Lo Studio allunga la vita?

252966

Chi dice che lo Studio, anche se non finalizzato ad un attestato, non porti a nulla?

Secondo recenti ricerche ogni anno passato a scuola o all’università aumenta la nostra aspettativa di vita.

Ciò viene fuori da un interessante approfondimento pubblicato su The Lancet Public Health.

The Lancet Public Health Home Page

La rivista scientifica ha analizzato oltre 10.000 dati di 59 Paesi industrializzati e in via di sviluppo, scoprendo che non studiare danneggia la nostra salute come il fumo o l’alcol.

Risulta inoltre che il rischio di mortalità sarebbe ridotto di circa il 2% per ogni anno di educazione a tempo pieno completato. Quindi chi completa l’intero ciclo di educazione primaria, secondaria e terziaria ha una riduzione di circa il 26% del rischio di mortalità.

Chi termina anche gli studi universitari (18 anni) vede aumentare ancora di più le sue aspettative di vita con la riduzione al 34% rispetto a chi non ha istruzione.

Ma se credete che ciò riguardi solo i giovani vi sbagliate ! Questi benefici (maggiori sì per i più giovani), sono riscontrabili anche tra chi ha più di cinquant’anni.

E chi non ha compiuto nessuno studio?

All’estremo opposto troviamo chi non ha frequentato nemmeno un anno di scuola. Le conseguenze sono ben visibili a livello neurologico con effetti negativi sulla salute! Ciò incide addirittura spesso anche su errati comportamenti sociali e abitudini nutrizionali errate portando a volte a consumare cinque o più bevande alcoliche al giorno, o a fumare dieci sigarette al giorno per dieci anni.

INVESTIRE NELL’ISTRUZIONE.

L’associazione istruzione-aspettativa di vita  da tempo lavora su questo ma lo studio della rivista scientifica  è il primo a parlare di numeri veri e propri.  Un’analisi che , più che nei paesi industrializzati (o almeno non soltanto) è indispensabile per ricordare  l’importanza di investire nell’istruzione per ridurre la mortalità anche nei Paesi più poveri:

«Colmare il divario educativo significa ridurre le disuguaglianze nella mortalità», spiega Claire Henson, una degli autori.

 David Finch, direttore dell’ente di beneficenza The Health Foundation, ricorda che chi è istruito ha migliori connessioni sociali, comprende meglio le informazioni e riesce dunque a fare scelte più giuste. Lo studio, l’educazione sono canali per ottenere strumenti per vivere meglio: guadagnare di più e avere cure migliori, specie nei Paesi come gli Stati Uniti dove la Sanità non è pubblica.

La situazione in Italia

In Italia gli uomini con un titolo di studio più elevato vivono mediamente tre anni più a lungo. Per le donne il divario è di un anno e mezzo. Dati che emergono dall’Atlante italiano delle disuguaglianze di mortalità per livello di istruzione, presentato recentemente a Roma che evidenzia delle profonde differenze tra il Nord e il Sud Italia.

Benefici dello studio

Supportato anche dal fondo di ricerca del governo norvegese e dalla Bill & Melinda Gates Foundation, lo studio si configura come “un’evidenza convincente” per un aumento degli investimenti nell’istruzione per ridurre le disuguaglianze globali nei tassi di mortalità. Il dott. Terje Andreas Eikemo della NTNU, coautore dello studio, sottolinea che l’istruzione è cruciale non solo per i suoi benefici per la salute, ma anche per affrontare più ampie disparità sociali.

Questo studio rivoluzionario non solo stabilisce una correlazione diretta tra istruzione e longevità, ma sottolinea anche i molteplici benefici dell’istruzione oltre lo sviluppo intellettuale. I risultati sottolineano la necessità di continuare gli sforzi per investire nell’istruzione per il miglioramento del benessere globale.

Fonte:

Effects of education on adult mortality: a global systematic review and meta-analysis – The Lancet Public Health

Previous articlePerchè Sanremo non è più Sanremo?
Next articleLo shoganai di Sakura
Sono Sandra Orlando, mamma di Anna e Andrea, laureata in Lingue e insegnante. Faccio parte dell'Associazione Accademia e collaboro come Editor a SCREPmagazine. Dal 2020 Sono redattrice ed Editor nella redazione della rivista di Cinema Taxidrivers per cui ho ricoperto il ruolo di Programmatrice e Head of editorial Contents . Amo la letteratura, il cinema, la musica ed in genere tutto ciò che di artistico “sa dirmi qualcosa”. Mi incuriosisce l'estro dell'inconsueto e il sorriso genuino dell'umiltà intelligente.  Scrivere fa parte di me. 

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here