I gelsomini del plenilunio

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Vi siete mai chiesti perché Liala ha affascinato generazioni di donne?

Perché le sue trame così struggenti hanno appassionato nonne, mamme, figlie e pure le pronipoti?

Perché l’amore scherza con i cuori.

Liala prende la sua penna e il suo stile elegante e disegna per noi uno scenario in cui l’amore fa una danza.
Uno scenario che si mostrerà a noi con fermezza, con dolcezza, parole sussurrate che ci porteranno dove vorranno loro che, in fin dei conti, sarà proprio dove desiderava portarci il nostro cuore. E quello di Liala.

Lo stile, tutto svolazzi e sospiri è per i critici, il primo ostacolo da superare, per entrare nel mondo di Liala. Ma, le protagoniste dei suoi romanzi leggono poco, infatti più che libri, nelle pagine si parla di riviste, e ville accuratamente descritte, moderne o antiche che siano, sono ricchissime con bagni faraonici e sontuosi salotti da fumo, ma senza biblioteche.

Ma una volta entrati in quel piccolo mondo rosa, è difficile staccarsi. Uno dei miei libri preferiti è I gelsomini del plenilunio. Nel romanzo si intrecciano due coppie. La protagonista Ippolita Varo alla quale si contrappone la cugina, altrettanto contessa ma con meno sangue blu, Bona Varo è la prima coppia. L’altra è formata dai due protagonisti maschili, il pilota di aerei Claudio Rosa, uomo pratico, simpatico e di umili origini, e il tenore Mauro Fiorita, baciato dal successo.

A queste due coppie centrali che si uniscono e si separano e intorno a cui gira la narrazione, figurano due figure, due donne co-protagoniste, come Lucis Mill, parente della contessa Ippolita ma relegata al ruolo di governante tuttofare, e la zia Dora, sorella di Claudio Rosa.

Al centro della narrazione, troviamo la piccola Filli, figlia di Claudio Rosa e orfana di madre. La piccola appare come perno del racconto che, con il suo incessante parlare svela i segreti degli adulti che le ruotano attorno, e finisce con il diventare il motivo di allontanamenti e separazioni oltre che del finale ricongiungimento.

La protagonista del romanzo è una giovanissima contessa Ippolita Varo, pallida creatura dai capelli corvini che nasconde, nemmeno troppo segretamente, un intimo cruccio che le rovina l’esistenza. La narrazione inizia in una luminosa dimora tra i ghiacci di Oslo, dove la protagonista si tormenta, coperta di pellicce per scaldare il gelo che ha nel suo cuore.

Il trasferimento nel palazzo dei conti Varo a Milano, rappresenta l’inizio della nuova vita di Ippolita, affiancata dalla spontanea amicizia della cugina Bona. Le due ragazze sono simili, ma diverse dal portamento e dal carattere. L’una è algida e nobile in tutto e per tutto, l’altra è figlia di una ballerina e conserva, quindi, una radice popolare, che si scontra con il sangue blu dei conti Varo. La trama scorre tra colpi di scena, innamoramenti sognati più che reali, in cui le certezze si sgretolano in fretta. Fino ad arrivare ad un lieto fine scritto nei fiori, i gelsomini del plenilunio.

Le donne del romanzo sono figure dal gran carattere. Bona la passionale, Ippolita l’orgogliosa.
Invece la piccola Filli istruita dalla zia Dora ricorda che le donne devono occuparsi della casa.

Bona si annulla nell’amore incondizionato per il tenore Fiorita e si convince di poterlo avere con la forza della perseveranza e della pazienza che accetta anche di fare i conti con la gelosia. Ippolita appare chiusa in un guscio di orgoglio, ma viene alla fine amata e capita da Claudio Rosa.

Il mondo rappresentato da Liala in questo romanzo è un piccolo mondo, in cui gli abiti hanno un ruolo di primo piano. Una vera lezione di costume in cui trovano spazio le acconciature, descritte in ogni dettaglio, le mise adottate dalle contessine per una gita al lago di Como, le tolette indossate per una cena di gala o per presenziare all’opera al teatro alla Scala e ovunque compaiono pellicce di visone, volpi bianche, ermellini e non solo.

Le protagoniste dei libri di Liala, sono protagoniste di corteggiamenti spietati. Mentre i giovani si mostravano in tutto il loro desiderio carnale e nella realtà , le donne si mostravano altalenanti tra la curiosità fisica e il sogno dell’amore.
Questa dualità non fece di loro delle vergini , anzi le rese degli esseri infelici.

Le protagoniste, sono l’emblema di un mondo che già allora stava cambiando.
Le ribellioni delle protagoniste dei libri di Liala, sono fatte per essere riportate nei ranghi di una società ben delineata. La figura, più inquietante del romanzo è Orsea, la madre di Bona, che paga il suo essere stata una ballerina in gioventù. Non parla in pubblico se non dopo aver ottenuto l’approvazione del marito che insegue costantemente con lo sguardo e appare ancora giovane e inesperta della vita, reclusa dentro una gabbia dorata.

Quanto hanno pesato i pregiudizi nel romanzo? Il mondo raccontato da Liala è un mondo di pregiudizi e di convenzioni che la signora bon ton della letteratura italiana ha ben delineato restandovi intrappolata a sua volta.

Angela Amendola

Clicca sul link qui sotto per leggere il mio articooo precedente:

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