“Portami con te” di U. Di Stefano

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Il suono di un angolo di Paradiso.

C’è un suono che se udito ci può riportare nelle braccia d’un sogno che può ancora alzarsi in volo e volare.

Lei aveva dimenticato il sapore dei baci dolci, delicati, ardenti, drogati di passione e di parole audaci.

Il suo corpo dall’aspetto ribelle non era mai stato sfiorato così, mai aveva ascoltato il suono della sua pelle, ed all’amor… egli aveva voltato le spalle.

Un ubriaco in quel momento poteva aver molto con lei in comune, entrambi assenti ed assuefatti da qualcosa, e al resto del mondo immuni. Dal suo respiro sulle sue labbra si lasciava trasportare, dal sapore sulla sua bocca, si lasciava incatenare, e, Dio mio, quanto bruciava nel suo intimo piacere!

Sentirsi con lui donna scoperta in quel momento mentre si distanziava sempre più, dalle sue forti e alte barriere di cemento, e non sentiva altra vita oltre quella con lui accanto… che per baciarla le alzava il mento.

Il suo tocco delicato, nobile ma ardente eccitava il suo corpo, la sua anima e la sua mente facendole dimenticare chi fino allora, non le aveva lasciato assolutamente niente.

Con lui non poteva esserci sesso senza amore d’un uomo come lui ci si poteva solo innamorare, perché come un’onda di piacere, s’infrangeva deciso nel ventre del suo mare.

Le sue parole musica per i suoi respiri, le sue mani e le sue labbra, sorgente dei suoi sospiri, mentre la sua pelle nuda su di lei, carpiva tutti i suoi intimi pensieri.

Non sapeva se l’amava o no forse si nascondeva dietro un “non lo so”; ma abitava nella sua mente e viveva nel suo presente.

Quando andava via, lui la lasciava in un involucro di serena pace mentre un attimo dopo lei… tornava a desiderarlo ancora, e la sua pelle tornava ad ardere come brace.

Avrebbe voluto averlo sempre accanto per non voler provare mai un solo rimpianto!

Ma amava il vuoto che le lasciava la sua assenza perché, ricordandole la sua mancanza, dava più importanza alla sua presenza.

Stentava a credere alla felicità che le dava per lui poteva piangere di gioia, ma questo forse lui lo ignorava, anche se era palese ai suoi occhi ciò che per lei rappresentava, di tutto quello che non aveva avuto dalla vita….

E della sua passione di cui lei, giorno dopo giorno s’innamorava.
Con lui non viveva di “vorrei” e nemmeno di “potrei”…


Lui era tante cose e lei le adorava tutte Lui era nei sensi di lei giorno e di notte senza mai perdersi nelle false rotte.

Quando c’era lui, c’era il paradiso si notava nei suoi occhi e sul suo viso perché come lo vedeva arrivare tutto brillava all’improvviso!

Aveva invidiato poeti come Neruda e Merini dei loro amori intensi e forti come conifere di floridi giardini; e accanto a lui, lei aveva capito cos’era mancato al suo inchiostro indefinito.

Le era mancato l’ardore dell’amore che aveva nel tempo scordato o addirittura smarrito!

Allora, cari amanti, in queste parole scritte con la mia rima avventata che forse vi sembrerà un suono che come me ha più d’una nota stonata, lascio inciso nel tempo, il perché lei proprio di lui si era innamorata!

Portando in sé il buono d’un sorriso e il suono della passione, nascosta in un meraviglioso angolo di Paradiso.

(20 luglio 2015)

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Umberta Di Stefano
Mi chiamo Umberta Di Stefano e sono nata e cresciuta a Ceccano (FR), dove vivo. Sposata, mamma di tre ragazzi (Andrea, Chiara e Valeria), grande lavoratrice fino a qualche anno fa. Oggi mi dedico alla mia famiglia, alla lettura, alla scrittura e collaboro con molte associazioni nazionali e locali. Scrivo dal 2013, dalla data della mia prima opera “L’Angelo che prestò le sue Ali ad una Fenice”, ma in cuor mio l’ho sempre fatto. Data la mia pessima “grammatica giovanile”, ciò che realmente la vita aveva in serbo per me, s’è quindi rivelato in tarda età. Sono in varie raccolte di poesie delle “Edizioni il Viandante”, Casa Editrice che mi ha tenuta a battesimo e ciò non si può dimenticare. Con loro ho pubblicato nel 2018 “Un Angelo senza Memorie”. Oggi sono una donna ancora più determinata ad imparare tutto ciò che mi manca per poter raccontare le tante verità, dal mio punto di vista, secondo la maturità che ho raggiunto in questi anni e che spesso il mondo fa finta di non vedere. Dio ci benedica tutti!

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