La nostalgia dei vecchi “Natali”

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Fra pochissimi giorni sarà dicembre ed ecco a leggere i giornali o guardare la TV, è già presente l’atmosfera che precede l’avvenimento più atteso dell’anno, il Natale.

L’atmosfera del Natale è come una madre molto attenta ai dettagli di una festa che è troppo importante per essere trascurata.

Atmosfera che come una ricca signora pensa solo alle apparenze.

Eppure, da donna, mi piace tantissimo il suo elegante abito rosso che indossa in quel periodo, i gioielli oro e argento e la vanità del lusso.

Ed io, andrò a riprendere l’albero impolverato che è da mesi nel soppalco che a casa mia funge da soffitta e da ripostiglio.

Lo sistemerò, ponendolo con cura nel punto più visibile del grande soggiorno, davanti la finestra spaziosa che guarda sulla strada e controllerò la scatola degli addobbi così piena di colori.

Anche questa volta so, che come al solito, la mia creatività non verrà premiata, sarà mia figlia Francesca che poi riposizionerà tutto.

Lei sarà molto più brava e fantasiosa di me.

Sì,Natale sta arrivando e ricordo che da piccola desideravo bambole e pupazzi e ora?

Cos’è cambiato?

Non sono più una bambina, ma ricordo ancora le bambole che chiedevo nella letterina a Babbo Natale.

In queste settimane si torna indietro nel tempo, e si pensa ai natali, quelli vissuti da bambini. Ci si ricorda come lo si festeggiava quando eravamo piccoli.

Io ricordo il Natale a casa dei miei genitori o dei nonni.

Era un Natale come quelli ritratti sulle cartoline natalizie, con l’albero e gli addobbi, le tavole imbandite e la gioia familiare intorno.Tutti vestiti a festa, genitori, nonni.

Ma come si viveva il Natale e come si vive invece oggi?

Sì, è stato tanto tempo fa che ero bambina, e sembra sia passata un’era dal punto di vista per l’umanità che invece abita ora il pianeta.

Altri tempi, perché dopo un’attesa carica di aspettative, arrivava la vigilia di Natale in cui alcuni giochi, dolciumi, facevano da padrone sul tavolo della sala da pranzo.

Giochi da noi attesi per mesi, scelti nei negozi adatti, dai nostri genitori con estrema gioia, sapendo di farci felici e non acquistati svogliatamente su di un catalogo di un sito internet come accade oggi.

Ora la festa del Natale, è diventata più consumistica e i nostri figli, avendo molto di più rispetto a prima, sono difficili da accontentare.

È normale che col passare del tempo tutto sia cambiato, ma penso sia importante anche trasmettere loro, l’idea di festa che avevamo nel passato.

I regali sotto l’albero a casa dei miei genitori per fortuna, non sono mai mancati.

Ricordo grandi pacchi con dentro enormi bambole parlanti, bambole che camminavano, ma la cosa che ricordo con più nostalgia di quei giorni di festa, era la letterina di Natale.

E ogni anno a Natale, quando ero piccola, io e mio fratello scrivevamo una letterina che mettevamo sotto il piatto di papà e del nonno.

In questa lettera chiedevamo scusa per le marachelle compiute nel corso dell’anno e promettevamo di essere più buoni e di comportarci bene durante l’anno che stava per arrivare.

Erano sempre le stesse promesse che poi non avremo mantenute e loro lo sapevano.

La letterina, la scrivevamo quasi sempre a scuola, nei giorni prima delle vacanze.

La maestra ci faceva portare la carta da lettera, oppure una di quelle lettere di Natale già pronte.

Capitava che, sulle carte da lettera ci faceva disegnare Gesù nella mangiatoia.

Quando qualcuno non era bravo a disegnare, faceva ricalcare i disegni alle finestre.

L’operazione più difficile però, era fare la cornice con i brillantini: con il pennello dovevamo spalmare la colla e poi ci mettevamo sopra dei brillantini colorati.

E anche se era indirizzata a Gesù, in realtà chi la riceveva erano proprio i nostri papà.

La si metteva sotto il piatto della cena della vigilia di Natale.

Ma, doveva essere ben nascosta e lui doveva fingere di essere sorpreso nel trovarla là alla fine del pranzo: quello era un momento di grande gioia per i bambini.

La lettera cominciava sempre così:

Cari genitori, vi voglio bene, prometto di essere buona“…, e così via, c’era pure la letterina per la nonne, per gli zii…

Di solito era mia zia Maria, sorella di papà, che mi aiutava a nasconderle sotto il piatto della bella tavola apparecchiata.

Appena mia madre o la nonna servivano il primo piatto, mio padre cominciava a dire:”ma cos’è che esce da sotto il piatto?“.

E ognuno alzava il proprio piatto per controllare. Come mi sentivo emozionata.

Ero così felice di dimostrare il mio affetto a tutti i parenti, ai miei cugini e agli zii.

Non ridete!!! Ho scritto la letterina di Natale a mio padre fino a qualche anno fa, insieme alle mie figlie che scrivevano le loro al papà e anche al nonno.

Dopo la cena della vigilia di Natale, il tempo si passava tra chiacchiere, la tombola e vecchi film in tv.

Una volta a letto, ricordo che noi bambini, non dormivamo, aspettando babbo natale e i regali.

Ma grande disillusione, una notte vidi mia madre che portava dei pacchi dalla sua camera verso il salone.

Ora sono pochi quelli che aspettano i regali di Natale, il benessere ci ha concesso di regalare o di ricevere, ciò che vogliamo, durante l’arco dell’intero anno.

Basta pensare ai famosi giorni Black Friday, in cui si regala e si compra di tutto, senza aspettare per forza le feste.

Ma, mentre quando io ero bambina i regali erano conformi all’età, ora non è così.

Si va dai classici regali si bambini, ai regali più disparati per le adolescenti che hanno fretta di crescere.

Ecco che le mamme di oggi, regalano i buoni da spendere nelle beauty farm o dal chirurgo per i vari ritocchi.

E così, mentre le sedicenni degli anni 80 aspettavano gli stivali Camperos, o il piumino di moda in quegli anni come regalo di Natale, ora le adolescenti aspettano come regalo diversi bigliettoni di euro, per rifarsi il seno e il naso.

È meglio il Natale e i regali di oggi o di qualche decennio fa?

Angela Amendola

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