Dopo aver passato mesi e mesi a guardare in TV programmi con argomento solo il coronavirus, o repliche su repliche dei soliti film, finalmente qualche sera fa, Canale 5 ha trasmesso una mini serie nuova, la storia di Aenne Burda.

Sono sicura che solo “gli addetti ai lavori” conoscono questo nome.

Ebbene io, anche se non faccio parte di quella schiera, conosco questo nome.

L’ho visto campeggiare per decenni in casa di una creatrice di moda, una sarta, e molti dei miei vestiti negli anni passati sono nati proprio sui modelli della rivista Burda.

La sarta in questione è mia suocera, che tuttora ha pile e pile di Burda in casa naturalmente intoccabili.

La prima rivista Burda Moden nasce nel ’50, quando la fondatrice Aenne Burda decide di puntare verso la creazione di una moda pratica che potesse andar bene a tutte le donne.

Appena due anni dopo la sua prima uscita, la rivista si arricchisce dei cartamodelli in allegato su cui tagliare gli abiti su misura.

Poi l’impero Burda si espande anche in altri settori, come quello delle ricette di cucina.

Burda Moden ha il pregio di essere riuscita a superare la cortina di ferro, diventando la prima rivista occidentale tradotta in lingua russa, infatti Aenne Burda frequentò per un periodo Raisa Gorbaciov.

Aenne Burda è stata un simbolo del miracolo economico tedesco.

Ma della narrazione del film, mi ha colpito proprio la storia di Aenne.

Una storia d’amore e tradimento, ma soprattutto di rinascita femminile.

La relazione con suo marito Franz, padre dei suoi tre figli, è idilliaca fino a quando, la donna scopre che lui la tradisce e che ha anche una figlia segreta con un’altra donna, si accorge del tradimento solo perchè trova in un portafogli alcuni documenti.

Una rivelazione che la porta a decidere di vendicarsi, minacciando di dare scandalo per quegli anni, chiedendo addirittura il divorzio.

Una scelta che avrebbe però potuto rovinare anche il suo lavoro.

È per questo che alla fine decide di rimanere legata a lui, a Franz, ma solo “per finta”. Ottiene in cambio del quieto vivere la casa editrice, ma scopre che l’azienda ha accumulato dei debiti.

La sua caparbietà la spinge a non mollare e ad impegnare persino i suoi averi pur di assicurare il lavoro ai suoi dipendenti.

La rivincita si consuma anche in camera da letto. Aenne, infatti, inizia una relazione extraconiugale che porterà avanti fino alla morte di suo marito. I Burda sono state una delle prime “coppie” aperte nel secolo scorso. Solo alla morte di Franz, infatti, questa relazione verrà vissuta alla luce del sole.


Nata il 28 luglio 1909 a Offenburg, in Germania, Aenne è figlia di un macchinista di treno. Ancora minorenne, a 17 anni, lascia la scuola per iniziare a lavorare, farà la cassiera.

L’incontro che le cambia la vita arriva all’età di 21 anni.

Il sodalizio con Franz risulta vincente non solo nel privato ma anche negli affari.

Insieme ampliano l’azienda di famiglia con le riviste femminili e nel 1949, la donna si mette in proprio come imprenditrice fondando una sua casa editrice.

La sua inventiva e il suo spirito d’iniziativa fanno in modo che a distanza di più di mezzo secolo si attribuisca alla fantasia della donna una svolta epocale per il mondo della moda.

In una vacanza in Sicilia, Aenne, si innamora di un giovane.

Trascorre le sue giornate con lui alla ricerca di colori e di tessuti da usare per i suoi abiti.

Viene colpita dalla semplicità e bellezza delle donne del sud, che mettono in risalto con scollature particolari il seno molto generoso.

Ma poco tempo dopo, suo marito, che nel frattempo ha lasciato la sua amante, la riporta a casa, instaurando un rapporto coniugale basato sul quieto vivere.

Il rapporto con Giovanni, trasferitosi in Germania, si potrarrà per anni e lo vivrà alla luce del sole quando resterà vedova.

Aenne Burda è morta il 3 novembre del 2005.

Una donna che ha precorso i tempi, è stata imprenditrice quando alle donne non era permesso il più delle volte lavorare, ha sfidato la morale pubblica non solo perchè donna forte, caparbia e disinibita ma anche perchè aiutava altre donne a sganciarsi da modi di vivere ormai divenuti arcaici, a rendersi indipendenti.

Il giornale Burda si trasformerà nel tempo, tutto dovuto alle nuove tendenze di moda, ma sempre una moda al femminile.

Diventerà il simbolo dell’impero costruito dalla famiglia, prima da Aenne e poi dai suoi figli, ultimo il figlio minore Hubert.

Sarà lui a fondare la Hubert Burda Media e ad ampliare lo sguardo verso il mondo online, affermandosi anche in questo settore.

Anche la moda italiana ha avuto una metamorfosi grazie all’idea innovativa di questa donna che era una “visionaria”.

Angela Amendola

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