Famiglia all’improvviso-Istruzioni non incluse

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“Famiglia all’improvviso-istruzioni non incluse” (in lingua originale “Demain tout commence”) è un film di genere commedia e drammatico del 2016 diretto da Hugo Gélin. È un remake del film messicano Instructions Not Included (2013) di Eugenio Derbez.

Samuel (Omar Sy) vive da solo in un paese nel Sud della Francia. Lui trascorre la sua vita come un eterno adolescente, partecipando a numerose feste, divertendosi e andando alla ricerca di avventure amorose, tralasciando spesso e volentieri il suo lavoro in un villaggio turistico.

Un giorno la sua vita viene stravolta da Kristin (Clémence Poésy), una sua ex amante che si presenta improvvisamente dopo molto tempo con in braccio una bambina, Gloria (Gloria Colston), sostenendo che si tratti di sua figlia.

Preso alla sprovvista e non sentendosi pronto ad essere padre, parte per Londra alla ricerca di Kristin che, nel frattempo, ha fatto perdere le tracce di sé.

Passati otto anni da questo evento e aiutato da Bernie (Antoine Bertrand), un agente televisivo omosessuale, Samuel ha ormai ottenuto una notevole fama come stuntman, e ha adattato le sue esigenze a quelle di Gloria, garantendole una vita felice e costruendo con lei un forte legame: i due sono inseparabili.

Questa sua nuova vita, però, viene ancora una volta intaccata da Kristin, che si ripresenta da lui determinata a riavere la sua bambina.

Purtroppo c’è un ulteriore problema che minaccia l’equilibrio famigliare di padre e figlia: una nuova malattia sta per portare via uno dei due e Samuel, che cerca di prepararsi e accettare la situazione, è determinato a fare in modo che Gloria non sappia nulla.

 “Il mio amore è troppo forte, troppo chiassoso, ma non posso fare altrimenti.”

“Svegliati papà, sei immortale!”

Ho trovato il film “Famiglia all’improvviso” molto particolare, drammatico e divertente al tempo stesso, con una coppia padre-figlia spensierata e inseparabile. I due si danno delle regole, svolgono i loro compiti divertendosi e crescono così, vivendo una vita in cui sembra non mancare nulla.

Per Samuel è stato fin troppo strano ritrovarsi a crescere un bebè da solo ma…ce l’ha fatta! Anche grazie all’aiuto di Bernie che gli ha offerto un lavoro e una casa.

Lui è un “eterno Peter Pan”, sempre un po’ bambino, mentre Gloria è molto intelligente e responsabile: affrontano insieme ogni situazione, crescono entrambi giorno dopo giorno e imparano sempre qualcosa di nuovo l’uno dall’altro, instaurando così un rapporto di complicità.

Samuel ha saputo riempire il “vuoto” tra loro causato dalla mancanza di una madre, architettando una storia capace, fino a un certo punto, di soddisfare la bambina, felice di avere una “mamma spia dei servizi segreti” che viaggia intorno al mondo svolgendo delle missioni; evitando così di rivelarle che in realtà la donna l’ha abbandonata.

Ciò che mi ha più colpita del film è che si passa dall’illustrare il ruolo del genitore e delle sue responsabilità al delicato tema della morte, che incombe inesorabilmente su uno dei due protagonisti e che minaccia quindi di tranciare e cancellare per sempre la loro unione. I momenti allegri e comici man mano vengono sostituiti da altri più introspettivi e dedicati allo scorrere del tempo: Samuel, infatti, cerca di regalare a Gloria i momenti più belli trascorsi con lui, pensando a cosa sia la vera felicità e di come la vita possa cambiare da un giorno all’altro: basta veramente così poco a spegnere un sorriso e a diventare tristi?

Gli attori sono stati veramente bravi a interpretare i propri personaggi con una particolare spontaneità e spensieratezza che li ha permesso di calarsi alla perfezione nella loro parte, senza alcuna forzatura.

Anche Kristin svolge un certo ruolo: colei che all’inizio ha rovinato tutto, alla fine rimedia ai suoi errori.

Questo film non è la solita commedia troppo stereotipata e cliché (anche se con qualche sgarro) che capita di vedere spesso al cinema o in televisione: è più profonda e più intensa.

Infine, ho veramente apprezzato il cambiamento di Samuel, dimostrato anche attraverso i suoi ricordi: da ragazzo aveva troppa paura di tuffarsi in mare da uno scoglio troppo alto, arrendendosi poi subito al tentativo di riprovarci ancora; mentre l’arrivo di Gloria lo ha reso più maturo, facendogli comprendere come la paura in realtà non fa godere appieno la vita, poiché blocca e non fa andare mai avanti: il “salto”, se c’è quest’emozione di mezzo, è impossibile, ma per Samuel la bambina è stata la sua ancora di salvezza.

Facendoci innamorare, piangere e sorridere, questo film si conclude con un finale inaspettato che nessuno avrebbe mai voluto, ma che ha fatto riflettere sul significato della vita: i ricordi sono il tesoro più bello da conservare e tenere stretto, poiché nei periodi più bui in cui si ha paura possono diventare l’unica via d’uscita dal baratro della tristezza.

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