Giuseppe Pellizza da Volpedo

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Giuseppe Pellizza da Volpedo

“Il Quarto Stato”

Olio su tela, 293 X 545 cm.

Milano, Museo del Novecento.

Giuseppe Pellizza, nasce a Volpedo, nella provincia di Alessandria nel 1868.

Figlio di proprietari terrieri, Pellizza sin da giovane studia presso la scuola tecnica di Castelnuovo Scrivia vicino ad Alessandria.

Grazie all’attività dei genitori, Pellizza entra in contatto con artisti della cultura milanese, e si iscrive all’accademia di Brera.

Terminato il tirocinio milanese sotto la guida illustre di Francesco Hayez, Pellizza sì trasferisce nel 1887 a Roma.

Non soddisfatto dell’esperienza romana, nel 1888 si sposta a Firenze dove frequenta l’Accademia di Belle Arti, sotto la guida del “macchiaiolo” Giovanni Fattori.

Alla fine dell’anno accademico, l’artista decide di tornare a Volpedo.

Perfeziona ulteriormente la sua tecnica e nel 1889 va a studiare per due anni a Bergamo, presso l’Accademia Carrara.

Un anno dopo Pellizza è a Parigi per accrescere la sua cultura artistica, ma è costretto a tornare a casa per la morte della sorella Antonietta.

Pellizza decide di stabilirsi nella sua natia Volpedo.

Nel 1892 si sposa con la giovane Teresa Bidone e da quell’anno inizia a firmarsi ” Pellizza da Volpedo”.

Nel 1894 espone a Milano alla Triennale riscuotendo grande successo.

Durante i suoi spostamenti il pittore conosce diverse tecniche, soprattutto l’arte divisionista di Segantini, Morbelli e Longoni.

Tra il 1893 e il 1894 torna per qualche mese a Firenze

In questi anni due anni l’arte di Pellizza Da Volpedo subisce diversi cambiamenti.

Affascinato da Segantini abbandona la pittura dal vero, per orientarsi verso un’arte di tipo simbolista.

Nel 1900 torna a Parigi per l’Esposizione Internazionale dove partecipa con l’opera “Specchio della vita”.

Nel 1902 espone “Il Quarto Stato” alla Quadriennale di Torino suscitando discussioni e polemiche per i temi trattati nell’opera, quali giustizia sociale e uguaglianza.

Deluso per le tante polemiche Pellizza si allontana dagli amici di sempre.

Nel 1906 torna a Roma, ma dopo un periodo positivo la sua vita è turbata dalla morte del figlio terzogenito e dell’amatissima moglie.

Questi funesti eventi portano l’artista ad una grave depressione.

Pellizza Da Volpedo la mattina del 14 giugno del 1907 decide di togliersi la vita con un colpo di pistola

“IL QUARTO STATO”

“Il Quarto Stato” è ambientato nella piazza Malaspina di Volpedo, la cittadina in provincia di Alessandria in cui Pellizza è nato.

La sua finestra si affacciava proprio sulla piazza.

Nel dipinto un corteo di lavoratori è in cammino: manifestano per i propri diritti e sono quindi in sciopero.

La massa dei lavoratori avanza compatta assumendo forza e potere per contrattare il proprio giusto salario.

In primo piano a sinistra, guida il corteo un uomo anziano, al centro un giovane, mentre a destra una donna, anch’essa giovane.

Il volto della donna è quello della moglie di Pellizza da Volpedo, Teresa Bidone, con in braccio il loro bambino.

Questi tre personaggi rappresentano le componenti della classe sociale più umile dell’epoca.

Gli uomini e la donna, sempre in primo piano, sono vestiti con abiti poveri ma dignitosi.

Il giovane uomo indossa un gilet sopra la camicia . Sul capo porta un cappello e la giacca è tenuta da una mano che pende dietro la schiena.

Ha un’aria sicura, la sua mano destra sorregge la giacca mentre la sinistra è fermamente poggiata sulla tasca.

La donna, invece, sembra rivolgersi all’uomo. I suoi piedi sono nudi. Anche il bambino che porta in braccio è nudo e abbandonato nella stretta della madre.

Gli uomini che seguono i tre personaggi gesticolano visivamente come per rivendicare le proprie istanze.

A sinistra una donna segue il corteo, come altre donne sulla destra. Un uomo con una giacca sulle spalle tiene per mano un bambino.

Sullo sfondo del dipinto si intravede un cupo tramonto in cui una folta barriera scura di cespugli è sovrastata da un cielo blu tendente al viola.

Volutamente accentuata dal pittore, la luce del sole investe i personaggi rappresentati.

Avanzano verso un futuro che in quel momento storico appare carico di grandi cambiamenti.

CONCLUDENDO:

Il Quarto Stato” impegnò Pellizza per ben tre anni, dal 1898 al 1901.

In origine il dipinto era intitolato “Ambasciatori della pace” e poi “Il cammino dei lavoratori”.

Pellizza da Volpedo, dopo vari ripensamenti, scelse il titolo “Il Quarto Stato” per fare riferimento alla classe lavoratrice della rivoluzione francese per indicare lo strato più basso della società.

Utilizzando come modelli molti dei suoi concittadini e la sua stessa famiglia, come la moglie Teresa, come dicevo prima, il pittore concepì un’opera che ancora oggi non ha eguali nella pittura del primo Novecento.

Bruno Vergani

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