Il Prodigio: un dramma in costume nell’Irlanda del XIX secolo

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In streaming su Netflix Il Prodigio è un film del 2022 di Sebastian Lelio (Oscar per Una donna fantastica) con Florence Plug (Dune, Piccole Donne, Don’t Worry Darling).

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la trama

1862, 13 anni dopo la Grande Carestia. L’infermiera inglese Lib Wright (Florence Pugh) è chiamata nelle Midlands irlandesi per condurre un esame di quindici giorni su un’appartenente a una comunità di devoti. Anna O’Donnell (Kíla Lord Cassidy) è una ragazzina di undici anni che afferma di non aver mangiato per quattro mesi, sopravvivendo miracolosamente grazie alla “manna dal cielo”. Mentre le condizioni di salute di Anna peggiorano rapidamente, Lib è determinata a scoprire la verità, sfidando la fede di una comunità che preferirebbe rimanere credente.

Mistero e suspense

Il prodigio si apre con   un racconto che arriva da molto lontano (siamo nel 1862, in un villaggio irlandese che risente ancora della grande carestia) e il classico scontro fra scienza e fede.

Il regista cileno Sebastián Lelio torna con un nuovo racconto di donne tormentate e afflitte dalla società intorno a loro, adattando per il grande schermo e per Netflix l’omonimo romanzo di Emma Donoghue insieme alla stessa autrice e ad Alice Birch.

Il risultato è un freddo dramma-horror, ricco di una fotografia gelida e una costante tensione.

Al centro della storia c’è l’infermiera inglese Lib Wright (Florence Pugh), che si dirige in una remota località irlandese dove  l’undicenne Anna O’Donnell (Kila Lord Cassidy) secondo la comunità da quattro mesi vive solo d’aria o, come afferma lei, di “manna dal cielo”.

Miracolo o truffa?  

La narrazione della pellicola è catalizzante  e angosciante con un quadro umano raggelante che riflette tra credenza e manipolazione mentale.

La manipolazione , soprattutto quella delle donne, è posta sotto analisi come fenomeno sociale più che sovrannaturale. La pellicola è si una storia di ‘fantasmi’ ma il fantasma vero è La Verità, una verità che non ammette bianco e nero, ma solo toni sfumati.

A sfidarsi qui è una certa parte di società rigida che si frappone alla modernità e alla scienza, in un racconto di anti-formazione torbido e complesso.

Misteri e suspense la fanno da padrone in questa pellicola abbastanza riuscita e proprio quando pensiamo di aver trovato la chiave della soluzione al Puzzle,  il regista ci spiazza.

Fra fantasmi del passato che riemergono nel presente e molti  personaggi satelliti al ruolo centrale di una convincente Florence Pugh, (lo scettico giornalista interpretato da Tom Burke) assistiamo allo spettacolo di un’Irlanda ancora in lenta evoluzione e oberata di divisioni e contrasti.

Fra  scetticismo e fede, raziocinio e conservatorismo, c’è anche la questione del presunto miracolo di cui è protagonista e vittima Anna che con la sua voce narrante ci allontana spesso dalla fredda Irlanda del 1862 e si collega con il nostro presente, non molto distante ancora per tanti versi  da estremismi e scontri ideologici.

Clicca il link qui sotto per leggere il mio articolo precedente:

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