“Laudato Sii” una Enciclica che guarda all’ambiente

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IL NUOVO IMPIANTO DI ILLUMINAZIONE, OLTRE AL CONSISTENTE RISPARMIO ENERGETICO, CONSENTE DI AMMIRARE I CAPOLAVORI ALL’INTERNO DELLA BASILICA  VATICANA SOTTO “UNA NUOVA LUCE”

 “Il nuovo sistema inaugurato il 25 gennaio scorso, segue le indicazioni della ‘Laudato Sii’, l’enciclica sull’ambiente di Papa Francesco, ed è stato creato all’insegna della sostenibilità ambientale e dell’efficienza energetica”.

Lo ha dichiarato l’Ing. Roberto Barbieri, direttore generale Osram, a margine della presentazione del nuovo impianto di illuminazione della Basilica di San Pietro a Roma.

Il progetto di illuminazione nella sua totalità comprende 780 apparecchi Led, ingegnerizzati e prodotti a Wipperfuerth, dotati di 100.000 Led prodotti a Regensburg e di un sistema di controllo digitale della luce Osram Ds.

A poco più di un anno dal completamento della nuova illuminazione di piazza San Pietro, avvenuta il 7 dicembre 2017, anche l’interno della Basilica Vaticana risplende ora di nuova luce.

Per questo e complesso impianto luminoso, il Governatorato dello Stato della Città del Vaticano e la Fabbrica di San Pietro si sono affidati alla tedesca Osram.

La progettazione illuminotecnica dei luoghi dello spirito è una materia complessa perché bisogna considerare che le Chiese, prima ancora di essere edifici, sono luoghi di preghiera, sia questa personale o collettiva.

Se pensiamo alle comunità dei primi cristiani, erano Chiesa le stanze di case private.

Nel tempo, seguendo l’evolversi della storia e lo sviluppo delle diverse tendenze architettoniche e artistiche, le Chiese sono spesso divenute edifici con caratteristiche costruttive e architettoniche di grande rilievo e, pur rimanendo sempre un luogo di preghiera, alcune di esse sono diventate straordinari contenitori di opere d’arte.

Un buon progetto di illuminazione artificiale deve quindi considerare l’interazione della luce con la dimensione simbolica degli spazi, con le opere d’arte e con tutti gli elementi architettonici della Chiesa.

La Basilica di San Pietro rappresenta il massimo esempio di questa complessità.

Per tale motivo il progetto è stato elaborato da specialisti del settore che hanno tenuto conto delle esigenze connesse con le celebrazioni liturgiche, con l’architettura, con la conservazione delle opere d’arte e con le necessità dei visitatori.

L’illuminazione, infatti, restituisce magnificenza alla complessità architettonica di San Pietro, dona nuova plasticità alle strutture e peraltro rivela particolari sorprendenti nelle decorazioni che con i precedenti impianti di illuminazione apparivano celati oppure non completamente visibili in forme e colori.

Ovviamente è stata rinnovata anche l’illuminazione della cattedra del Bernini, sormontata dalla Gloria, che oggi, se possibile, viene ancor più valorizzata nell’aspetto compositivo, architettonico e decorativo.

Il nuovo impianto è stato progettato all’insegna della sostenibilità ambientale e dell’efficienza energetica e garantisce in modo assai efficiente tutte le attività di gestione e di manutenzione periodiche.

Tutti gli apparecchi illuminanti sono stati studiati ad hoc, dall’alimentatore alla parte di emissione (Led), dalle staffe di supporto al sistema di fissaggio che consente di ottenere il perfetto orientamento delle sorgenti Led.

La gestione e il controllo della luce sono stati affidati a un protocollo di realizzazione di sistemi domotici e di automazione realizzato e progettato dagli impiantisti della Direzione dei Servizi Tecnici.

Tale protocollo permette la regolazione delle intensità luminose dei singoli punti luce, accensioni differenziate e programmazione di differenti “scenari di luce”.

Tutto l’impianto è regolabile da remoto tramite computer, tablet o smartphone.

Questi sono alcuni numeri:

780 apparecchi illuminanti;

20.000 metri di cavi elettrici;

600 metri di passerelle in acciaio;

8 mesi di lavoro;

36 quadri elettrici di protezione e gestione;

90 per cento di risparmio energetico.

Il nuovo sistema di illuminazione, è stato inaugurato il 25 gennaio alla presenza delle autorità del Governatorato, della Fabbrica di San Pietro e della Osram.

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Mi chiamo Giuseppe De Nicola (per gli amici "Pino") e sono un ingegnere. Nella mia vita, lavorativa e non, ho avuto molte esperienze e tutte mi hanno convinto di due cose : “da soli non si va da nessuna parte” e “non aspettare che gli altri facciano per te… anzi”. Proprio da queste convinzioni nasce (anche e non solo) “ScrepMagazine”, un luogo virtuale in cui ci si ritrova per stare insieme e per condividere passioni, di qualsiasi genere ma tutte legate sempre e comunque dal “filo rosso” del rispetto, della collaborazione e del "mettersi attivamente in gioco"…

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