Epoca di squilibrio mentale conclamato…

251819

Stamattina intorno alle 8 alla gare de Lyon di Parigi un uomo ha accoltellato almeno tre persone. Arrestato “un individuo sospetto”…aveva mostrato una patente italiana.

Secondo la Polizia Francese non si tratta di un terrorista ma di “un individuo con problemi mentali”…e orami sono davvero tanti, troppi i casi in cui “i problemi mentali” determinano fatti efferati.

Qual è il rapporto fra le esperienze di vita vera vissute e l’equilibrio mentale?

Esiste un metro oggettivo per capire quale e quanta esperienza un giovane deve fare per poter diventare un adulto capace di facoltà cognitivo-comportamentali adeguate al luogo e al momento storico in cui vive?

Beh questo è difficile da capire perché, come ovvio, non entrano in gioco solo fattori esterni ma anche, se non soprattutto, fattori interni, strutturali, caratteriali,… di ogni persona.

Per farla semplice possiamo dire che esistono persone psicologicamente devastate perché hanno vissuto violenze, guerre, abusi o una semplice sgridata, e persone che sono tornate dai campi di concentramento ”con brutti ricordi”, felici di essere vivi dopo quella vicenda a differenza di tanti altri…perchè la “Vita è bella” …

Eppure viviamo in una epoca in cui il disagio di giovani e adulti è crescente, l’incapacità relazionale mortificata dal filtro di cellulari, ha ormai compromesso intere generazioni. Adolescenti che vanno in giro con pistole e sparano per una scarpa pestata, donne ogni giorno vittime di violenza, leader (o presunti tali) che attaccano militarmente paesi limitrofi provocando migliaia di morti e deportando bambini, ragazzi che alla sera escono per andare a bere e poi muoiono in incidenti stradali, città invase da barboni che dormono ovunque e da tizi che accoltellano chiunque capiti in una stazione piuttosto che in un supermercato o che devastano tutto durante una legittima manifestazione pubblica…

Ed anche in famiglia isterismi, liti, maleducazione o anche semplici “giornate rovinate” per banalità, per isterismi, per incapacità di esplorare vie relazionali efficaci.

Così fioriscono “gli psicologi anche online” mentre giovani adulti si chiudono in camera devastati da ogni tipo di malessere psicosomatico che rende inutili le loro esistenze.

Cosa è successo? Che si può fare adesso?

Al di là di ogni “scuola psicoanalitica”,  esistono cinque fondamentali di buon senso, come ripeteva una cara persona, uno psicologo e psicoterapeuta francese che ho avuto il piacere di incrociare tempo fa:

  1. Si sognano le cose impossibili. Se sono possibili allora le cose si progettano.
  2. Spesso è meglio ragionare al contrario per capire ciò che è più utile dover fare.
  3. L’ambiente circostante conta nella misura in cui crei le condizioni per “far maturare verso una consapevole autonomia” perché “nulla è dovuto e possibile per sempre”.
  4. Non esistono regole, esistono valori. Le regole vengono dopo, a volte anche da sole e possono cambiare nel tempo.
  5. Troppo amore, troppa tolleranza, troppo sostegno, guastano: la punizione commisurata, aiuta a crescere.

La capacità di distinguere fra sogno e realtà fa diretto riferimento alle capacità cognitivo comportamentali di una persona. Di certo è lecito avere sogni, per se stessi, per il mondo, per la propria famiglia, per i propri figli, per la propria squadra di calcio, la propria nazione, … ma la differenza fra ciò che si desidera e ciò che si può realmente fare, è dirimente.

Capito ciò, allora i sogni vivranno “in alto” mentre “in basso” si progetta la propria “vita possibile”.

Ma anche nel progettare e poi nel fare, possono subentrare ostacoli che appaiono insormontabili perché complicati dal nostro carattere, dalle nostre insicurezza, dalla nostra morale, dai nostri timori…allora “ragionare al contrario” può fare la differenza.

Ricordo un ragazzo che, innamorato di una coetanea, riusciva solo a mandare “fiumi di emoticon” sul cellulare senza mai raccontarle direttamente del proprio sentimento. Gli capitava, in pratica “di rimanere senza parole” ogni volta che la vedeva e quindi per questo di non riuscire ad esternare i propri sentimenti.

Ragionare al contrario può essere utile nella misura in cui aiuta a comprendere che forse non è sempre necessario parlare, fare una dichiarazione d’amore “da manuale”, trovare “parole e atteggiamenti da splendido”….forse può bastare dire “tu mi piaci ma ogni volta che ti vedo rimango in silenzio e non so che dire e che fare”…verità e spontaneità.

E se non riesci ad essere spontaneo allora, come diceva un mio amico psicologo francese, fai ricorso alla “danza comica”, cinque, dieci minuti in cui libera tutte le tue energie fisiche senza alcuna vergogna.

L’ambiente circostante di certo è fondamentale. Scuola, famiglia, compagnie, frequentazioni,…ma non può diventare “il capro espiatorio delle nostre incapacità”.

Figli che diventano maleducati coi genitori e insegnanti, coetanei che bullizzano coetanei, difficoltà economiche, mariti e mogli che si accusano a vicenda di ogni genere di cose, genitori che picchiano insegnanti…possono solo essere l’occasione per modificare le nostre logiche e  capacità comportamentali e non deprimerle nel gioco della rabbia e della colpa degli altri.

Non esistono regole, leggi,… esistono valori. Se è un valore poter esprimere liberamente le proprie opinioni, è anche un valore quello di rispettare l’altrui proprietà.

Non si rompono vetrine, imbrattano muri, spaccano auto e cassonetti, violentano ragazzine di soli tredici anni.

Se ciò accade la tolleranza è diseducativa.

Non si offende la vita umana tanto se ha pelle di colore scuro su un barcone, tanto se passeggia in una stazione alla ricerca del binario da cui partire.

Educare ai valori, quelli capaci di sostenere e mantenere unita una comunità, è importante come difenderli oltre ogni tentativo di irragionevole e pretestuosa manipolazione, messa in discussione. E quando ciò accade, una commisurata punizione deve diventare esempio concreto per quanti, confusi, giocano solo alla devastazione di se stessi e degli altri.

Alla fine di tutto, non serve andare oltre queste semplici considerazioni del mio amico medico parigino che ricordo sempre con piacere e riconoscenza nel suo “italiano quasi comico”, anche se spesso le cose più difficili da fare sono proprio quelle apparentemente più semplici…e tanti auguri Giulia ovunque tu sia!

Clicca il link qui sotto per leggere un mio articolo precedente:

Si può essere un buon figlio senza un buon padre?

Leggi anche:

Senza disciplina troppa libertà fa solo male

 

1 COMMENT

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here