Madonna di Ognissanti di Giotto

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Il dipinto, olio a tempera, Madonna di Ognissanti che si trova al Museo degli Uffizi a Firenze, di Giotto, dà, a mio parere, pienamente, il senso della festa religiosa che ricorre il primo di novembre, perché il dipinto è come se ti invitasse ad entrare nel significato più profondo del ruolo che i Santi hanno per i popoli cattolico-cristiani.

La centralità della Madonna con il Gesù bambino benedicente assisi in trono tra gli angeli e i Santi, rappresenta l’importanza del ruolo di Maria sul cammino verso la Santità, fonte ispiratrice e modello spirituale, tramite tra il Cielo e la Terra.

Le figure sono inserite nelle tonalità dell’oro creando un effetto di “calore spirituale“, di vicinanza con tutti i Santi che si sono susseguiti nel corso dei secoli.

I doni, da parte degli angeli, alla Madonna e al bambino sono simboli di purezza, purezza che si esplica attraverso i fiori e i colori dello sfondo.

Giotto mette in rilievo come il cammino di Santità, che sulla terra può essere faticoso e doloroso, giacché il limite umano viene a scontrarsi con il concetto di spiritualità ed eternità, diventa, una volta compiuto attraverso il passaggio nella dimensione metafisica, una festa di pace e di beatitudine, di quella autentica felicità che in Terra non ci è dato di conoscere.

Il primo novembre dovrebbe essere vissuto con questo spirito: una meditazione sui Santi che ci hanno preceduto, sentirli vicini nel loro cammino umano e di esempio nel loro cammino spirituale.

L’oro del dipinto può considerarsi come una sintesi di ogni esperienza di ricerca verso la Luce, intesa come senso primo e ultimo del passaggio terreno e del viaggio che tutta l’umanità intraprende dalla nascita del mondo e finchè il mondo continuerà ad esistere. Una autentica cognizione del passato, del presente, del futuro.

La Madonna di Ognissanti di Giotto ci invita a riflettere sull’essenza dell’Ente, di Colui che è fin dal primo battito dell’universo.

Il mondo è nato dall’amore, è sostenuto dall’amore, va verso l’amore ed entra nell’amore
(San Francesco di Sales)

Tommaso Cozzitorto

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Sono nato a Salerno, ho trascorso la mia infanzia a Sapri e vivo a Lamezia Terme dall'età di dieci anni. Laureato in Lettere moderne ad indirizzo filologico-letterario presso l'Università di Salerno con una tesi dal titolo "Cesare Beccaria e il dibattito sulla pena di morte" discussa con il prof. Valentino Gerratana. Abilitato all'insegnamento in materie letterarie, filosofia e storia, storia dell'arte, insegno Italiano, Storia e Geografia nella scuola secondaria di primo grado. Mi occupo anche di critica letteraria e di arte attraverso conferenze e presentazioni di libri. Ho scritto prefazioni a romanzi e saggi, collaboro al mensile "Lamezia e non solo" da diversi anni. Sono stato protagonista nella trasmissione televisiva Confidenze Culturali ed ho presentato la rubrica "Imagine" su Ermes TV. Per dieci anni ho curato la rassegna "DiMartedìCulturando" in un noto locale di Lamezia Terme. Ho fatto parte della Commissione Calabria "Premio la Giara" indetto dalla RAI. Ho pubblicato due libri: Palcoscenico e Along the way. Nel 2011 ho ricevuto il "Premio Anthurium" città di Lamezia Terme e successivamente il "Norman Academy" a Roma, entrambi per meriti culturali. Ho ricevuto nel dicembre scorso un riconoscimento dal Liceo Scientifico Galilei di Lamezia Terme nell'ambito del Festival della Scienza. In ambito prettamente scolastico sono stato Valutatore ed esperto in PON e POR.

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