“a tu per tu con…” Silvia Cassetta e la sua Danzasìa

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Silvia Cassetta e la sua Danzasìa

E la domanda nasce spontanea: cos’è “Danzasìa”?
Mi viene incontro l’architetto e danzatrice, specializzanda in Coreografia all’Accademia Nazionale di Danza a Roma, Silvia Cassetta, autrice del termine Danzasìa.

Il primo primo progetto andò in scena due anni fa in Puglia con l’intento di “far muovere il corpo al suono dalle parole”, oltre che dalla musica.

Ora l’idea e il progetto sono cresciuti e si avvalgono anche di un Team di produzione, che ha curato l’evento in programma il 25 luglio prossimo presso la “Casa Cava” di Matera.


Cassetta – E’ il connubio tra danza e poesia, un invito ad esplorare il movimento sul suono diretto di testi particolarmente evocativi, che, dopo varie ricerche, ha visto l’interesse rivolgersi a delle composizioni di Giuseppe Lopeduso, dedicate al fluire e alla natura.

Fiore – I tuoi movimenti da cos’altro troveranno ispirazione?
Cassetta – Il mio movimento sarà indotto dalla prassi dell’improvvisazione e da frasi coreografiche connesse alle parole che seguiranno liberamente il ritmo e la voce dell’ attrice Teresa Alberga.
Caratterizzanti saranno i suoni naturali e i suoni elettronici, curati dalla musicista Andrea Silvia Giordano, per percepire vento e odori di una Terra, piena di contrasti, dove danzare resta una scelta non solo poetica ma catartica.
Infatti tra la roccia dei Sassi di Matera, il vetro e le antiche memorie della Casa Cava, la danza, ne sono certa, rivelerà connessioni inesplorate…

Fiore – E’ un andare alla ricerca di una essenza, e forse della vera essenza della danza?
Cassetta – Assolutamente sì. E per questo il senso del testo non sarà narrativo, ma vorrà esprimere il mistero del flusso universale che ci guida, lasciando alle parole il compito di cullarci e sospenderci… con la mia danza spero di offrire al pubblico una leggerezza e al tempo stesso un invito introspettivo, che lasci dubbi di elevazione piuttosto che certezze colme di limiti.

Fiore – Mi daresti qualche altro particolare sull’evento?
Cassetta – A rendere più potente il contrasto tra l’antica roccia scavata di Matera e la danza ideata, saranno le videoproiezioni multiple in interazione con me sulla superficie hi-tech del pavimento in vetro, in coerenza con il mio “Artistic Statement”, in cui anche la luce avrà un ruolo fondamentale, sia come interpretazione dello spazio che come ‘materiale’ con cui danzare.

Fiore – Un passo indietro…
Cassetta – Dimmi…

Fiore – “Il corpo è la mia matita” è il tuo imprimatur più significativo, è la tua frase che chiarisce come per te la danza sia un’esigenza espressiva e compositiva, come tuo percorso è una riflessione continua sulle forme, uno studio di luci ed ombre, come la tua ricerca è la voglia di non affrontare più l’ombra come il buio di se stessi… ma di provare a giocarci e a muoversi con lei, in un respiro di rinascita continua.
Cassetta – Sì ed è il motivo per cui da vari anni svolgo ricerca sul tema “DanzaèArchitettura” e creo nuovi progetti con disegni e prototipi sulla relazione tra le forme da me ideate e i movimenti corporei studiati e danzati.
La Danza altro non è che l’Architettura del corpo: nei miei progetti auspico la sintesi, tra corpo, danza e architettura, poiché l’integrazione tra queste due discipline è il cuore pulsante della mia ricerca artistica che ha bisogno, per evolversi verso l’oltre, di nuovi passi di danza, di confrontarsi e rapportarsi in continuazione con artisti innovativi e vocalità eteree in spazi non ancora contaminati da mode, discorsi stantii e ormai obsoleti.

Fiore – Ecco perché lo spazio della “Casa Cava” di questo tuo spettacolo ad ingresso libero in allestimento per il 25 p.v.

Cassetta – …sì, ma anche per celebrare la rinascita artistica del momento attuale dopo il buio imposto dal COVID-19 con le sue restrizioni e i suoi lockdown e continuare il percorso di valorizzazione di un sito straordinario che è l’unico centro culturale ipogeo del mondo, simbolo della storia di Matera e della sua rinascita culturale.

“Casa Cava” è un centro di cultura polivalente interamente scavato nella roccia, un affascinante complesso rupestre situato nel Sasso Barisano di fianco alla chiesa rupestre di San Pietro Barisano, il cui corpo centrale è formato da una cava a pozzo, un particolare sistema per estrarre la pietra per le costruzioni, tra l’altro tipologia molto rara a Matera in cui si prediligevano scavi a cielo aperto.

Secondo gli studiosi il periodo di utilizzo di questo cava potrebbe oscillare intorno al 1663, anno in cui Matera fu eletta capoluogo della Basilicata.

Oggi, alla cava profonda oltre 15 metri, vi si accede tramite alcune grotte che, con passare del tempo, sono state collegate alla grande camera a cui dapprima si accedeva solo dall’alto.
Finito lo sfruttamento della cava questo enorme ipogeo fu utilizzato in diversi modi sino a diventare una discarica, successivamente abbandonata.

Recentemente questo spazio è stato recuperato e valorizzato nei minimi dettagli che hanno permesso di garantire a questa sala anche un’acustica perfetta in uno scenario suggestivo, unico al mondo.

Oggi Casa Cava oltre ad essere una sala concerti, un teatro, uno spazio espositivo e un centro congressi è anche un importante attrazione turistica all’interno dei Sassi di Matera, in cui si è riusciti a raggiungere una perfetta armonia tra la bellezza e la funzionalità, facendone un contenitore di cultura e fucina di idee e un nodo nevralgico per la piazza culturale della città di Matera.

Silvia Cassetta, insieme al suo Team di produzione, non avrebbe potuto scegliere migliore location per la sua “Danzasìa” per tenere fede al credo: “L’unica regola da rispettare sempre è l’amore per la natura e la naturalezza delle cose”.

Complimenti davvero, Silvia…

Silvia Cassetta e la sua Danzasìa

… a cura di Vincenzo Fiore

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Sono Vincenzo Fiore, nato a Mariotto, borgo in provincia di Bari, il 10 dicembre 1948. Vivo tra Roma, dove risiedo, e Mariotto. Sposato con un figlio. Ho conseguito la maturità classica presso il liceo classico di Molfetta, mi sono laureato in Lettere Moderne presso l’Università di Bari con una tesi sullo scrittore peruviano, Carlos Castaneda. Dal 1982 sono iscritto all’Ordine dei Giornalisti, elenco Pubblicisti. Amo la Politica che mi ha visto fortemente e attivamente impegnato anche con incarichi nazionali, amo organizzare eventi, presentazioni di libri, estemporanee di pittura. Mi appassiona l’agricoltura e il mondo contadino. Amo stare tra la gente e con la gente, mi piace interpretare la realtà nelle sue profondità più nascoste. Amo definirmi uno degli ultimi romantici, che guarda “oltre” per cercare l’infinito e ricamare la speranza sulla tela del vivere, in quell’intreccio di passioni, profumi, gioie, dolori e ricordi che formano il tempo della vita. Nel novembre 2017 ho dato alle stampe la mia prima raccolta di pensieri, “inchiostro d’anima”; ho scritto alcune prefazioni e note critiche per libri di poesie. Sono socio di Accademia e scrivo per SCREPMagazine.

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