MASCHERINA E SENTIMENTO

“Questo virus potrà imporci di portare una mascherina, ma non potrà mai toglierci il sorriso che indossiamo sotto…”
Massimo Lo Pilato

È da un paio di mesi, ormai, che la mascherina è diventata parte integrante di noi, della nostra quotidianità. Ne esistono di tutti i tipi, svariati colori e diversi materiali, ognuna con proprie caratteristiche e col suo grado di protezione.
“Proteggerci, proteggendo” é infatti il mantra che dovrebbe abitare la nostra mente per indurci ad adottare un comportamento corretto e responsabile verso noi stessi e, di conseguenza, verso gli altri.
Lo spirito di adattamento, d’altronde, fa parte della nostra indole, e questo momento storico ci ha insegnato che siamo capaci di muoverci anche in mezzo a repentini e difficili cambiamenti, compresi restrizioni, divieti e serie limitazioni alla nostra libertà.
Abbiamo capito che il voler bene a se stessi sta alla base di una “vita in salute”, una priorità da cui non si può assolutamente prescindere e che fa stare meglio noi e chi ci sta vicino.
La mascherina, a tal proposito, così come guanti e gel disinfettante, sono diventati indispensabili, beni di prima necessità e va da sé che vengano classificati alla stregua di oggetti di valore. Questi strumenti ci hanno permesso, in questi giorni di quarantena, di acquisire maggiore consapevolezza riguardo all’importanza fondamentale dei rapporti interpersonali, della socialità e della paura di una solitudine imposta. Ci sentiamo così corresponsabili della ripresa di una vita non più invisibile, non più immobile e immaginata, ma reale e fatta di persone e saluti, di passeggiate e lavoro, di incontri e rispetto, di spazi e distanze, e di soluzioni, sia per il corpo che per l’anima, tipo quella di sorridere con gli occhi a tutti quelli che incontriamo sulla nostra strada, perché nessun decreto potrà mai toglierci il sorriso e la mascherina, per il momento, demanda questa nostro sentimento (o reazione, che dir si voglia) allo sguardo, che diventa portatore sano di reciproca fiducia e mutua attenzione.

Federica Rainaldi 

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Federica Rainaldi
Sono Federica Rainaldi. Scrivo per passione, ma non sono una scrittrice. Ho frequentato il Liceo Scientifico solo per capire che la mia strada era un'altra. Ho perseguito, infatti, la laurea in Scienze dell'Educazione perché sono sempre stata affascinata da tutto ciò che riguarda la sfera emotiva, emozionale e soprattutto umana di ogni uomo. Amo leggere, fotografare angoli di Mondo e scrivere specie poesie; i miei versi, spesso ma non sempre, raccontano la bellezza della mia Terra d'Abruzzo. Mi diletto anche nella formulazione di aforismi e riflessioni personali.

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