La sera dopo il TG su RAI Uno, la RAI ormai da anni, nei mesi estivi manda il programma Techetecheté, uno di quei  programmi preserali molto seguiti da chi non ha certo 20 anni ma qualcuno in più.

Sono filmati perlopiù musicali, con artisti dimenticati e non.

Tra gli artisti musicali rimasti in auge, un posto lo occupa Julio Iglesias e le sue canzoni evergreen.

Se mi lasci non vale” è un classico della musica italiana ed internazionale.

Scritta nel 1976 da Luciano Rossi, la canzone, viene affidata alla voce passionale di Julio Iglesias e in poco tempo fa il giro del mondo rimanendo ancora oggi tra i brani più rappresentativi dell’artista.

Il testo parla di una donna ferita da un tradimento che decide di mettere alla porta, di mandare via il suo partner.

L’uomo, invece, mostrando una visione maschilista del tradimento crede che l’abbandono sia un prezzo troppo alto da pagare per un gesto che a suo dire, non grave.

Il protagonista, quindi, rimarca la sua teoria un po’ offensiva per le donne con il verso “…se un uomo tradisce, tradisce a metà…” e giustifica l’affermazione con alibi riguardando la durata dell’episodio, “…5 minuti…“, e con la consapevolezza che la donna comunque è sempre disponibile al perdono che si evince dal verso “…ma quello che conta tra il dire e il fare… è saper andar via ma saper ritornare…“.

https://www.youtube.com/watch?v=S1LbelZcqEw

Questo aspetto maschilista, però, non ha penalizzato il successo di un brano divenuto un classico senza tempo grazie all’interpretazione di Iglesias, un vero latin lover anche nella vita cui il testo cade a pennello, ma anche per la sonorità orecchiabile da discomusic.

Tante sono state le cover e le citazioni anche in chiave cinematografica come nel film “La patata bollente” con Renato Pozzetto del 1979 .

Un brano che nonostant

e questa pecca testuale continua ad essere cantata e suonata in tutto il mondo non perdendo mai la sua trascinante forza che forse, al di là di tutto, è proprio la chiave principale del suo successo.

Ma chi è stato davvero il cantante madrileno?

Chi è Julio Iglesias, il più noto cantante spagnolo?

Era un playboy, un Casanova che seduceva le donne e per appagare i suoi istinti sessuali usava anche le droghe?

È quello che viene fuori dall’autobiografia che Vaitiare Hirshon, una delle giovani amanti di Iglesias, ha pubblicato.

Muñeca de trapo, ossia «Bambola di pezza» questo è il titolo.

Il giocattolo per il Kamasutra, era lei, filippina di appena diciassette anni, quando conobbe il Rodolfo Valentino spagnolo. che di anni invece ne aveva 38.

La bollente love story iniziò nel 1982, quando Iglesias, bellissimo, era già all’apice di una carriera che gli ha fatto vendere 350 milioni di dischi in tutto il mondo.

Il cantante è nelle Filippine per girare un video.

E la musa prescelta è Vaitiare, alta solo 1 un metro e 63 ma con una dote che impressiona il navigato seduttore che già dal primo incontro, la tenta con la marijuana.

Vaitaire, che aveva già provato la cocaina e che era fidanzata, resiste.

Inutile dire che la Venere cede il giorno in cui compie 18 anni.

«Prima mi offrì la “neve”, poi facemmo l’amore», racconta l’ex amante che oggi vive a Miami.

Iglesias ha una passione segreta, andare a letto con due donne contemporaneamente, è questo che afferma la giovane.

Per la maggioranza degli uomini è una fantasia, ma Julio poteva renderla concreta perché era al top della popolarità e incantava tutte le donne.

Ma c’è di più. Ogni notte una donna diversa a letto. Erano come quelle che piacciono a lui, con i seni grandi e disposte a qualsiasi cosa, ricorda la pettegolissima ex.

La storia durò sei anni. Lei si vendica dopo quasi vent’anni con questo libro al cianuro.

Angela Amendola

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