Caratteri psicologici ne “I Promessi Sposi”

123545

Dico spesso ai miei alunni, agli amici interessati, in alcuni incontri culturali che una delle caratteristiche più affascinanti de “I Promessi Sposi” di Alessandro Manzoni è la costruzione psicologica dei personaggi, non solo quelli principali ma tutti gli altri che si incontrano nel romanzo.

Come non considerare dei capolavori i tratti psicologici della Monaca di Monza e dell’Innominato, oppure la coerenza caratteriale di Don Abbondio. Ma ciò che colpisce è la straordinaria bravura dello scrittore a sottolineare la psicologia anche di figure che rappresentano nell’ economia dell’opera niente più che comparse.

Per esempio la madre, il padre e il bambino che incontriamo durante l’episodio dell’assalto ai forni, carichi di pani e farina: in poche righe il Manzoni delinea il carattere di ognuno dei tre; e cosa dire della meschinità psichica del padre di Geltrude, delle illusioni di Don Ferrante e delle poco illuminate e distorte convinzioni di sua moglie, donna Prassede.

A mio parere il parterre caratteriale e psicologico del romanzo manzoniano rappresenta un palcoscenico sociale universale e senza tempo. Da questo punto di vista un precedente letterario lo possiamo riscontrare nel “Decameron” di Boccaccio e nella scrittura del personaggio della Pisana, protagonista del romanzo “Le confessioni di un italiano” di Ippolito Nievo, per restare nell’ambito della letteratura italiana.

Mai come in questi giorni, in cui “il regime” attualmente al potere vuole realizzare una società di mediocri acritici impauriti e di conseguenza sottomessi, questi capolavori possono rappresentare una speranza e un invito al risveglio intellettuale e morale.

Tommaso Cozzitorto

Previous articleLettera a Willy Montero Duarte
Next article“Settembre” di T. Nechita
Sono nato a Salerno, ho trascorso la mia infanzia a Sapri e vivo a Lamezia Terme dall'età di dieci anni. Laureato in Lettere moderne ad indirizzo filologico-letterario presso l'Università di Salerno con una tesi dal titolo "Cesare Beccaria e il dibattito sulla pena di morte" discussa con il prof. Valentino Gerratana. Abilitato all'insegnamento in materie letterarie, filosofia e storia, storia dell'arte, insegno Italiano, Storia e Geografia nella scuola secondaria di primo grado. Mi occupo anche di critica letteraria e di arte attraverso conferenze e presentazioni di libri. Ho scritto prefazioni a romanzi e saggi, collaboro al mensile "Lamezia e non solo" da diversi anni. Sono stato protagonista nella trasmissione televisiva Confidenze Culturali ed ho presentato la rubrica "Imagine" su Ermes TV. Per dieci anni ho curato la rassegna "DiMartedìCulturando" in un noto locale di Lamezia Terme. Ho fatto parte della Commissione Calabria "Premio la Giara" indetto dalla RAI. Ho pubblicato due libri: Palcoscenico e Along the way. Nel 2011 ho ricevuto il "Premio Anthurium" città di Lamezia Terme e successivamente il "Norman Academy" a Roma, entrambi per meriti culturali. Ho ricevuto nel dicembre scorso un riconoscimento dal Liceo Scientifico Galilei di Lamezia Terme nell'ambito del Festival della Scienza. In ambito prettamente scolastico sono stato Valutatore ed esperto in PON e POR.

1 COMMENT

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here