La carica dei 60.000

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L’Opinione di Vincenzo Fiore…

tra il satirico, l’ironico e il serio

60.000 volontari da reclutare tra i disoccupati e i percettori di reddito di cittadinanza per controllare meglio il territorio, il rispetto delle norme di distanziamento fisico (non sociale, mi raccomando!) e dei dispositivi per il contenimento del contagio da COVID-19.

E chiamarli “assistenti civici”!

Questa è, almeno sino a questo momento, l’ultima grande trovata italiana, tra le tante, nel tempo della pandemia.

Cosa dovrebbero fare?

Ne sapremo di più tra qualche giorno, a bando pubblicato!

Come? Si annuncia un progetto senza che lo stesso sia scritto?

Eh già, ormai la classe dirigente italiana si è lasciata contagiare da altro virus.

Quale?

Dal virus dell’annuncite…

Sai, nel nostro Paese è tornato in auge il proverbio “Tale padre, tale figlio”!

Cioè?

Tale il Presidente del Consiglio, tale i Ministri…

E Boccia che non aveva ancora risposto all’appello non ha saputo resistere… e si è inventato, con la complicità di alcuni “sindaci sceriffi“, gli “assistenti civici”.

Spero che, nel frattempo, a bando pubblicato, non si cambi il nome in “comari civiche”, tanto per non scontentare “le gazzette cittadine” che, da dietro le finestre, ascoltano, vedono e riferiscono tutto… più attente e informate dell’app Immuni.

Già, ma gli “assistenti civici”, che hanno sollevato critiche a iosa e il putiferio politico insieme alla solita minestra riscaldata della mediazione del “mediatore del popolo”, cosa sono?

Dei piantoni, degli occhi e delle bocche in mezzo alla movida per richiamare il “tizio” o il “caio” all’ordine e a non avere atteggiamenti troppo affettuosi e stretti con la “sempronia”, pena multa da 400,00 euro, come già successo.

“Stai lontano”, “Non baciare il tuo ragazzo”, “Allargatevi”, “Non avere la mascherina a mo’ di cravatta o di scollino”…

Insomma roba comica, roba da ruffiani e da Grande Fratello… non certamente da buon senso.

Ma dai, non essere così malizioso! Gli “assistenti civici”, nelle intenzioni del Boccia…to saranno messi a disposizione dei Comuni per gestire gli ingressi negli spazi pubblici, come nei mercati giornalieri e settimanali, e far rispettare il distanziamento fisico davanti ai bar e pizzerie.

Ah sì, certo, hai ragione, saranno utilizzati come guardie del corpo dei sindaci, come volontari a loro disposizione e segnalatori di buoni e cattivi, puliti e sporchi: una sorta di capi classe e di responsabili dell’igiene della scuola elementare di una volta…

Ancora con questa ironia? Ma vuoi fare il serio?

Come si fa ad essere serio in un Paese che per far lievitare il senso civico e della responsabilità si vuol affidare a influencer senza preparazione, i percettori di reddito di cittadinanza, visto che da mesi se ne stanno comodamente seduti sul divano?

Come si fa ad essere seri quando si vuol mettere la maschera del Terzo settore e della solidarietà a una spudorata forma di assistenzialismo e di clientelismo elettorale?

Come si fa ad essere seri in un Paese che parla di 60.000 uomini e donne da reclutare a mo’ di badanti dei circa 60 milioni di cittadini?

Mille volontari ogni milione di cittadini?

Più o meno!

E tu vuoi essere serio?

Qui c’è da farsela addosso dal ridere, e basta.

Per non dire che questo Stato ci considera dei bambini che hanno bisogno della tata e non cittadini da responsabilizzare.

Hai letto le parole dell’ex Questore ed ex prefetto Achille Serra?

No! Cosa dice?

Afferma che “Le ‘guardie civiche‘, incaricate di controllare la movida, sarebbero dilettanti allo sbaraglio privi di ogni esperienza, a rischio di un “vaffà o di legnate. Non hanno nessun potere, hanno una casacca addosso, vanno in mezzo alla movida di ragazzi pieni di birra e, se gli va bene, si pigliano qualche cattiva parola, se gli va male pure le botte“.

Insomma una proposta senza senso?

Così come lanciata sì, assolutamente senza alcun senso!

Bisognava dire, con una gran dose di buon senso e di umiltà, priva di qualsivoglia prosopopea ministeriale e ricca di massiccio equilibrio, che il Paese ha bisogno di volontari da affiancare alle sedi locali della Protezione Civile per continuare e implementare la meritoria opera di sostegno agli anziani, alle famiglie disagiate e da ultimo agli stessi titolari dei vari esercizi pubblici alle prese con le operazioni di ripartenza.

Invece, ancora una volta, il virus dell’annuncite e la voglia dell’apparire hanno fatto deragliare i buoni propositi di una operazione suggerita per mettere in campo una campagna di informazione più capillare e più popolare e per dare maggiore fattualità e concretezza alle raccomandazioni sanitarie.

Il Paese non ha bisogno di autoritarismi, non ha bisogno di baraonde politiche e mediazioni continue, il Paese ha bisogno di autorevolezza e di credibilità, di informazioni corrette e non di comunicazione alla “Grande Fratello” con il metro in mano e il fischietto in bocca.

Il Paese ha bisogno, e con urgenza, di un progetto compiuto per il dopo Covid-19, non di giochi e giochini per autoconservarsi la poltrona, non di iniziative estemporanee, né di emozioni fuori controllo che provocano soltanto assembramenti di idee e caos convulsivo assolutamente dannosi in questo momento di uscita dal virus.

… era l’Opinione di Vincenzo Fiore

 

 

 

 

 

 

 

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Sono Vincenzo Fiore, nato a Mariotto, borgo in provincia di Bari, il 10 dicembre 1948. Vivo tra Roma, dove risiedo, e Mariotto. Sposato con un figlio. Ho conseguito la maturità classica presso il liceo classico di Molfetta, mi sono laureato in Lettere Moderne presso l’Università di Bari con una tesi sullo scrittore peruviano, Carlos Castaneda. Dal 1982 sono iscritto all’Ordine dei Giornalisti, elenco Pubblicisti. Amo la Politica che mi ha visto fortemente e attivamente impegnato anche con incarichi nazionali, amo organizzare eventi, presentazioni di libri, estemporanee di pittura. Mi appassiona l’agricoltura e il mondo contadino. Amo stare tra la gente e con la gente, mi piace interpretare la realtà nelle sue profondità più nascoste. Amo definirmi uno degli ultimi romantici, che guarda “oltre” per cercare l’infinito e ricamare la speranza sulla tela del vivere, in quell’intreccio di passioni, profumi, gioie, dolori e ricordi che formano il tempo della vita. Nel novembre 2017 ho dato alle stampe la mia prima raccolta di pensieri, “inchiostro d’anima”; ho scritto alcune prefazioni e note critiche per libri di poesie. Sono socio di Accademia e scrivo per SCREPMagazine.

2 COMMENTS

  1. No Vincenzo mi spiace ma non sono d’accordo. Che sia stata impostata male la cosa posso essere d’accordo ma che ci sia la necessità di dare un freno ai tanti troppi che fanno quello che vogliono indisturbati è altrettanto vero. Sicuramente non ha non grandi poteri di persuasione ma se la gente inizia a capire che dopo il loro passaggio arriva qualcuno a mettere in riga certi atteggiamenti ben venga. Qui in Veneto e’ una cosa che viene fatta di continuo dalla Protezione civile. Solo che sono pochi qualcuno in più non guasta. Quanto al fatto che gli italiani siamo trattati come bambini dell’asilo è quello che vogliono con le dovute eccezioni ovvio. Siamo il popolo più anomalo della storia contestiamo tutto e il contrario di tutto se dicono bianco vogliamo nero se dicono sacrifici pretendiamo anche quello che non spetta. Esaltiamo una classe politica sopoo se promette soldi. Una volta ricevuti si intasca e si partre con altre richieste. Viviamo un momento tragico e pretendiamo la bacchetta magica come se in due tre mesi dipossa riediare ai mali e ai difetti atavici di questo paese. Non ci importa di ambiente ecologia o quant’altro possa distruggere questo pianeta. Il famoso acronimo NlMBY è diventato il modello al quale tutti si appoggiano. Vada a picco anche l’Italia purché non succeda niente nel mio cortile. Poi per quanto riguarda gli effetti politici di alcune scelte con relativi clienteralismi beh lasciamo perdere, sappiamo benissimo che un sistema elefantiaco come quello italiano con le sue storture e la sua decennale burocrazia sarebbe anzi è impossibile da cambiare in due mesi. P.S. causa lo sfogo ma da amico te lo dovevo.

    • Caro Francesco, ci conosciamo molto bene e sai quanto rispetto le opinioni altrui. A maggior ragione rispetto la tua! Ma lasciami dire che siamo già a sabato e del bando nemmeno l’ombra…
      La solita furia francese e ritirata spagnola, molto spagnola, della comunicazione per la voglia di apparire e riempire qualche colonna di giornale!
      Un carissimo saluto e un grande abbraccio…
      Vincenzo

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