Il Cottolengo

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Bambini nati con la testa equina, altri con gli occhi e la lingua di un serpente. Altri ancora, nati con gli zoccoli di una capra. Figli di donne viziose che si sono unite agli animali più disparati (la colpa è sempre della donna mai che si dia la colpa agli uomini perversi… ricordate Gavino in “Padre Padrone” che si unisce carnalmente ad una pecora?  È questo che intendo ma non è di questo che vi voglio raccontare). Oltre ogni dubbio, è pura leggenda! Non credete a chi giura e spergiura che, un amico del fratello di suo nonno, di aver visto quegli essere spaventosi! È biologicamente impossibile! In realtà, da ragazza, anche a me raccontarono questa orribile storia ma la verità, è tutta un’altra cosa.

Nel 1832, S. Giuseppe Cottolengo, fondava la Piccola Casa della Divina Provvidenza, luogo di accoglienza per indigenti e disabili. Si accolse ogni umana sofferenza, dai sordomuti agli orfani, dagli epilettici fino ai “fatui ed ebeti”.

A destra di Porta Palazzo si trova il Cottolengo, con le sue interminabili facciate. La frase “Caritas Christi urget nos”, è scolpita sull’ingresso: la carità di Cristo ci sprona!

Si entra quasi in una città parallela fatta di centododicimila metri quadri di padiglioni, tremila pasti distribuiti ogni giorno, una mensa per i poveri, la scuola per infermieri, un monastero di clausura, il seminario, l’ospedale. Ci sono anche le case per disabili ed anziani. È quasi uno scenario inquietante, è quello che si prova a toccare con mano il dolore, la vita ad ogni costo!

Il Cottolengo è un labirinto di corridoi e stanze dove un uomo in carrozzella può girare, senza incontrare ostacoli, come i gradini. I Santi innocenti, era il reparto precluso agli occhi indiscreti, e questo, aveva alimentato le voci secondo cui, vi fossero rinchiusi i mostri. In realtà, vi erano rinchiusi i macrocefali, che ormai non esistono più (l’ecografia ha dato la possibilità di individuarli già nel ventre materno). Gli ospiti attualmente, sono handicappati anziani. No, non ci sono creature metà uomo, metà cavallo, ma solo esseri umani con una marcia in meno e, agli occhi dei normodotati, è insopportabile. I poveri derelitti venivano portati con l’inganno, con la scusa di una visita medica e poi, abbandonati perché la diversità era portata come una vergogna. Qui dentro si vede realmente cos’è un uomo, oltre ogni apparenza. Le case di Cottolengo sono nate una dopo l’altra, solo per rispondere ad un bisogno quotidiano, la Provvidenza! Rifugio per malati segregati, da imboccare e amare, vecchi dementi rimasti soli nella Torino del duemila.

Giovanni Paolo II disse: -Se non si comincia dall’accettazione dell’altro, comunque egli si presenti, in lui riconoscendo un’immagine vera e anche offuscata di Cristo, non si può dire di amare veramente-.

Tutto un altro amore.

 

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