RAGAZZA CHE CORRE SUL BALCONE

Olio su tela cm 125 × 125

Civiche Raccolte d’Arte, Milano.

Come ormai sappiamo il dinamismo è uno dei concetti chiave del “futurismo”.

In questa tela, strananente di forma quadrata, Balla riproduce l’immagine di una bambina che sta correndo in un balcone, soggetto che poi darà il titolo al quadro.

L’autore, in «Bambina che corre sul balcone», coglie la mutevolezza del movimento e la sua scomposizione grazie all’accostamento di colori vivaci, creando continuità e al tempo stesso una cadenza ritmica.

“RAGAZZA CHE CORRE SUL BALCONE”

Se guardiamo attentamente il dipinto si individua con una certa facilità una figura ripetuta.

Si percepisce invece con maggiore fatica, in alto, la capigliatura di una bambina con una treccia che ricade verso il basso.

Sempre in basso, in modo più evidente, si riconoscono immagini di stivaletti riprodotti in modo regolare e in successione.

La figura di bambina, dipinta di profilo, è ripetuta più volte, da sinistra verso destra e occupa l’intera superficie della tela.

I piedi e le gambe si alzano e si abbassano ritmicamente.

Questa sequenza di immagini non si limita a scomporre le fasi del movimento della corsa, perché riesce a sottolinearne il dinamismo.

In seguito a questa prima lettura, si può ipotizzare che la parte centrale è dominata dall’abito della piccola.

Le tinte scelte da Balla sono molte e piuttosto accese: predominano, infatti, le tonalità del rosso, del giallo, dell’arancione, del blu e dell’azzurro; quest’ultimo sottolinea i contorni della figura, mentre alcuni tocchi di rosa definiscono il volto e le gambe.

Il corpo in movimento si compenetra con la ringhiera del balcone, resa con linee verticali, che contribuisce a sottolineare le varie dimensioni dell’intera composizione.

Da notare inoltre che l’opera è frantumata in una miriade di tessere colorate, che ricordano i tasselli dei mosaici.

PER FINIRE:

<<Data l’esistenza della fotografia e della cinematografia, la riproduzione pittorica del vero non interessa né può interessare più nessuno>>.

Giacomo Balla da “Manifesto del colore”, 1918.

BrunoVergani

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