Marini la scuola? Paghi la multa!

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Bisogna tornare all’antico per essere moderni.
Cit

La gioventù è il più bel periodo della nostra vita.

L’energia fluisce nei nostri corpi senza particolari impedimenti.

È il periodo in cui inizia a formarsi  e forgiarsi la nostra personalità.

Si attuano scelte ed educare è il compito più importante riservato ad ogni uomo che ha la responsabilità nei confronti delle future generazioni.

Il bambino acquisisce conoscenza tramite l’ausilio degli adulti e del bagaglio della memoria storica che è registrata nei mezzi a nostra disposizione.

L’educazione e la cultura in generale ci consentono di convivere in maniera pacifica e gratificante con gli altri.

I genitori sono i primi educatori, i primi a fare discernere il bene e il male nelle scelte di vita, a far rispettare l’altro e a far valutare il peso dell’ autorità.

Nel corso dei secoli il concetto di educazione è variato più volte e soprattutto nel corso dell’ultimo secolo i cambiamenti sono stati fin troppo numerosi, con una propensione alla totale libertà nel concedere l’indipendenza dalle restrizioni.

Il proseguo all’educazione impartita dai genitori, va alla scuola che se ne assume il compito.

Questo istituto ha anch’esso dovuto adattarsi ai variegati metodi educativi anche se a volte in contraddizioni tra di loro.

Di fondo però l’errore principale che spesso si fa, risiede nella mancata considerazione dell’apporto dell’esperienza di chi ha vissuto gli errori della gioventù.

La società da diversi anni è in declino, così le varie istituzioni tra cui la scuola.
Ma sappiamo che non sempre è facile spiegare cosa simbolizzi la scuola e quale sia il suo ruolo.

Sicuramente deve aiutare la crescita personale, essere un luogo dove si accompagnano i ragazzi attraverso un percorso di conoscenza del mondo e di se stessi. Le mura scolastiche offrono opportunità di relazione e di vita. Il ruolo della scuola è di educare, e di formare i ragazzi in modo che siano pronti per affrontare la vita,insegnando la libertà di pensiero e l’indipendenza.

Ma, il percorso che si intraprende peró non deve essere solo di tipo conoscitivo ma anche emotivo e sociale. Per molti studenti, la scuola è vista come un peso, nonostante abbia perso molto in rigidità.

Perché siamo arrivati a questo?

Perché sempre più famiglie invece di punire i propri figli o capire se raccontano il vero, usano violenza verso un docente che ha avuto l’ardire di sgridare un alunno?Assistiamo e leggiamo ogni giorno notizie sulla scuola, sui ragazzi che non seguono più gli insegnanti durante le lezioni e che addirittura alzano le mani su di loro.

Perché siamo arrivati a questo?

Cosa fare per ridare un ruolo di centralità alla Scuola?

C’è una notizia curiosa che ho letto su un sito scolastico. Secondo la Scuola Svizzera, ogni mezzo è buono per raggiungere un fine e lì ne hanno trovato uno davvero singolare per contrastare le svogliatezze degli studenti: imporre una multa di 10 franchi per chi non fa i compiti, arriva in classe in ritardo o marina la scuola.

Non dovunque vale questa regola, ma solamente presso l’Istituto Aarau nel Canton Argovia, alla cui iniziativa sembra però che altre scuole si starebbero ispirando.

Infatti, il singolare tesoretto che si andrebbe ad accumulare, servirebbe per arricchire le casse della scuola svizzera, già ricca per i fatti suoi, al fine di organizzare gite e uscite culturali, visto che la somma raccolta in un anno non è di poco conto: sembra che si arrivi a circa 70mila franchi, circa 70mila euro, da distribuire poi su attività collettive.

E in Italia perché no?

Far pesare ai ragazzi e alle famiglie diventerebbe un metodo educativo…

Angela Amendola

 

Clicca sul link qui sotto per leggere il mio articolo precedente:

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