“Five Nights at Freddy’s” (abbreviato in FNaF) è un videogioco survival horror indipendente di tipo punta e clicca ideato da Scott Cawthon e pubblicato l’8 agosto 2014 su Desura, primo capitolo dell’omonima serie. La popolarità del gioco inizia a crescere notevolmente in poco tempo, tanto da diventare uno dei titoli più giocati su Desura e Steam. Ispirata alla serie videoludica, è stata scritta e pubblicata a partire dal 2015 una trilogia di romanzi, scritta dallo stesso Cawthon e da Kira Breed-Wrisley, autrice, sceneggiatrice ed editor.

Sono passati dieci anni dai terribili rapimenti avvenuti al Freddy Fazbear, il ristorante del padre di Charlotte, detta Charlie, una ragazza di 17 anni. Lei ritorna ad Hurricane, nello Utah, per assistere alla consegna di una borsa di studio dedicata al suo amico di scuola Michael Brooks, scomparso dieci anni prima. Durante l’evento per commemorare l’anniversario della tragedia, si riunisce con i suoi amici d’infanzia Jessica, John, Carlton, Marla e Lamar.

Cogliendo l’occasione, i ragazzi decidono di tornare a vedere che fine ha fatto il vecchio ristorante, chiuso e abbandonato da tempo. Quando però trovano un modo per entrare, si rendono conto che le cose non sono rimaste quelle di un tempo: i quattro animatroni (e non solo) che una volta intrattenevano i clienti, ora sono programmati per uccidere.

“Appena farà buio, loro si sveglieranno. Gli spiriti dei bambini morti si leveranno e vi uccideranno tutti”

«Benvenuti al Freddy Fazbear’s Pizza, un luogo magico dove il divertimento e l’immaginazione prendono vita. Fazbear Entertaiment non é responsabile per danni a cose o persone»

 “Five night’s at Freddy’s” è composto da tre volumi: “The Silver Eyes”, “The Twisted Ones” e “The Fourth Closet”, ognuno ispirato ad uno dei videogiochi dell’omonima serie.

È un horror che personalmente consiglio per gli amanti del genere (anche perché non è troppo scontato), semplice e terribilmente misterioso al tempo stesso: in poche parole, è una storia tutta da scoprire.

L’iniziale calma inizierà ad essere eclissata da ansie e domande continue, con “pillole” di azione che costringeranno il lettore ad andare avanti pagina dopo pagina e scoprire cosa succederà in seguito (potrebbe andare tutto bene…o forse no), sperando e incrociando le dita per la riuscita delle impavide imprese dei ragazzi.

La prima parte del primo romanzo ha un ritmo piuttosto lento e tranquillo, necessario però per narrare la storia di Charlie, figlia di uno “scienziato pazzo” amante della meccanica e della tecnologia (proprio come la figlia); dei tragici eventi avvenuti anni prima, ovvero il rapimento e l’assassinio di numerosi bambini e per caratterizzare in modo esaustivo i protagonisti dell’opera.

Dopo, però, adrenalina e paura non faranno altro che scombussolare il lettore nel tentativo di capire di chi fidarsi e di chi invece no: molte verità sono celate dall’ignoto.

La vera azione, il succo della storia, inizierà con la comparsa degli animatroni, esseri robotici inumani (o forse no?) rinchiusi e abbandonati nella pizzeria sin dalla scomparsa nel nulla dei bambini: ovviamente bisognerebbe diffidare di loro, ma se così non fosse? Cosa o chi si nasconde dietro a questi ambigui robot? Potrebbero rivelarsi causa di morte e terrore o forse potrebbero essere la scintilla, la “lampadina”, per scoprire la verità una volta per tutte?

La storia però non finisce qui: si è sopravvissuti una volta ma…le altre due? Verranno in seguito alla luce nuovi e tremendi indizi e fatti di cronaca che ricondurranno a…. beh, più di un solo ristorante, ulteriori animatroni (più contorti, invadenti e…” sbagliati”) e tragici eventi familiari e non.

Il secondo libro è decisamente il più spaventoso e sanguinolento: i protagonisti, in particolare John e Charlie, saranno perseguitati continuamente, senza pietà e senza tregua, di giorno, di notte e persino nei loro sogni. I dettagli sono descritti alla perfezione, motivo in più per temere di voltare pagina e leggere la “sentenza” delle azioni e delle ricerche dei giovani. Avvertenza! Il finale di quest’ultimo è totalmente inaspettato e potrebbe rompervi il cuore (solo quello?) in mille pezzi, lasciando un enorme vuoto di tristezza e pietà nel petto.

E fu così che tra dolore ed agonia si passò al terzo e ultimo libro, in poche parole quasi uno spin-off del secondo, semplice e soprattutto verso la fine confusionario: l’intera verità è finalmente stata scoperta, sì, però non si può negare che ci siano diversi “buchi” ancora non riempiti e tantomeno spiegati come si deve. La storia si concluderà lasciando il lettore nel dubbio, con qualche domanda ancora senza risposta e “pezzi di puzzle” da far combaciare.

Tutto sommato è stata una storia davvero molto bella e intrigante, la sua fama è tutta meritata!

Per concludere facendo un commento sui videogiochi…offrirò solo un suggerimento: se siete facilmente impressionabili non giocateci! Sono talmente realizzati bene da sembrare realistici, perciò incubi e “jumpscares” (letteralmente “salti di paura”) sono dietro l’angolo…proprio come qualcun altro.

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