AMEDEO MODIGLIANI (parte prima)
“Alice” olio su tela, 78 × 39 cm,
Galleria Nazionale di Copenaghen.

Modigliani, pittore, disegnatore e scultore, nasce a Livorno nel 1884, da padre Flaminio, commerciante di legname e carbone, e di mamma Eugenia, entrambi di tradizione israelitica.

Modigliani era il quarto e ultimo figlio della famiglia che apparteneva alla borghesia ebraica della città.

La madre, donna coltissima, fu la sua prima insegnante sino ai dieci anni di vita.

A soli 14 anni lo sprona a prendere lezioni di pittura sotto la guida di Guglielmo Micheli, noto pittore “macchiaiolo”.

Ma sin da bambino è afflitto da gravi problemi di salute, malattia che lo perseguiterà per tutta la sua esistenza.

Modigliani, quindi, si formò nella tradizione dei “macchiaioli” toscani, verso cui dimostrò una evidente quanto straordinaria predisposizione.

Dopo varie esperienze pittoriche si iscrive alla scuola di nudo di Giovanni Fattori, molto in auge allora.

Ma un breve soggiorno a Venezia, dove frequenta l’ istituto di Belle Arti, lo mise in contatto con Munch, Toulouse-Lautrec e Klimt, tramite le loro opere esposte alla Biennale.

Nel 1906 Modigliani si trasferisce a Parigi, capitale dell’arte di allora e centro culturale d’avanguardia, affittando uno studio a Mont-Martre.

Frequenta i migliori locali e diventa intimo amico di molti artisti ebrei come lui, Brancusi, Kisling e Chagall.

Ma non riesce a emergere nonostante la conoscenza di molti pittori e galleristi.

Trova sfogo, per un breve periodo di tempo in un’altra sua grande passione, la scultura, anch’essa di enorme fascino, ma è costretto ad abbandonarla ben presto a causa dell’ acuirsi dei suoi problemi respiratori per la polvere dei materiali sia in pietra sia in legno.

Nel 1914 conosce la poetessa e scrittrice inglese Beatrice Hastings che lo inizia alla droga e all’alcol con cui vive una relazione tempestosa e destinata a svanire in soli due anni.

Nell’aprile del 1917 incontra Jeanne Hèbuterne, la donna della sua vita, i due vanno a vivere insieme in una sorta di bohème abbandonata a ogni dissipazione.

Nel dicembre 1917 tiene la prima personale alla Galleria Weill ma i nudi femminili esposti, ritenuti osceni, fanno talmente scandalo che la questura ne decide immediatamente il ritiro.

Malinconico, causa anche per il suo ormai stile di vita, annega il dolore in fiumi di alcol e droghe, ma ha il temperamento necessario di non cambiare stile, insistendo su due soli soggetti, nudi femminili e ritratti stilistici di grande bellezza compositiva.

Sicuramente Modigliani avrà cercato la follia negli eccessi, ma alla fine sono i quadri a dover essere giudicati, e proprio questi identificano il pittore come uno dei più importanti del Novecento, sicuramente unico, geniale.

“ALICE”

Seduta, in posa con i suoi grandi occhi a mandorla, Alice è una ragazza vestita con un semplice vestito blu.

È seduta in silenzio e guarda noi spettatori raccontandoci il suo “vissuto”.

Il viso, con il collo allungato, caratteristica delle maschere africane che l’artista adorava, al pari di Picasso, è incorniciato da capelli scuri.

Le proporzioni, volutamente sbagliate, sono lontane dagli ideali classici ma non rovinano affatto il suo aspetto.

La gamma di colori, dal blu alle terre, creano un forte contrasto al dipinto.

In questo famosissimo ritratto si nota la sua grande ammirazione per Cezanne, sopratutto nella composizione e nella solidità della figura.

PER CONCLUDERE:

Artista anticonformista e solitario, Modigliani non amava dipingere “en plein air” ma preferiva dedicarsi alla pittura in solitudine nel suo studio, riuscendo ad elaborare uno stile inconfondibile e realizzando figure stilizzate, distante dalla moda del periodo.

Ma la salute di “Modi‘, come lo soprannominavano gli artisti francesi, tornato a Parigi dopo un soggiorno in Costa Azzurra, peggiora di giorno in giorno.

Muore il venti gennaio 1920 di meningite tubercolare.

Al funerale partecipano tutti gli artisti di Parigi che, in poche ore, raccolgono fondi per pagare le esequie.

Il giorno dopo Jeanne Hèbuterne, distrutta dal dolore e incinta di otto mesi, si uccide lanciandosi dalla finestra del quinto piano nel palazzo dei genitori.

Il cimitero di Pere Lachaise accoglie, uno accanto all’altra, i protagonisti di un amore travolgente e disperato.

Bruno Vergani

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