Emozioni

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Sempre più spesso mi ritrovo a fare bilanci e, come ovvio, tale evenienza mi rende sempre più consapevole del fatto che la maggior parte del tempo a mia disposizione è ormai passato.

Come ha raccontato la sorella naturale di Steve Jobs, Mona Simpson, “Steve non è stato colto dalla morte, l’ha raggiunta” e le ultime parole che Steve Jobs ha pronunciate prima di morire ripetendole per tre volte di seguito, sono state: “Oh Wow, Oh Wow, Oh Wow”.

Per questo nel tempo ancora a disposizione occorrerà “recuperare” tutte quelle cose che finora impediscono di chiudere in bellezza non dico con tre ma almeno con un solo “Oh Wow”.

E quante ne ho ed ognuno di noi ne ha!

Pensateci per un momento…

Come peraltro insegna la storia di Jobs e quella di tanti altri uomini e donne, famosi e non, vero è che caratteristica fondamentale di ogni vita è che alla fine poco importa di dove si è giunti, di cosa tocca lasciare, poco o tanto che sia, quanto piuttosto di come si è vissuto, di cosa resta dentro noi stessi e nel cuore di tutti coloro che abbiamo incrociato nel nostro percorso.

Nei giorni passati ho avuto a che fare con “un imprenditore” che ha realizzato un investimento da 900 milioni in grande parte finanziata da aiuti pubblici.

Questo !signore” si lamentava, con veemenza e preoccupazione per alcuni ritardi amministrativi che rischiano di fargli perdere entrate per circa 50mila euro da qui alla fine dell’anno. Pur avendo ricevuto 900 milioni dallo Stato Italiano era triste per una perdita ipotetica di 50mila euro!

Di certo una delle cose più preziose è il sorriso, cartina al tornasole di ogni felicità.

Già, la felicità ovvero quello stato d’animo, quella “mappazza” (per dirla alla Frassica) di emozioni positive di chi ritiene soddisfatti se non tutti ma buona parte dei propri desideri.

L’etimologia deriva da felix-icis, “felice”, la cui radice “fe-” significa abbondanza, ricchezza, prosperità.

La felicità è quindi quell’insieme di emozioni e sensazioni del corpo e dell’intelletto che procurano benessere e gioia in momenti più o meno lunghi della nostra vita.

E allora potersi svegliare ogni mattina pensando a qualcuno da far sorridere e che ci farà sorridere, è il modo migliore per fare un viaggio felice, dovunque esso porti.

Proprio come accade quando si sale sul treno e si ha la fortuna di sedere accanto a qualcuno che tiene alla buona compagnia (nonno Teo, orgogliosamente ferroviere delle Ferrovie dello Stato).

Se infatti si mette la propria felicità nelle mani di “oggetti inaffidabili”, si finirà per non poter dire “Oh Wow” alla fine…

E cos’è un oggetto inaffidabile? Una situazione, il futuro, la casa, una proprietà, il denaro?

Nulla di tutto questo.

Prima di tutto vengono le persone, i compagni di viaggio.

Se metti la tua felicità nelle mani di qualcuno che non si preoccupa della buona compagnia, preparati a rimanere deluso”, diceva mio nonno Teo – ferroviere – e aggiungevaSe qui non sei felice, vattene”…

Aveva ragione.

Il 20 marzo di ogni anno si celebra la Giornata mondiale della felicità, indetta dall’Assemblea Generale dell’ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite) ed istituita ufficialmente il 28 giugno 2012.

La data sembra sia stata scelta perché è il giorno dell’equinozio di primavera.

Ogni anno viene quindi stilata una classifica dei paesi più felici del mondo tra i 156 presi in esame.

I parametri utilizzati per riuscire a valutare una condizione così soggettiva come il concetto di felicità sono sei e riguardano – purtroppo – prevalentemente aspetti di carattere economico, sociale e generale: il PIL, Prodotto Interno Lordo; il reddito pro-capite; il tasso di criminalità; l’aspettativa di vita; il livello di istruzione e il tasso di occupazione.

In ogni caso nel World Happiness Report del 2020 in testa alla Top 10 svettano 9 paesi europei su 10. Dal 2019, si piazza al primo posto la Finlandia, seguita da altri Paesi scandinavi come Norvegia e Danimarca. L’Italia invece, come nel 2019, si riposiziona al 36° posto.

La Finlandia si conferma quindi ancora il Paese più felice del mondo.

Questo grazie alle alte prospettive di vita e al conseguente buon umore dei più giovani.

Il governo finlandese ha infatti stanziato consistenti risorse per i giovani e per il loro futuro, ad iniziare già dall’attuazione di uno dei sistemi educativi e scolastici più efficienti d’Europa.

Quindi se in un paese in tanti sono felici, la probabilità di incontrare buona compagnia salendo su un treno, aumenta!

Anche qui nonno Teo aveva ragione ma fino a un certo punto però perché la felicità non è un luogo fisico ma una condizione dell’anima.

Può quindi aiutare emigrare in Finlandia, ma non risolve anche perché a volte l’anima soffre non solo per le proprie tristezze ma anche perché TV e social ci riempiono di tragedie altrui e ansie a ripetizione.

E allora come riempire il tempo ancora a disposizione per fare in modo che “il bilancio finale” meriti un “Oh Wow”?

Sano egoismo?

Una buona punta di “ menefreghismo” e, come dicono a Roma, “e’n vaffanculo nun ciò metti?”.

Forse.

Di certo la prima cosa da fare cambiare scompartimento se non è possibile fare scendere dal treno della propria esistenza tutti coloro che fanno solo chiasso, quelli che non si svegliano al mattino pensando a come farti sorridere, che impediscono al tuo viaggio di correre veloce e allegro, quelli che trasformano ogni cosa in una nevrosi, in un problema, in una lite, compresi gli imprenditori tristi.

Perchè essere felici e dare felicità non è un diritto ma un vero e proprio dovere.

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