La pizzica

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La pizzica è un ballo frenetico di origine salentina. È quasi un rito praticato dalla gente di umile estrazione, i contadini che nei giorni di festa, si riunivano e ballando freneticamente, cercavano di non pensare alla durezza della loro vita. È una danza di corteggiamento e i due ballerini, si sfidano, si avvicinano ma non si toccano. È la donna a condurre il ballo che stuzzica, coi suoi movimenti repentini, l’uomo a seguirla, a braccarla. Ci si sfiora con delicatezza servendosi di un gioco di sguardi e da una serie di gesti, l’uomo tenta così di entrare nelle grazie della sua dama, la quale prima si lascia avvicinare, poi sfugge. Anche il foulard, spesso di colore rosso come la passione, ha un ruolo fondamentale. La donna lo sventola davanti al suo corteggiatore che non può impadronirsene se non con il consenso della dama. Intorno ai due ballerini, si crea la “ronda”, un grande cerchio che rappresenta la perfezione e la magia che si riversa sulla coppia. La danza ha antiche origini, oggi riscoperta e apprezzata con la speranza che non si perda nell’oblio, perché parte della storia del nostro popolo. Ma qual è la sua vera origine? La pizzica è una musica terapeutica, suonata dagli uomini all’interno delle case, dove vivevano le “pizzicate”, per liberarle dagli effetti del morso della taranta (tarantola). La tarantola, pizzicava le donne sotto le vesti, mentre erano intente a mietere il grano. La musica aveva la funzione di far ballare le donne fino a farle crollare in modo da far morire il ragno e quindi, liberarle dagli effetti della pizzicata. Questa danza ha preso il nome di “pizzica tarantata”, proprio per indicare il tipo di danza e cosa l’aveva provocata.

I tamburelli danno vita a palpiti, passioni, pensieri. Ci riporta ad una vita ancestrale, lontana dalla fredda tecnologia odierna. Fermiamoci un istante e, se proprio non riusciamo ad imparare quei salti, quei guizzi repentini, allora godiamoci lo spettacolo…

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