Chi è Vittoria Cipriani?

Una volta un mio collega nonché caro amico della Rai mi disse che ero almeno 7-8 persone in una e che tutte queste “Vittorie” erano a loro modo molto interessanti.

Egli era curioso di vedere ogni giorno quale “Vittoria” incontrasse certo del fatto che con me non ci si potesse annoiare.

Ecco in genere lascio esprimere agli altri come mi percepiscono.

Tuttavia posso dire che sono di origini modeste, cresciuta in un piccolo paese della Ciociaria, Campoli Appennino per l’esattezza. Da quella terra verace e dalla mia famiglia ho appreso la lealtà, l’onestà e il rispetto nei confronti degli altri, ma anche il senso del sacrificio che mi ha portato a studiare e lavorare tanto per realizzare i miei sogni e progetti.

Si perché di sogni e progetti ne ho avuti molti, visto che sono una persona eclettica, poliedrica o multitasking come si dice oggi.

Un’innata curiosità e la sete di conoscenza mi hanno sempre spinta ed ancora oggi mi spingono a cercare nuovi stimoli e nuovi spunti e a mettermi sempre in gioco in svariati settori sopra tutti in quello artistico. La grande passione, la tenacia e la determinazione mi hanno aiutata a raggiungere molti obiettivi.

Mi sento una donna elegante di classe ma anche esuberante, ironica ed autoironica, sensibile e passionale.

Questo è quello che sono.

Quello che faccio invece è l’artista a tutto tondo.

Da moltissimi anni mi occupo montaggio audio-video in Rai. Attualmente lavoro al Tg2 e Tg2 Medicina 33, ma ho lavorato per importanti produzioni cinematografiche come la Filmauro, per Cinecittà per l’Istituto Luce, in qualità di montatrice, regista, documentarista e trailerista. Ho vinto un premio al New York Festival con uno spot Tv per il canale Adventure one di Fox.  Attrice soprattutto di teatro, cantante, ballerina.

Che bambina eri?

… Aspetti, chiamo mamma e glielo chiedo…

…Una bambina, cresciuta come si usava nei paesi in una grande famiglia dove c’erano i genitori, sorella, cugini, zii e nonni, tutti uniti e sempre insieme.

Si giocava all’aperto, si andava a scuola a piedi e solo tra alunni, si usciva senza il timore di pericoli insomma una bambina serena, allegra, studiosa ma soprattutto esuberante e vulcanica….Questo non è cambiato!

Il primo ricordo che ti viene in mente da bambina qual è?

Mia madre ci teneva molto alla pulizia e all’ordine. Se mi macchiavo il vestito subito mi doveva cambiare.  Avendo io capito questo, andavo a giocare un attimo e volutamente mi sporcavo, tornavo a casa e mamma mi metteva un altro abitino ed ancora uscivo, mi sporcavo e mi cambiavo. Insomma alla fine della giornata avevo fatto la mia bella sfilata di moda praticamente.

Credo che già da allora avessi la consapevolezza del mio essere “sciantosa”.

…E anche questo non è cambiato…

Le lascio immaginare però cosa è accaduto quando mamma ha capito il mio gioco visto che era lei a lavare e stirare!

La tua famiglia ti è stata vicina nelle scelte professionali?

Insisto sempre nel dire che vivevo in un piccolo centro e a quei tempi le donne dovevano pensare ad accasarsi più che a studiare e a lavorare.

I miei genitori in questo sono invece stati lungimiranti, hanno fatto molti sacrifici per farmi studiare, addirittura mi fecero iniziare dei corsi di lingua inglese alle elementari, cosa inusuale allora, e nel mio paese.

Puntavano ad una laurea tipo che so… Economia e Commercio, una di quelle che andava per la maggiore ai miei tempi.

Finito il liceo scientifico andai all’Università a Roma, facoltà di Fisica ma presto vinsi una borsa di studio in una famosa Accademia di Teatro per diventare attrice e lasciai l’Università.

I miei ci rimasero male. Non è stato facile per loro accettare che io intraprendessi una carriera artistica, era un mondo che non conoscevano, che non conoscevamo che non ci apparteneva.

I ragazzi di oggi sono più fortunati in questo, grazie ai media hanno più informazioni del settore ed i genitori che li spalleggiano. I miei ci sono sempre stati, questo si, ma con qualche rammarico almeno fin quando poi parallelamente alla carriera di attrice ho iniziato quella di montaggio e sono entrata in Rai.

Quando hai scoperto la tua vena artistica?

Le rispondo con un aneddoto.

Diversi anni fa, ero appunto nella mia terra di origine ed incontro la mia maestra delle elementari. Mi riconosce e mi chiede che cosa facessi nella vita. Le rispondo che ero un’attrice, regista e lavoravo in Rai nel montaggio audio-video.

E lei: “ E certo!.. Non avevo dubbi. Cosa potevi fare se non questo?!

Io rimasi un attimo attonita nel realizzare che lei avesse da sempre colto questa mia indole.

In effetti  in classe, io ero quella che scrivevo le sceneggiature tratte da testi o favole, facevo i provini ai miei compagni, assegnavo le parti, recitavo e facevo la regia delle “recite” a scuola. Diciamo che ho sempre avuto questa vena artistica ma da bambina non immaginavo minimamente dove mi potesse portare. La mia maestra invece si.

Non è comune vedere una donna al montaggio e alla regia televisiva, hai avuto problemi con i colleghi?

No, e soprattutto non in Rai dove tra l’altro ci sono tante colleghe donne. Certo sempre in numero inferiore rispetto agli uomini, ma questo vale ancora per molti settori lavorativi purtroppo.

Qualche episodio spiacevole mi è capitato nel cinema. Dei colleghi uomini mi attaccarono perché allora sono stata una delle prime ad usare i sistemi e programmi di montaggio non lineare, Avid in particolare. Si montava in pellicola ed io usavo già il computer. Mi temevano, perchè non avevano voglia o l’umiltà di imparare un nuovo sistema che avrebbe rivoluzionato tutto un processo produttivo. Oggi con il digitale nessuno più lavora con la pellicola. Io ero avanti ma mi volevano far sentire il peso di un cambiamento che era inesorabile e a cui bisognava adattarsi. Ovviamente io sono andata avanti nella mia strada, ma ho dovuto lottare e fare muro.

Vittoria, tu canti, reciti, balli hai un curriculum di tutto rispetto, qual è la cosa che ti piace fare di più?

Faccio l’attrice da molti più anni e parallelamente al lavoro di montaggio e regia.

Durante il corso di studi nell’Accademia di teatro ovviamente c’erano le lezioni di canto e danza. Da grande avendo anche più possibilità economiche ho approfondito tango argentino e recentemente ho ripreso a studiare canto a livello più professionale ed ho messo su un duo acustico chitarra e voce.

Ecco diciamo che la recitazione ed il canto sono le arti che preferisco ma se dovessi proprio fare una scelta direi forse che la musica è dentro di me  dentro le cellule sotto forma di emozione ancestrale, primordiale. Ma credo che lo sia in tutti noi.

“GIOVANNI PAOLO II, UN PAPA VERSO LA SANTITÁ”, ci parli di questo lavoro? 

Una collezione di 7 dvd realizzati per Rai Trade, Rai Vaticano e gruppo RCS pubblicati con la Gazzetta dello Sport.

E’ stato un lavoro di mesi, una raccolta e riedizione di pezzi realizzati nel corso di 25 anni di pontificato di Karol Wojtyla con l’aggiunta di contenuti extra. Tradotto in 9 lingue.

Il promo di presentazione della collana, è stato proiettatto più volte in aula Paolo VI tra l’altro anche in occasione della beatificazione di G.P.II. Non lo dico per vantarmi ma perché sono contenta e fiera di aver dato un piccolo contributo in onore al processo di Santificazione di questo grande Papa.

Un lavorone davvero intenso e faticoso, ma uno dei più gratificanti soprattutto a livello umano.

Realizzare questa collezione è stato per me come ricostruire un puzzle, come rimettere in ordine le pagine di un libro strappato per poi rileggerlo dall’inizio alla fine ed avere una visione unitaria, la sintesi finale e comprendere il senso più profondo del pontificato di un Papa che ha lottato per la giustizia nel mondo, che ha viaggiato per portare la parola di Dio fino agli estremi confini del mondo, il suo essere uomo prima che Papa, la sua sofferenza, la sua vita dedicata a Maria, il Papa del perdono, del dialogo interreligioso, il Papa dei bambini, dei giovani, delle donne, il Papa che ha gridato di non aver paura. Questa visione totale mi ha fatto apprezzare ancora di più Karol Wojtyla e mi ha legata in qualche modo in maniera forte a lui. Lo sento molto presente nella mia vita ora.

Quando ho realizzato i dvd non avevo poi tutta questa fede.

Che rapporto ha Vittoria con la fede?

Ero una non credente e sono una convertita.

Sono stata colpita per ben due volte dal cancro. Mi sono sottoposta a terapie molto dure. Si va bene, la bravura dei medici che mi hanno seguita, l’efficacia dei farmaci ma il mio quadro clinico non faceva affatto ben sperare in una risoluzione positiva della malattia.

Io non essendo credente, non ho cercato aiuto in Dio ma è stato Egli a cercarmi tramite Colui che è sempre al suo cospetto ovvero l’Arcangelo Michele, attraverso la serva di dio Francesca Lancellotti. Ho ricevuto una grazia di guarigione.

Io dico che quando incontri Dio, hai due possibilità. Fai finta di non vederlo e continui sulla tua strada, Egli ci resta male ma ti amerà comunque in quanto Suo figlio, oppure Lo segui e vai sulla Sua  strada, quella piccola stretta, difficile ma la più bella e gratificante.

Quando parlo di questa cosa sono consapevole che molte persone mi rideranno in faccia, oggi si crede poco ma io non mi scompongo. Il minimo che possa fare per ringraziare della grazia di guarigione ricevuta è  testimoniare l’accaduto sia con le parole ma soprattutto con  la mia vita. Qualcuno riderà, qualcun’altro resterà a pensare e qualcun’altro ancora vorrà credere ed avere fede e si unirà all’esercito dell’Arcangelo Michele.

Ecco ora sono una fervente credente e praticante. Ho fede si, tanta, è cresciuta man mano, non è una cosa che ti arriva così, bisogna nutrirla ogni giorno come tutte le cose belle della vita, bisogna custodirla dagli attacchi di ogni giorno. Io ci sto provando con l’aiuto di Dio, di Maria e l’Arcangelo Michele.

Progetti per il futuro?

Per rimanere in tema di fede dovrei dire quello che Dio vorrà!

Certo con il problema del covid, si fa fatica a programmare il futuro soprattutto nel settore artistico. Io spero e prego affinchè la pandemia passi presto. Una cosa è certa, la prima cosa che farò è abbracciare tutti quelli che non ho più potuto abbracciare poi riprenderò i progetti teatrali lasciati in sospeso e sto pensando ad un documentario fatto di mini filmati per web ma non voglio anticipare più di tanto.

Aspettiamo tempi migliori…

Un abbraccio anche a lei Angela e ai lettori di ScrepMagazine.

https://www.youtube.com/channel/UCDPW9YRwJh66VePQn5kLzKg

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome qui