico”.

Sarà vero o forse no (e dubito che mai si saprà) ma solo qualche mese fa, in una parte diversa del Mondo, qualcuno giocava coi pipistrelli… quello che ne è venuto fuori lo sappiamo benissimo dato che sono state “uccise” non solamente vecchie logiche ed attività economiche ma una bella fetta di Umanità che, peraltro, continua a morire.

Questa Umanità che, secondo le stime di World O meter, è composta da una popolazione superiore a 7,4 miliardi di persone. Il Paese più popoloso è la Cina, dove troviamo 1,4 miliardi di persone, seguito dall’India con 1,29 miliardi.

Questa popolazione mondiale che ha visto una crescita continua (attenzione) proprio dalla fine della peste nera, nel corso del XIV secolo, con il tasso di crescita che ha raggiunto un picco del 2,19% annuo nel 1964.

E se la storia alla fine si ripete sempre, in attesa che qualcuno impari qualcosa, molti stanno ipotizzando che nel dopo Covid-19, nel giro di 30 anni (quindi nel 2050) ci potrebbe essere un’altra “impennata” di nascite che porterà a circa 9 miliardi la popolazione su questa Terra di cui 1,7 miliardi in Africa e 5,3 in Asia… il 78%…e praticamente buona parte di questo circa 78% della futura Umanità vivrà in condizioni difficili… una bomba atomica per il nostro Pianeta.

Circa 17,5 abitanti per ogni km2 dei 510.100.000 km2 della Terra, deserti e ghiacciai compresi.

Senza contare la tendenza alla procreazione condizionata dalla fertilità indotta dalle condizioni economiche per cui nei continenti poveri si faranno sempre più figli, in quelli “ricchi” sempre meno con la tendenza dei più poveri a “invadere” i paesi più ricchi e la popolazione dei paesi più ricchi ad accentrarsi nelle grandi città.

Questa mia riflessione del 5 luglio 2020, a questo punto, si ferma poiché – forse – non tocca a me dare risposte a queste tematiche così importanti.

Ho voluto solo raccontare uno scenario che nei prossimi 30 anni potrebbe concretizzarsi e portare a impatti irrimediabili sulla nostra Terra e sui suoi abitanti.

Salute, ambiente, sicurezza, economia e lavoro, rispetto, giustizia sociale, ricerca scientifica … sono temi che devono essere rimessi al centro nel decennio aperto proprio da questo 2020 così drammatico a cominciare da un rinnovamento dello “stile giornalistico” dei media che dovrà essere in grado di conciliare l’esigenza della notizia con l’attenzione alla sensibilità dell’ascoltatore.

Ma una delle possibili strade, certamente non l’unica, io credo possa essere l’intesa, la sintonia fra le fedi religiose, le uniche, al momento, ancora in grado di parlare all’anima di ogni uomo, allo spirito della Umanità.

Come San Francesco che circa otto secoli fa, nel corso della Va crociata, incontrò il Sultano Malik al-Kāmil, è arrivato il momento che i Leader religiosi mondiali parlino ai loro fedeli una sola lingua, quella della “ Laudato si’ ”, l’Enciclica di Papa Francesco sulla cura della Casa Comune di cui ritengo comunque utile suggerire la lettura.

E buon 5 luglio a tutti voi.

https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2018-05/papa-francesco-enciclica-laudato-si-ecologia-creato.html

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