Censura e libertà

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Certamente nel regime putiniano la libertà di informazione è una realtà molto discutibile, ma dalle nostre parti la tentazione della censura non manca di certo, in alcune anime, che si ritengono democratiche, con tanto di aggettivo, a far bella mostra nel loro politico logo.

Invece, chi, pur con evidente spirito antiputiniano, si permette di esprimere opinioni discostanti dal pensiero conformistico imperante, in special modo sulle reti di Stato, viene allontanato, duramente criticato, in poche parole, censurato.

Censura del senso critico e del libero pensiero, censura della capacità di utilizzare il proprio cervello, censura dell’intelligenza in una Nazione, quale la nostra, che si fonda sulla più bella Costituzione del mondo.

Il pensiero unico-conformista è sempre foriero di malafede.

Il voler capire, il voler vederci chiaro, la volontà di trovare soluzioni, rappresenta una onesta esigenza e un diritto indiscutibile quando si vive in democrazia.

Al contrario, la negazione di pluralistici punti di vista evidenzia come in molti “cuori” trovi spazio una percentuale più o meno alta di “dittatura”: li vediamo, seduti in vari salotti televisivi, mediocri scevri da dubbi (tanto tanto pericolosi) o mediocri con la lezioncina imparata a memoria (tanto tanto penosi).

Se siamo certi di chi siano, in questa guerra, gli attuali carnefici, non è detto che non si possano individuare lati poco chiari anche nell’ambito di coloro che attualmente sono nella posizione di vittime.

Se è evidentemente chiaro il concetto che Putin abbia scatenato una tragedia, ciò non significa non poter mettere in rilievo la pochezza (termine che sintetizza molti aspetti loro riguardanti) dei Presidenti di Ucraina e Stati Uniti, per fare un esempio.

Prima di ogni altra libertà, datemi la libertà di conoscere, di esprimermi e discutere liberamente secondo coscienza.

(John Milton)

Al ruolo di fuorilegge ci sono abituata. Più si cerca di imbavagliarmi, anatemizzarmi, scomunicarmi, più disubbidisco, più mi irrobustisco.

(Oriana Fallaci)

La libertà è vera libertà per chi pensa fuori dal coro.

(Rosa Luxemburg)

Tommaso Cozzitorto

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Sono nato a Salerno, ho trascorso la mia infanzia a Sapri e vivo a Lamezia Terme dall'età di dieci anni. Laureato in Lettere moderne ad indirizzo filologico-letterario presso l'Università di Salerno con una tesi dal titolo "Cesare Beccaria e il dibattito sulla pena di morte" discussa con il prof. Valentino Gerratana. Abilitato all'insegnamento in materie letterarie, filosofia e storia, storia dell'arte, insegno Italiano, Storia e Geografia nella scuola secondaria di primo grado. Mi occupo anche di critica letteraria e di arte attraverso conferenze e presentazioni di libri. Ho scritto prefazioni a romanzi e saggi, collaboro al mensile "Lamezia e non solo" da diversi anni. Sono stato protagonista nella trasmissione televisiva Confidenze Culturali ed ho presentato la rubrica "Imagine" su Ermes TV. Per dieci anni ho curato la rassegna "DiMartedìCulturando" in un noto locale di Lamezia Terme. Ho fatto parte della Commissione Calabria "Premio la Giara" indetto dalla RAI. Ho pubblicato due libri: Palcoscenico e Along the way. Nel 2011 ho ricevuto il "Premio Anthurium" città di Lamezia Terme e successivamente il "Norman Academy" a Roma, entrambi per meriti culturali. Ho ricevuto nel dicembre scorso un riconoscimento dal Liceo Scientifico Galilei di Lamezia Terme nell'ambito del Festival della Scienza. In ambito prettamente scolastico sono stato Valutatore ed esperto in PON e POR.

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