Cataleya e gli altri bambini scomparsi

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Il giorno che ho scoperto di aspettare la mia prima figlia, è stato uno dei più importanti della mia vita, uno di quelli che una donna non dimentica.

Avevo compiuto da poco 21 anni, ero praticamente una bambina che aspettava un figlio e dopo la gioia iniziale durata qualche giorno, ecco che sono iniziati per me dubbi e paure.

L’illusione della felicità è così durata poco, perché quando stai per diventare mamma, ti rendi conto che con le ansie e le paure dovrai imparare a conviverci sempre.

E perchè da quel momento cambia il modo di pensare, non dovrai più pensare solo per te stessa ma principalmente per un figlio.

E sarà sempre così.

Iniziano gli attacchi d’ansia per ogni cosa, tipo a quando avrà la prima febbre, i primi vaccini da fare già a tre mesi e poi la paura che possa capitare qualcosa da un momento all’altro.

E questo anche se le candeline sulla sua torta di compleanno saranno 30, 40 o più. Insomma si entra in un tunnel senza fine.

Ma è anche vero che non si può far crescere i bambini sotto una campana di vetro, né tantomeno trasmettere loro le nostre ansie.

È necessario che loro vivano, facciano esperienze e si stacchino da noi per crescere e rendersi indipendenti.

Il terrore più grande, l’incubo che vive ogni mamma è anche quello che il proprio bambino scompaia nel nulla all’improvviso, mentre per un attimo si volge lo sguardo altrove.

E purtroppo capita non solo nei film o nelle favole che il bambino si perda tra la folla, al supermercato o durante un gioco in un parco… C’era una volta un orco che rapì un bambino

E sì, tutte le storie di scomparsa di bambini iniziano così.

La scomparsa della piccola Cataleya Alvarez, conosciuta da tutti noi come Kata, ha scosso non solo la città di Firenze ma tutta Italia. La bambina che ha cinque anni è scomparsa lasciando una famiglia disperata e una comunità in ansia.

Cataleya, di origine peruviana, è stata vista per l’ultima volta intorno alle 13 nel cortile sotto la sua casa. Indossava una maglietta bianca e pantaloni lunghi rosa al momento della sua sparizione. Sin da subito, la madre si è lanciata personalmente nella ricerca della figlia, affiancata dalle autorità locali, compresi i carabinieri e i vigili del fuoco, che non hanno risparmiato sforzi nel coordinare le ricerche, sperando di ottenere qualche indizio prezioso nella ricerca della bambina.

Le forze dell’ordine hanno dedicato per giorni, diverse ore all’esplorazione dello stabile, tuttavia, finora non sono emersi indizi significativi riguardanti la sorte di Cataleya. L’angoscia e la preoccupazione crescono di ora in ora mentre la speranza di un rapido ritrovamento  si affievolisce.

Secondo le informazioni raccolte, la piccola Kataleya si trovava nell’edificio occupato che un tempo era l’Hotel Astor, insieme a sua madre. Proprio come spesso accadeva quando la madre era al lavoro, la bambina era a casa dello zio, intenta a giocare con un cuginetto con il quale avrebbe poi avuto un litigio. Lo zio ha riferito che la bambina è scesa a casa sua, ma da quel momento non si ha più traccia di lei.

È stata la madre a dare l’allarme quando, al suo rientro dal lavoro, ha scoperto che la figlia non era presente. Oltre alla mobilitazione delle forze dell’ordine, anche la comunità peruviana di Firenze ha partecipato attivamente alle ricerche, dimostrando una solidarietà senza pari.

I social media e WhatsApp si sono rapidamente riempiti di appelli per trovare la piccola Kataleya.

Quindi se la piccola Kata non è all’interno dell’ex hotel bisogna capire come è stata portata via e da chi.  E che sia stata portata via è un’ipotesi alla quale ormai tutti danno credito. E mentre passano i giorni, tutti noi ripensiamo al caso della scomparsa di Denise Pipitone, si indaga come allora nelle persone vicine alla famiglia, ma senza certezza di un movente certo.

Dal 1974 sono spariti più di 3000 minori italiani.

Senza saperne più nulla, senza che la vicenda sia terminata, in modo lieto o no.
Sono storie che hanno la stessa trama, i bambini giocavano e all’improvviso sono spariti.

Che cosa sia successo nessuno lo sa.

Vengono considerate diverse ipotesi, si fanno indagini che spesso non portano da nessuna parte. E sono davvero tanti i bambini che non sono più tornati a casa, spariti chissà come e finiti chissà dove.

Di molti ricordiamo i loro nomi, perché i giornali e le tivvú ne hanno dato notizia per mesi, e in alcuni casi per anni.

Alcuni nomi e volti li ricordiamo di più, ad esempio quello della piccola Denise Pipitone, per la quale le speranze si riaccendono, ogni volta, dopo segnalazioni vere o false.

Questo è sicuramente il caso più noto, almeno attualmente.

Ma tutte le vicende di scomparsa hanno calamitato l’attenzione di milioni di italiani, grazie alla trattazione nei media, ad esempio la prima storica trasmissione che si occupò dell’argomento fu “Chi l’ha visto?” e poi via via tutte le altre.

I nomi di bambini scomparsi che ricordo di più sono quelli, oltre a quello di Denise, i nomi di Santina Renda, Angela Celentano, Mauro Romano, Madeleine McCann la bimba inglese sparita mentre era in vacanza in Portogallo.
Santina Renda, scompare a Palermo nel marzo del 1990, la piccola aveva sei anni quando sparì.

Il giorno della scomparsa la ragazzina stava giocando con alcuni bambini fra le palazzine che costellano il rione Cep.

Con lei ci sono alcuni amici e la sorellina Francesca.

A un certo punto Santina scompare nel nulla.

Genitori, familiari e conoscenti la cercano per ore.

E iniziano a tenere che sia accaduto qualcosa di brutto, una disgrazia.

In pochi vengono sfiorati dall’idea di un rapimento.

Scatta l’allarme e si parla di un’auto di grossa cilindrata, a bordo della quale ci sarebbero stati un uomo e una donna.

Del caso s’interessa “Chi l’ha visto?” all’epoca condotto da Donatella Raffai.

Le piste sono anche qui diverse.

Quella dei trafficanti di organi e il rapimento da parte dei Rom, già all’epoca fra i capri espiatori più “gettonati”, ma la bimba non viene più ritrovata.

E ancora, chi non ricorda la piccola Angela Celentano scomparsa mentre giocava con un gruppo di bimbi, parenti e amici durante una gita sul Monte Faito e mai più trovata? Alcune labili tracce portavano in Argentina, che fosse stata rapita e rivenduta e quindi cresciuta in una famiglia benestante.

Questa storia invece non la ricordo, quella di Sandra Sandri fatta sparire dagli “orchi” dopo aver abusato di lei.

Non la ricordo perchè tutto inizia il 7 aprile del 1975, io ero appena dodicenne. La ragazzina di undici anni scomparve a Bologna, vittima di una rete di pedofili, il suo corpo non venne mai ritrovato. Quel giorno Sandra e la madre, escono di casa per prendere l’autobus in una via vicino casa, per raggiungere il centro città. E’ una brutta giornata e piove tantissimo, a dirotto.

Sandra frequenta la scuola media mentre la madre deve recarsi al lavoro. Le due donne, dopo aver preso un altro autobus insieme, si salutano ma Marisa non rivedrà più sua figlia. Mancano 100 metri all’ingresso della scuola ma la ragazza non vi arriverà mai.

Per chi conduce le indagini la soluzione del giallo è chiara, una fuga d’amore.

Ma non è così. Alessandra, la bambina, non è scappata ma è vittima di un giro di pedofili che dopo aver abusato di lei, come di altre ragazzine della zona, probabilmente l’ha fatta scomparire.

Ma sono più di quarant’anni di buio per i bambini spariti e mai più ricomparsi, bambini finiti in un oblio senza sogni, giochi, abbracci da chi li ama. Un buco nero dove nessuno forse li ha cercati abbastanza o in alcuni casi per niente.

Perché di alcuni non si è fatta nemmeno denuncia, perché figli di un dio minore.

In questo modo i bambini spariti, sono diventati degli adulti invisibili. E da un paio di giorni si è tornati a parlare del caso di un bimbo scomparso nel 1977, del piccolo Mauro Romano, un bambino rapito in Puglia nel 1977 potrebbe essere Mohammed Al Habtoor, uno degli sceicchi più ricchi al mondo. È quanto sostiene la madre di Mauro Romano, il bambino mai più ritrovato.

E la mamma di Mauro, è convinta che il 52enne Mohammed Al Habtoor, figlio dello sceicco Khalaf Al Habtoor, uno degli uomini più ricchi degli Emirati Arabi Uniti, sia in realtà il suo bambino.

L’età coincide e, anche se è difficile stabilire la somiglianza tra un uomo di 52 anni ed un bambino di sei, la donna ha notato due particolari molto importanti:

«Ho visto le foto dello sceicco e ho riconosciuto due cicatrici: una sul sopracciglio e una sulla mano destra, che si procurò con un ferro da stiro. Sono particolari che non possono essere soltanto delle coincidenze. Siamo pronti a partire per Dubai, ma non possiamo andarci da soli. Siamo arrivati fin dove ci è stato consentito».

Mauro, secondo le ipotesi investigative sarebbe stato rapito da un amico di famiglia che chiamava zio, il quale lo avrebbe poi consegnato a due persone la cui identità non è stata mai scoperta.

Come finirà la vicenda?

Se fosse vero ciò che afferma la mamma di Mauro, ci sarebbe stato un lieto fine dopo il rapimento e sarebbe un miracolo.

Arrivare in una famiglia così importante non è per tutti… Scopriremo la verità?
Non credo…ma me lo auguro.

Angela Amendola

Clicca il link qui sotto per leggere il mio articolo precedente:

Basta Yulin! Fermiamo il massacro

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