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GIOVANNI SEGANTINI (parte quarta)
“Ave Maria a trasbordo”
Olio su tela
San Gallo, Fondazione Otto Fischbacher
Quest’opera rappresenta molto chiaramente la sua visione del mondo in chiave simbolista, un interesse ormai consolidato che accompagnerà Segantini sino alla sua morte.
“Ave Maria a trasbordo“, fu realizzato in due versioni. La prima nel 1883.
Questa che vi descrivo è la seconda.
La migliore, secondo me, risalente al 1886.
“AVE MARIA A TRASPORDO”
Il trasbordo è quello di una famiglia di pastori e del loro piccolo gregge di pecore, da una riva all’altra del lago di Pusiano in Lombardia, dove l’autore abitava e si ispirava.
Il dipinto è ambientato in una placida atmosfera crepuscolare.
Se notate il sole è appena calato all’orizzonte, ma la sua luce irradia ancora il cielo sereno, rimandandoci la barca e i suoi personaggi in controluce.
Il campanile del paesello in lontananza suona l’Ave Maria, (ecco il perché del titolo).
È il momento della preghiera e viene a coincidere con l’ultimo raggio di sole prima della sera.
Il quadro mette insieme l’incanto di questi due momenti fermandoli in una dimensione senza tempo.
I raggi si riflettono sul manto delle pecore e sul volto della madre che abbraccia il suo bambino, mentre il viso del pastore rimane appartato in ombra.
Il dipinto ispira un profondo sentimento di armonia della natura: la luce dorata del tramonto si rispecchia perfettamente nelle acque tranquille del lago, così che cielo e terra sembrano abbracciarsi in piena sintonia.
Non c’è vento, l’aria è perfettamente immobile; al suono della campana il pastore ha smesso di remare, la madre ha chinato il capo e anche le pecore, come per incanto, hanno cessato di dissetarsi all’acqua del lago.
Ogni cosa sembra unirsi nella preghiera, perfino la natura, l’aria, l’acqua, il cielo, la luce.
In questo componimento lirico, tutti gli elementi sono partecipi dello stesso mondo.
CONCLUDENDO:
Ci troviamo quindi di fronte ad un altro dei temi importanti per questo artista: quello della maternità (vedi “Le madri”, precedentemente trattato), che viene dipinto con grande tenerezza.
A livello competitivo di tecnica, è interessante notare il controluce voluto (e gestito magistralmente) insieme alla luce concentrica che sembra far vibrare poeticamente la tela.
Bruno Vergani







[…] Klimt ormai ha un gusto per la decorazione, con richiami anche “prearaffaeliti” e alla pittura di Gustave Moreau, ma unisce l’interesse anche per la rappresentazione fortemente simbolica (vedi anche Giovanni Segantini). […]