John Everett Millais (seconda e ultima parte)

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John Everett Millais (seconda e ultima parte)

“Ophelia)

Olio su tela 76,2×111,8 cm

Tate Gallery Britain, Londra.

Il dipinto raffigura una scena tratta dall’Amleto di William Shakespeare quando la giovane Ophelia, dopo l’assassinio del padre per mano del suo promesso Amleto, uscita di senno decide di togliersi la vita annegandosi in un fiume.

La ragazza non oppone alcuna resistenza alla corrente, anzi vi si abbandona completamente continuando a cantare mentre viene trascinata via.

Riportata di nuovo in superficie dalle acque, ormai senza vita, ornata dai fiori che erano caduti con lei, ella viene pietosamente raccolta e portata alla sepoltura.

“OPHELIA”

Ophelia si presenta distesa sulla superficie fluttuante, proprio appena caduta nel fiume.

Ha le braccia aperte e nella mano destra stringe dei fiori.

Il corpo di Ophelia galleggia sullo specchio d’acqua.

Lo sguardo è perso nel vuoto e diretto in alto.

Le labbra sono semiaperte e sussurrano un canto.

Intorno a lei, sull’acqua, galleggiano fiori di diverse specie.

Il suo corpo è circondato da piante palustri e molta vegetazione che cresce sulla riva

Ci sono inoltre alcuni animali, tra cui un pettirosso ed un ratto d’acqua, e persino un teschio, che completano la scenografia

Nel dipinto Millais distribuisce vari messaggi simbolici:
il pettirosso a sinistra è un simbolo del sacrificio e della passione di Cristo. Le margherite simboleggiano invece l’innocenza, le viole l’amore non corrisposto, i papaveri il sonno mortale e l’ortica il dolore. Il salice infine ricorda l’abbandono amoroso.

La modella, nonché pittrice e poetessa, che posò per Maillas fu Elizabeth Siddal.

Molto nota anche col diminutivo di Lizzy, compare anche nei dipinti di Rossetti, con il quale si sposò nel 1860.

Ironia della sorte però, la sua vita dopo il matrimonio, celebrato dopo numerosi rinvii voluti da Rossetti, somigliò davvero a quella dell’eroina shakespeariana.

Caduta in depressione dopo aver partorito un bambino morto, si spense soprattutto per gli effetti del laudano.

CONCLUSIONE:

Millais era un pittore molto scrupoloso e rispettoso dei principi fondamentali del “preraffaellismo” soprattutto riguardo alla fedeltà della natura.

Egli dipinse lo sfondo en plein air per poter cogliere i dettagli del luogo scelto come scenario del quadro: il fiume Hogsmill, a Malden, nella contea del Surrey.

Millais passava anche undici ore al giorno a dipingere e sottopose a faticose sedute anche la modella, Elizabeth Siddall, che posò dentro una vasca da bagno (vedi foto)

e rischiò di prendersi una polmonite per essere stata troppo a lungo nell’acqua fredda.

Per quanto avessero pensato a riscaldare l’acqua con lampade a olio poste sotto al vascone di bronzo, più volte la giovane donna si trovò a mollo nell’acqua gelata perché le lampade si spegnevano e nessuno si preoccupava di riaccenderle.

Era inverno, e le stanze non erano molto riscaldate: Lizzie si ammalò gravemente e non guarì mai del tutto dai problemi polmonari che derivarono dall’infreddatura.

Bruno Vergani

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