Édouard Manet (parte undicesima)

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Édouard Manet (parte undicesima)

“Colazione nell’atelier”

Olio su tela 118×153 cm

Ubicazione Neue Pinakothek, Monaco

L’opera, una delle composizioni più riuscite di Manet, è stata dipinta a Boulogne-sur-Mer, sulle rive del Canale della Manica, dove Manet ha affittato una casa per una vacanza estiva.

Anche Claude Monet (vedi foto) dipinse nello stesso periodo scene di colazione, ma lo stile è diverso.

Nell’opera di Édouard Manet s’impone una sensazione di estraneità tra i personaggi, mentre nella colazione descritte da Monet spicca una sorta di cordialità e amicizia tra i soggetti del quadro.

“COLAZIONE NELL’ ATELIER”

Léon, un ragazzo che era probabilmente il figlio o figliastro di Manet, è il soggetto principale che rappresenta la fine di un pranzo.

Il giovane, in primo piano, ha una giacca di velluto nero all’ultima moda e si distacca in modo netto dalle altre due figure.

Appoggiato al tavolino incrocia le gambe e appare quasi come un ritaglio fotografico perché è l’unica figura messa a fuoco dell’opera.

A destra, sullo sfondo, sì intravede un signore intento a fumare, dallo sguardo pensieroso e riflessivo.

Una cameriera sopraggiunge recando in mano una caffettiera pronta a servire i vari personaggi con altro caffè.

Sulla tovaglia di fiandra quadrettata emerge il dettaglio del limone sbucciato, movimentato da un colore giallo squillante che viene ripreso nel cappello, nella cravatta e nel pantalone del ragazzo.

Al centro dell’immagine campeggia una tazzina di porcellana bordata d’oro.

Sul tavolo, infine, troviamo altri resti del pasto, come gusci di ostriche, appena consumato.

CONCLUDENDO:

Le pennellate di Manet sono di grande forza e i volumi sono costruiti con magistrali contrapposizioni di luci e di ombre ottenute con ampie macchie di colore.

Si presumeva che le due figure sullo sfondo fossero lo stesso Manet e sua moglie Suzanne, e questa scena di famiglia avrebbe rivelato il segreto della nascita di Léon.

Poi si scoprì che la donna era in realtà una donna di servizio e l’uomo che fumava un caro amico dell’artista.

Bruno Vergani

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