Intervista al Dott. Alfonso Grillo

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  • Figura di riferimento nel panorama politico vibonese e regionale, chi è Alfonso Grillo? Si descriva in poche parole.

Un inguaribile ottimista dotato di un grande senso identitario, orgoglioso del proprio idioma che lotta per dimostrare che la propria regione non ha niente da invidiare a nessun altro luogo del mondo.

  • La passione per la politica è stata la bussola della sua vita. Se non avesse scelto questo percorso, cosa le sarebbe piaciuto fare?

Intanto è bene precisare che non ho fatto solo politica nella vita, ho gestito uno studio professionale che mi ha dato moltissime soddisfazioni, sia dal punto di visto umano che economico. Diciamo che ogni stagione della nostra esistenza è caratterizzata da ambizioni diverse, se ad esempio tornassi sui miei passi verdi probabilmente rivivrei il sogno che mi ha accompagnato fino ai 20 anni, quello di essere un calciatore professionista. Tuttavia ogni stagione della mia vita è stata orientata dalla politica, passione che coltivo fin alla mia giovanissima età.

  • Sindaco, consigliere regionale, coordinatore di partito e da pochi giorni nuovo Commissario dell’ ente Parco delle Serre. Una sfida difficile vista la situazione in cui verte da anni l’ ente. Ha già in mente come rilanciarlo?

Le sfide difficili mi entusiasmano perché sono quelle che ti mettono alla prova, la maturità e il merito acquisito sul campo sono fedeli alleati e ti permettono di affrontare con il giusto equilibrio ogni situazione. L’ente Parco Regionale delle Serre ha potenzialità enormi, ma, come ogni tesoro, per poter splendere deve essere scoperto. Bisogna puntare sulla valorizzazione e sul turismo montano, far scoprire ai turisti che affollano le nostre spiagge che la Calabria non è solo mare, stimolarli a gite fuori porto per ammirare le nostre bellezze naturalistiche, scoprire la nostra gastronomia, immergersi nei sentieri della storia e perdersi nella spiritualità dei nostri luoghi. Il parco regionale è un area vasta di 26 comuni tra i più belli d’Italia, che raccoglie tutto questo e molto di più, e poi c’è Serra San Bruno eremo di Bruno di Colonia che ha molto da raccontare.

  • Parliamo dell’imprenditore. Si è reso promotore di uno dei progetti più innovativi sul territorio a livello privato: la realizzazione del parco Eiponieon. Il progetto nasce da una sua idea di riconversione per poi oggi aver sviluppato un mega parco finanziato da fondi privati d investimento. Vuole parlarcene?

Anche qui la politica ha le sue responsabilità, nel senso che, da politico, mi sono posto il problema di come rimediare ad un errore storico, quello di industrializzare la Calabria, atteggiamento dimostratosi dannoso e per nulla utile, eliminando uno sfregio sulla cittadina tirrenica che oggi è rappresentato dal sito di Italcementi, stabilimento che orami è in disuso da anni e che deturpa il panorama della bella Vibo Marina. Purtroppo ciò non è stato possibile per responsabilità che non appartengono alla società Eiponion ma esclusivamente ad Italcementi che si è sottratta dalle trattative in corso senza una giustificata motivazione. Mossi dalla convinzione che il progetto è di assoluto valore abbiamo sviluppato un idea che si concretizzerà su altro sito non distante da quello originario. Spero tra qualche mese di poter essere in grado di dare notizie più puntuali.

  • Dr Grillo, come immagina il suo futuro da qui a cinque anni? Più politico o più imprenditore?

Se c’è una cosa che ho imparato nella vita è proprio quella di non far programmi a lungo termine, sul futuro non abbiamo autorità, le circostanze, le scelte, il caso determinano il tempo e rendono inutile qualsiasi programma. Le capacità umane stanno nel saper valorizzare il presente per offrire occasioni migliori per il futuro, per noi e per gli altri, secondo il principio della realtà effettuale, logica machiavellica che trovo assolutamente attuale.

  • Ogni uomo ha una citazione preferita che tiene come riferimento. Qual è la sua?

“Nessun vento è favorevole per il marinaio che non sa in quale porto approdare”
Trovo questa massima di Seneca assolutamente vera, perché frantuma la convinzione secondo cui a muovere le vicende umane sia il destino, o se vogliamo la fortuna, e pone al centro la volontà dell’essere e il libero arbitrio.

  • La Regione Calabria da mesi ha una nuova guida, il Presidente Roberto Occhiuto nonché suo amico e riferimento del partito Forza Italia. Crede che, come molti si augurano e prevedono, saranno davvero gli anni della svolta?

La svolta in Calabria è possibile se riusciremo a superare due condizioni, la prima uscire dalla logica dell’attesa, aspettare cioè che qualcuno, e/o qualcosa ci salvi, la seconda abbandonare
condizione antagonista, questo comportamento quasi autolesionista per chi dobbiamo essere sempre contrari.
La preparazione, il merito, e lo spessore politico del singolo, rischia di essere vanificato se manca l’azione corale di tutti i calabresi. Chi a vario titolo occupa ruoli apicali, sia nella vita pubblica che nel mondo civico deve darsi da fare. L’occasione è di quelle straordinarie, avere un presidente di regione che possiede contemporaneamente tutti questi requisiti, e per di più coraggio e determinazione, non capita ad ogni stagione, quindi va sostenuto e rilanciata la sua azione.
Roberto Occhiuto ha le idee chiare, già nei primi 100 giorni, ha dimostrato che le parole “La Calabria che l’Italia non si aspetta” non è soltanto uno slogan, vuole dimostrare che la svolta è possibile, l’approccio quasi aggressivo sui temi principali come Sanità e Turismo lo dimostra. C’è da essere ottimisti, magari si riesce veramente a dimostrare che essere calabresi è un marchio di garanzia.

  • La sua ” ricetta” personale per rilanciare il territorio dopo anni e anni di malgoverno?

Il giochino dello scarica barile non mi è mai piaciuto, se la Calabria ancora fatica la responsabilità è di tutti, unica eccezione per la politica, senza distinzione ideologica, le cui responsabilità sono maggiori perché non ha mai attuato un piano organico d’investimenti e dove l’ha fatto è stato disatteso.
Ovviamente non ho una ricetta miracolosa e sinceramente non credo esisti, a mio parere è la vocazione territoriale della Calabria che suggerisce la strada, fosse per me investirei ogni singolo centesimo sul turismo, e quando parlo di turismo non mi riferisco esclusivamente a quello balneare.
Inizierei coll’azzerare il turismo stagionale creando un’industria che funzioni tutto l’anno.
Bisogna partire comprendendo che il settore del turismo sta attraversando repentini e profondi mutamenti, in particolare in termini di distribuzione, motivazioni, bisogni e modalità di scelta da parte del cliente finale.
Puntando tutto sul mare senza comprendere che non siamo più negli anni 60, quando l’Italia poteva vantare di essere la terza metà del turismo globale – oggi il nostro paese è in quinta posizione per presenze dietro Francia, Spagna, America – per citarne alcune che sono prima di noi in graduatoria, significa non voler comprendere che solo una proposta turistica innovativa ed appetibile può far crescere le presenze.
E anche se il mare rimane l’attrattiva principale per gli italiani che arrivano in Calabria, quarti nella graduatoria nazionale, specialmente nella la provincia di Vibo Valentia, é evidente che bisogna allargare la proposta e fare in modo che quel picco di quasi 10% raggiunto nel 2019 nella settimana di ferragosto, abbia una crescita costante nei mesi precedenti, e non crolli la settimana successiva al 5% per poi sparire dai radar fino a maggio, se poi analizziamo il dato della presenza di stranieri in Calabria – appena lo 0,5% di quelli che scelgono l’Italia come meta per le vacanze – allora ci dovremmo rendere conto che non stiamo facendo propio bene.
A mio avviso la soluzione è puntare sul turismo diversificato, quello di élite e giovanile, delle manifestazioni sportive, eventi culturali legati al Made in Calabria e all’agroalimentare, naturalistico ambientale, alla moda, fieristico, magari sostenendo le compagnie aeree.
Il problema se ci fate caso è che noi non abbiamo le infrastrutture capaci di soddisfare tali richieste.
Ecco dove andrebbero orientati i fondi pubblici d’investimento del PNRR.
E in quest’ottica bisogna intervenire sulla viabilità, i porti, gli aeroporti, e sopratutto sull’alta velocità.
Altre ricette sono inutili, se si vuole far crescere la ricchezza e creare occupazione è necessario consolidare il settore di vertice.
La nuova immagine della destinazione Calabria passa inevitabilmente dall’innovazione.

Grazie Dott. Grillo da parte mia e del direttore del magazine Giuseppe De Nicola.

Angela Amendola

ALFONSO GRILLO
Nato Vibo Valentia il 18.03.1967
Via Rosario Livatino, Vibo Valentia
Tel. 348 6859663 – 0963356055 – 09634440
Titolo di studio: Laurea in scienze politiche

Esperienze Politiche
1990- 1995 Consigliere del comune di Gerocarne.
1992 – 1995 Assessore all’Urbanistica del Comune di Gerocarne.
2000 – 2005 Presidente del Circolo Territoriale di Alleanza Nazionale;
– Membro del Coordinamento Provinciale An
– Membro del coordinamento Regionale An
2002 – 2005 Componente del consiglio amministrazione
dell’ Ente Parco Regionale delle Serre.
2004 – 2008 Consigliere Provinciale di Vibo Valentia:
– Capogruppo Alleanza Nazionale;
– Vicepresidente Commissione Garanzia e Controllo;
– Membro della Commissione LL.PP e Ambiente.
2007 – 2010 Sindaco del Comune di Gerocarne.
– Vice Presidente Conferenza dei Sindaci Sanità Asp Vibo Valentia
2010 – 2014 Consigliere Regionale della Calabria:
– Capogruppo Consiglio Regionale;
– Delegato ai rapporti con i calabresi all’estero
– Segretario I Commissione “Affari Istituzionali” ;
– Membro IV Commissione “Ambiente”;
– Membro V Commissione “urbanistica e LL.PP”;
2012 – 2013 Vice coordinatore Provinciale PDL;
– Membro del Coordinamento Regionale PDL.
2014 – Coordinatore Provinciale NCD Vibo Valentia
2013/2015 – Fondatore e membro direttivo Nazionale NCD
2015/2016 – Responsabile NCD enti locali – Regione Calabria
2016 -2018 – Portavoce del capogruppo di NCD-UDC al Senato

Clicca sul link qui sotto per leggere il mio articolo precedente:

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