Fiumi di parole

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La scorsa settimana mi sono dedicato alla ricerca ed alla esplorazione di tutte le misure a sostegno di chi “vuole mettere in cantiere” delle nuove idee, iniziative, manifestazioni, aziende,…ecc

Dalla “Fondazione con il Sud”, passando per Invitalia e per i maggiori operatori del Crowdfunding, fino ai siti della UE dedicati ai tanti programmi di sostegno, appunto tramite Fondi Europei, a vari settori, dal sociale alla editoria passando per il Green Deal e il Next Generation EU.

Ho anche studiato bene bene “i meccanismi” che regolano l’accesso a tali misure e, approssimandosi il week end, mi ha preso lo sconforto!

Fiumi di parole!

Procedure di registrazione chilometriche, tempi biblici, misure parziali, bandi scaduti e quelli che ci sono, il più delle volte, intendono incentivare “cose inutili”.

Serve un cambio di passo!

In questo modo non si va da nessuna parte.

In questo modo l’Italia e l’Europa tutta non vanno da nessuna parte.

E purtroppo per la seconda volta sono costretto ad ammettere che proprio questa Europa ha finito per aggiungere burocrazia alla tanta burocrazia italiana già “ben pasciuta” di regole almeno al 50 % inutili.

Un “tizio qualunque” e a maggior ragione se quel tizio è un ragazzo che ha una idea imprenditoriale, deve poter individuare subito qual è il soggetto giuridico più adatto per realizzarla, deve poterlo subito attivare senza preoccuparsi dove trovare i soldi per pagare la CCIAA, i bolli, un Notaio, deve poter contare su meccanismi di sostegno agili, magari di entità non enorme, non milionate di euro ma veloci, erogate subito, … se vogliamo uscire dalla crisi Covid.

E questo vale dalla piccola startup, alla valorizzazione del patrimonio immobiliare decentrato al fine di decongestionare gli eco sistemi urbani fino alle grandi opere e infrastrutture pubbliche.

Gli slogan non servono.

Next Generation EU, Resto al Sud, Green Deal,… non possono rimanere slogan pieni solo di tomi di adempimenti e normative “scritti a carattere piccolo piccolo” per partorire, alla fine, un misero topolino…

E la “cosiddetta semplificazione amministrativa”?

Non serve solo prima ma soprattutto dopo è vitale, indispensabile.

A che serve dare del denaro a giovani volenterosi che vogliono realizzare la loro startup se poi già dai primi esercizi contabili li massacro di tasse?

E come la mettiamo col risparmio?

Il Coronavirus ha fatto accumulare sui conti correnti una montagna di risparmi, quasi quanto l’intero  Pil del 2020.

Ciò a causa dell’incertezza per la situazione futura che ha spinto famiglie e aziende a “parcheggiare” la loro liquidità in banca. Ma sapete che per depositi superiori a 5.000,00 euro si pagano 10 centesimi al giorno solo per “il parcheggio”?

Con la pandemia del Covid-19 è infatti aumentato il denaro sui conti correnti, di ben 126 miliardi nel giro di un anno.

È una delle tendenze emerse dall’Indagine sul risparmio e le scelte finanziarie degli italiani nel 2020, curata dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo e dal Centro Einaudi.

“Nonostante una significativa riduzione del PIL – si legge nello studio – sono disponibili sui conti 126 miliardi in più a settembre 2020″ rispetto all’anno prima.

Per meglio comprendere la portata del fenomeno, voglio ricordare i dati forniti a settembre dalla Banca d’Italia, che alla fine dello scorso giugno fotografavano la presenza di quasi 1.904 miliardi di euro sui depositi bancari (contando anche BancoPosta) degli italiani, prendendo in considerazione sia le famiglie sia le imprese (1.160 miliardi circa riconducibili alle sole famiglie).

E la domanda sorge spontanea…che ci fanno quei soldi in Banca?

Un bel niente, visti gli interessi semplicemente ridicoli, le tasse ed il rischio di tassazione sui depositi!

E quindi, domanda successiva, posso usarne una parte e se sì come posso usarli per me stesso e per contribuire al rilancio del Paese? Li spendo o li investo?

Li spendo se con quei soldi compero un’auto per esempio ibrida.

Li investo se trasformo quel risparmio in capitale per esempio investendo i prodotti finanziari o impiegando quel denaro in una impresa.

Nel primo caso sostengo l’economia del Paese in quanto “consumatore”.

Nel secondo caso divento parte attiva di quella economia, un imprenditore.

Già!

Parte attiva… ma per fare impresa occorrono prodotti, servizi, organizzazione e… clienti ovvero “gente che paga” per quei prodotti e servizi, in pratica entrate per definizione di entità superiore ai tutti i costi che ho sostenuto.

Quindi riepilogando: l’Italia esce dalla crisi se le procedure burocratiche vengono ottimizzate (cosa che vale in generale essendo trasversale a tutti i settori) e se esiste un chiaro piano industriale per un nuovo sviluppo ecosostenibile in base al quale individuare chiaramente opportunità e soprattutto clienti.

Solo in questo modo l’economia reale del Paese potrà sostenere senza problemi tutti i costi sociali, per definizione improduttivi, attraverso una nuova, diffusa, equa, … fiscalità.

Altrimenti fra qualche anno non si potranno più pagare tutti quegli infermieri e medici che la pandemia ha – giustamente – richiesto in più negli ospedali al fine di fronteggiare le emergenze.

Esempi concreti? Mobilità green. Vi siete chiesti cosa vuol dire in concreto?

Che magari cambiate il vostro SUV diesel con un nuovo fiammante SUV ibrido?

Non penso. Penso invece che occorra partire dall’idea che rimanere a casa in smart work è utile all’ambiente e “andare a piedi è bello e fa anche bene”.

Se devo andare al lavoro un poco lontano da casa, devo poter usare autobus e treni a zero emissioni e se proprio desidero un’auto tutta mia, come succede in Giappone (paese della Toyota, Nissan,…) devo per lo meno avere un garage, un posto chiuso, mio, dove poterla parcheggiare.

In sostanza mobilità sostenibile non vuol dire solo “cambiare carburante” o andare in monopattino elettrico, ma prima di tutto ridurre in modo drastico il numero dei veicoli circolanti perché non solo per usare ma anche per produrre e poi smaltire un veicolo si fanno disastri ecologici inenarrabili.

E quelli che lavorano alla Stellantis?

Che fine farebbero?

Leggi il mio articolo precedente cliccando sul link qui sotto:

https://screpmagazine.com/la-direttora/

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