Leggende e amori

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La Calabria è l’Italia in miniatura…al Nord il Pollino, analogo alle Alpi, al centro la pianura, un po’ come la pianura padana, tutta circondata dai mari per tutta la sua interezza.

La folta vegetazione Silana non ha eguali, solo in Canada esiste una flora paragonabile a quella della Sila.

La contemporanea possibilità di ammirare scorci costieri e mari limpidi e cristallini da vette di altitudini non indifferenti dà al visitatore una sensazione di meraviglia e stupore per tale bellezza, che riempie il cuore di gioia profonda.

Gli anfratti e le gole dall’aria misteriosa che fanno da sfondo, rimandano ad antiche leggende che trasfigurano la flora e la fauna in personaggi fantastici, rappresentanti miti e passioni che si agitano nell’animo umano.

Vicende che acquisiscono uno schema narrativo tale, da rendergli un carattere immaginario.

E, o è novella, o è leggenda.

Una realtà amplificata dalla fantasia e dalla tradizione, che fa parte del patrimonio culturale del suo popolo.

D’inverno, la Calabria, si raccontava davanti al focolare.

D’estate invece, chiama a raduno chiunque, e racconta i moti del mare e dei pesci, il ritorno a casa delle famiglie emigrate.

Tra le tante leggende sulla mia Terra, vorrei narrarne una.

Tra il mar Ionio e il mar Tirreno, tra i paesi di  Caraffa Marcellinara, nella provincia di Catanzaro, ci sono due enormi massi in aperta campagna.

Massi che è come stessero dormendo, coperti da vegetazione, da erbe.

Su questi due massi c’è una leggenda che è avvolta nel mistero e che resiste al passare del tempo. E così di generazione in generazione, la storia della “Pietra della zita”, viene raccontata e tramandata affinché non se ne perda il ricordo.

La leggenda della “Pietra della zita”  parla di un amore tormentato, di una coppia di giovani desiderosi di stare assieme. Ma a mettersi contro è la madre della ragazza.

La donna non accetta che la figlia si sposi con il ragazzo di cui è innamorata.

I due fanno fatica a lasciarsi, perché l’amore tra loro è più forte di una approvazione genitoriale. Così, incapaci di rinunciare all’amore i due diventano vittime di una maledizione lanciata dalla madre della ragazza. E se fossero scappati insieme, sarebbero diventati pietre.

Secondo il racconto, i fidanzati, nonostante le minacce della donna, preferisce fuggire. I  due giovani furono così trasformati in due massi, distesi uno sopra l’altro.

Tuttavia con il passare del tempo le due pietre finirono per ribaltarsi e rimanere separate.

Ma, raggiungere il luogo della “Pietra della zita” non è facile. Una volta arrivati a destinazione, per la maggior parte dei visitatori, il posto regala un fascino particolare. Credere di trovarsi ai piedi di due ragazzi che hanno scelto di amarsi, fa emozionare.

La “Pietra della zita” per molti è una storia che parla al cuore della gente e svela che il vero amore sfugge al governo della ragione, si sottrae al ricatto, non bada alle maledizioni, e diventa eterno…

Angela Amendola

Clicca il link qui sotto per leggere il mio articolo precedente:

“Ti amo” e le altre

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