Il modo di dire “in bocca al lupo” risale a Romolo e Remo cuccioli d’uomo salvati dalla lupa.

Infatti il lupo quando sposta i cuccioli da una tana all’altra si aggira circospetto e attentissimo agli altri predatori, che in questo caso sono esposti al maggior rischio possibile perchè in natura il lupo che difende i cuccioli è quanto di più feroce ci possa essere.

Quindi “in bocca al lupo” aveva come significato “che lo spirito del lupo sia con te e ti protegga dai pericoli della vita“, perchè chi era nella bocca del lupo erano i cuccioli.

Romolo e Remo in particolare furono tratti in salvo appunto dalla lupa che non avendo altro che la bocca come “organo di presa”, li ghermì delicatamente con le proprie fauci e li portò nella sua tana.

La totale perdita cognitiva dell’origine del detto ha fatto si che in questi ultimi venti anni anzichè il “grazie” in risposta all’augurio “in bocca al lupo” si sia arrivati – per ignoranza – al “crepi” o “crepi il lupo”, in assoluto non senso come augurio ma entrato erroneamente nel lessico quotidiano.

La giusta risposta quindi è : “lunga vita al lupo”o  semplicemente : “grazie per l’augurio”.

Antonella Ariosto

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