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Carlo Carrà (parte seconda)

CARLO CARRÀ (terza e ultima parte)

“Capanni sul mare”

Olio su tela cm 63×44.

Torino, Galleria Civica d’Arte Moderna.

Dal 1926 in poi Carrà dipinge luoghi luminosi e solitari, sopratutto marine toscane.

Le realizza a Forte dei Marmi, dove ci abiterà a lungo, iniziando a diffondere la sua nuova pittura con la conplicità e l’incanto di un territorio come quello della Versilia.

Spiagge deserte, il mare della Toscana ed i capanmi abbandonati diventano un “racconto” lirico e tema prediletto di Carrà in questo felicissimo e fertilissimo periodo.

“CAPANNI SUL MARE”

“Capanni sul mare” è un dipinto del 1927.

Realizzato in formato rettangolare, come una inquadratura fotografica, permette di suggerire l’atmosfera marina e gli eventi atmosferici in corso.

I contrasti dei colori azzurri e blu all’orizzonte, e i due capanni costruiti sulla spiaggia che si affacciano sul mare, concorrono nel definire forme essenziali e riconoscibili.

La luce proviene da sinistra e mette in risalto i volumi geometrici dei capanni.

Le piccole case di legno sono bianche e sono coperte da un tetto spiovente rosso.

I capanni occupano la metà della tela destra, mentre a sinistra la spiaggia lascia il posto al mare.

Sempre sulla sinistra, ma in ombra, si intravede il retro di un altro capanno.

Inoltre, quasi la metà superiore è occupata dal cielo ingombro di nubi bianche, quella inferiore, invece dalla spiaggia.

Sul fondo, le onde si infrangono sul bagnasciuga e la linea del mare coincide con l’orizzonte attraverso forti contrasti fra i colori

Anche il rosso dei tetti, il bianco della muratura e l’ ocra della sabbia hanno un forte contrasto cromatico e un tono dominante.

L’opera di Carrà è in bilico tra una rappresentazione reale del paesaggio e la sua astrazione.

Ammiriamo nell’opera una veduta semplicissima, ma s’intuisce che il dipinto è stato iniziato ‘en plein aire’ e poi terminato con cura in studio, incrociando sentimenti e struttura.

Vi si trovano infatti un grande equilibrio formale, raggiunto con l’applicazione di forza comunicativa.

Carrà terminò l’opera utilizzando la sovrapposizione tra i due capanni e la loro diminuzione dimensionale per suggerire la profondità prospettica.

CONCLUDENDO:

Il dipinto è articolato su linee orizzontali e verticali.

L’intento del maestro è quello di semplificare il paesaggio attraverso un linguaggio di forme geometriche armonizzate tra di loro.

In aggiunta, anche se la composizione è semplice e di volumi elementari, Carrà sottolinea il carattere poetico della composizione.

Bruno Vergani

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