Harriet Backer “Alla luce della lampada”

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HARRIET BACKER

“Alla luce della lampada”

Olio su tela 55 x 66 cm.

Rasmus Meyers Samlinger, Bergen, Norvegia.

Oltre che incontrastata leader del movimento femminista nell’arte scandinava, Harriet Backer è stata una famosa pittrice di origine norvegese e una delle personalità artistiche più importanti ed influenti di quel periodo storico tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento.

Nata ad Holmestrand nel 1845 da una famiglia benestante, Harriet Backer sin da giovanissima mostra il suo talento per l’arte, prendendo lezioni di pittura a Oslo, dove si trasferisce con la sua famiglia.

Successivamente studia a Monaco di Baviera dove frequenta la migliore scuola d’arte.

Inizia a girovagare per l’Europa in compagnia della sorella Agathe nota compositrice e pianista.

Con il trascorrere degli anni Harriet Backer inizia ad affermarsi nel panorama europeo e di apprendere stili e tecniche pittoriche diverse.

Tra il 1878 e il 1888 è a Parigi, dove entra in contatto con i pittori impressionisti.

Queste conoscenze per Harriet Backer sono di vitale importanza per il suo proseguo perché riesce ad ottenere una maggiore popolarità, essendo la capitale francese la patria della pittura.

Successivamente, proprio grazie alla notorietà maturata nella capitale francese, l’artista ha l’opportunità di dirigere una scuola di pittura in patria insegnando il suo pensiero e la sua arte.

Sotto il profilo prettamente artistico le opere di Harriet Backer sebbene risentono dell’influenza del movimento impressionista, appartengono alla corrente artistica del realismo e si incentrano prevalentemente sulla pittura d’interni.

Sebbene oggi Harriet Backer venga poco ricordata ha svolto un ruolo rilevante nella storia della pittura.

Dopo una lunga vita artistica morì ad Oslo nel 1932.

“ALLA LUCE DELLA LAMPADA”

“Alla luce della lampada” è il più famoso delle scene notturne di Harriet Becker.

In questo capolavoro le ombre incombenti evocano un aria di melanconica intimità.

La luce della lampada a petrolio e il fuoco della stufa sono resi con maestria dall’artista.

I suoi dipinti, non semplici, nella maggior parte rappresentano donne intente nelle faccende domestiche o in contemplazione mentre scrutano la finestra in attesa di qualcuno.

Sono immagini di persone reali che hanno l’incanto di una fiaba o che provengono da un mondo antico ancora soffuso di sentimento.

Una espressività appena enunciata che bandisce ogni violenza cromatica e che dona una leggerezza velata di silenzio e che, allo stesso tempo, diventa un pezzo di storia dell’arte scandinava

L’oscurità e il silenzio, come dicevo, accentuano il senso di isolamento del soggetto.

Un tema, questo, esplorato da altri artisti scandinavi come Munch, ma anche dall’americano Eduard Hopper nel suo capolavoro “I nottambuli”.

CONCLUDENDO:

Tra le sue opere più importanti citiamo “Solitude”, “Blue interni”, “Alla luce della lampada”, ” Il battesimo in Tanum Chiesa ” e “Giocatori di carte” nei quali è possibile notare anche qui i diversi giochi ed effetti della luce.

Tra i vari riconoscimenti che le sono stati attribuiti nel corso della sua carriera artistica vanno certamente ricordati la medaglia d’argento all’Esposizione Mondiale nell’anno 1889 e la Medaglia del Re al Merito in oro per il suo contributo artistico nel 1908 in Norvegia

Bruno Vergani

Clicca sul link qui sotto per leggere il mio articolo precedente:

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