Blogger per un giorno” continua con Emanuela Muraca

 Tutto quello che non viene donato va perduto

Così recita un antico e saggio proverbio indiano.

Lo sa bene Dominique Lapierre scrittore francese innamorato della città di Calcutta.

Il suo viaggio nel cuore dell’India più povera tra i diseredati ha cambiato il suo modo di vedere il mondo e di vivere la quotidianità.

Ciò lo ha spinto a scrivere uno dei libri più belli e intensi della sua produzione ovvero “La città della gioia“.

In tanti leggendo il libro sono stati catturati dall’atmosfera descritta dello slum di Calcutta chiamato appunto “la città della gioia… uno dei luoghi più straordinari esistenti sulla faccia della terra” come lo ha definito lo stesso autore.

Max Loeb è un giovane medico statunitense rampollo di una famiglia benestante che accetta di vivere un anno in India, quello che non sa è che la realtà che lo accoglierà lo cambierà profondamente, gli darà occhi nuovi.

Paul Lambert è un sacerdote francese che ha maturato l’idea di diventare missionario in seguito al suicidio in carcere di suo padre.

Arrivato a Calcutta comprende che è proprio lì che Dio lo vuole tra gli ultimi.

È lì che deve portare la sua parola e concretamente aiutare ed assistere il Cristo che è in ogni ammalato, in ogni indifeso, in ogni povero.

Hasari  Pal è un indiano appartenente ad una famiglia di contadini giunto a Calcutta dalla campagna per trovare il sostentamento per la sua famiglia cosa che realizza diventando guidatore di risciò.

Grazie a questi tre personaggi conosciamo la sofferenza e la povertà della bidonville indiana.

È un romanzo che parla di amore, di fede e di dignità.

Oggi più che mai può parlare ai nostri cuori e alle nostre menti.

Emanuela Muraca

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