“a tu per tu con…” Lia Calcagno e i suoi “sessanta e oltre”

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“Cos’è la poesia? Non è la realtà, ma più della realtà… Non è un sogno, ma sognare da svegli” afferma August Strindberg.

Oggi ne parliamo con Lia Calcagno.

Fiore – Benvenuta su ScrepMagazine e grazie per aver accettato il mio invito. I miei tre lettori sono curiosi di conoscerla come donna, scrittrice e poetessa. Li soddisfiamo?

Calcagno – Sono nata a Palermo il 24 aprile del 1957 da una famiglia proletaria. Già da ragazzina, quando ancora frequentavo la scuola media, individuo le mie tendenze politiche.

All’età di quattordici anni ero già un’attivista di partito: ero tesserata alla F.G.C.I. e frequentavo la sezione del PCI. Mi piaceva leggere e parlare in italiano, nonostante a casa mia imperasse il dialetto. Dopo la scuola media frequento, sbagliando, l’istituto professionale per segretaria d’azienda in prima battuta e in seconda l’istituto tecnico industriale. Interrompo gli studi e conseguo un attestato di stenodattilografa.

A diciassette anni conosco Gualtiero Surdi che sposo nel 1981. A diciotto comincio a lavorare come segretaria presso la Federazione Provinciale del PCI, dove l’esperienza lavorativa e politica forgia il mio carattere trasformandomi da ragazza sensibilmente fragile a persona consapevole di aver bisogno di una corazza per sopravvivere.

Le delusioni mi fortificano e nel 1980, grazie al mio amico fraterno Mario Azzolini, oggi   giornalista   RAI,  vengo   assunta   come   segretaria   di   amministrazione   da   Tele L’Ora, una emittente locale di Palermo. In seguito lascio l’amministrazione per svolgere mansioni di segretaria di  redazione: esperienza parecchio gratificante!

Tele L’Ora produceva un notiziario, diretto dal noto giornalista, Antonio Calabrò, molto interessante e impegnato soprattutto nell’antimafia e nelle notizie di politica locale. Nel 1982 divento mamma di Vanni, due anni dopo di Giorgia.

Nel 1985 Tele L’Ora, sommersa dai debiti, viene venduta ad una emittente catanese e i dipendenti, purtroppo, licenziati quasi tutti.

Fiore –  E lei?

Calcagno – Licenziata anch’io!

Fiore – Disoccupata quindi…

Calcagno – Già, ma, dopo un anno, decido di occuparmi dell’amministrazione dell’azienda di informatica di mio marito.

Fiore – E la politica?

Calcagno – Nel 1995 la riprendo a tempo pieno con grandi battaglie tese a migliorare la vivibilità nel quartiere in cui vivevo, tanto da essere eletta al primo consiglio della sesta circoscrizione di Palermo.

Fiore – Un uccellino mi ha detto che è stata un’appassionata velista…

Calcagno – … e le ha detto il vero! Infatti, grazie a mio marito, che nel 1990 compra una barca a vela, nasce l’esigenza che impari anch’io a condurre la barca per dargli una mano.

E così vado a prendere lezioni di vela, dove ho l’opportunità di conoscere il maestro di vela Aldo Tabascio, nonché uno dei fondatori del Circolo Velico Siciliano. Grazie a Tabascio imparo ad andare per mare e divento un’appassionata velista, uno  sport che mi ha dato molte soddisfazioni dal punto di vista agonistico, ma soprattutto mi ha fatto amare, conoscere e rispettare il mare sino a ispirare la mia prima silloge di poesie dal titolo “UN SABATO MATTINA TRA ONDE DI MAESTRALE” pubblicata lo scorso anno.

Fiore – Vive ancora a Palermo?

Calcagno – No, ora vivo in campagna ad Altavilla Milicia.

Fiore – Ha quindi messo in soffitta il suo impegno per il sociale e l’ambiente?

Calcagno – In prima persona, sì… purtroppo gli anni passano e la stanchezza la fa quasi da padrona, sia pure addolcita dalla tranquillità della campagna.

Fiore – Ed è questa tranquillità…

Calcagno … che durante il periodo del primo lockdown per il COVID  mi fa scoprire di avere la passione per la poesia.

Infatti la tristezza del momento mi spinge a scrivere la prima poesia dedicata a mio figlio Vanni che vive a Travagliato, provincia di Brescia, là dove, insieme a Bergamo e Milano, la pandemia ha fatto il maggior numero di vittime. Da allora non ho più smesso di scrivere…

I componimenti poetici  mi sgorgano da dentro l’animo quasi senza controllo.

Fiore – Quando scrive?

Calcagno – Generalmente di notte, perché dormendo molto poco, passo il tempo insonne a scrivere. Tutto questo mi appaga e mi rende serena.

Fiore – Chi i maestri che le hanno segnato e insegnato ad amare la poesia?

Calcagno – Non ho avuto nessun maestro che mi abbia insegnato ad amare la poesia. È stato il dolore, sono state le lacrime versate che mi hanno suggerito le parole scritte nella prima poesia “A me figghiu” .

Fiore –  Nel tempo, com’è cambiato il suo rapporto con la poesia?

Calcagno –  Dopo aver scritto la prima poesia mi rendo conto che per me i versi fungevano da ottima valvola di sfogo… ed ho continuato a scrivere senza sosta.

Le poesie fluivano di getto, ma  dopo aver pubblicato la prima silloge comincio ad essere più riflessiva, a scrivere con meno istinto e più fantasia.

Fiore –  Dalla lettura della sua ultima fatica poetica “Sessanta e oltre” si evince che le emozioni sono le sue grandi compagne di vita. Come altro le definirebbe?

Calcagno – Le definirei “cuore”! Le emozioni e le sensazioni fanno parte del mio essere. Mi emoziono anche per piccole parole o per una canzone: sono capace di piangere per un film visto decine di volte. Credo che se non provassi queste emozioni sarei un’altra persona.

Fiore –  E la definizione di poesia?

Calcagno – Poesia è tutto ciò che mi emoziona, dal mare calmo alle passeggiate tra i boschi, alle canzoni ad una giornata di pioggia. Poesia è anche un componimento  privo di rime e di qualsiasi segno di metrica, ma capace di coinvolgere la mia anima come se ne fossi io la protagonista.

Fiore – Ad ogni poeta che intervisto pongo delle domande “di rito”. La prima: secondo lei la poesia ha ancora un futuro?

Calcagno – Certamente! La poesia fa parte di ognuno di noi. C’è chi per timidezza la nasconde dentro, chi non pensa di averla, perché troppo pragmatico caratterialmente, chi invece sa tirarla fuori dal cuore, goderne e farne godere anche gli altri con il sapore della lettura.

Fiore – La seconda riguarda i consigli letterari: ai nostri lettori, oltre che le sue stupende poesie, quali poeti contemporanei consiglierebbe di leggere?

Calcagno – Alda Merini, senza dubbio…

Fiore –  E siamo alla terza: se dovesse scegliere tre libri da consigliare, anche esulando dalla poesia, quali indicherebbe?

Calcagno – Innanzi tutto un romanzo d’amore che mi ha fatto piangere per una settimana per le grandi emozioni suscitatemi.

Fiore – Quale?

Calcagno –Per un tempo senza tempo” di Lucia Rizzo. Ed è stato dopo la lettura di questo romanzo che ho scelto l’autrice, qui presente mentre le parlo, della prefazione della mia silloge “Sessanta e oltre”. Consiglierei anche “I Leoni di Sicilia” di Stefania Auci e “La vecchia dell’aceto” di Luigi Natoli. Aggiungerei anche, forse perché li prediligo, i romanzi storici ambientati in Sicilia.

Fiore – Potrebbe passarmi per un attimo l’autrice della prefazione che qualche tempo fa ho avuto il piacere di conoscere?

Calcagno – Eccola…

Fiore – Cara Lucia, cosa pensi di “Sessanta ed oltre”?

Rizzo – La silloge di Lia Calcagno tocca le corde del cuore, è la chiave per aprire anche il cuore più arido e coltivare i buoni sentimenti di cui l’attuale società ha estremo bisogno.

Viviamo infatti in un mondo dove l’aridità, il cinismo, l’arrivismo hanno soggiogato ogni forma di attenzione verso “i buoni sentimenti” di un tempo.

Stiamo sempre più assistendo alla scomparsa di ogni forma elementare di comprensione e di amore.

L’uomo sta tirando fuori il peggio di sé spacciandolo per necessario e imprescindibile, un peggio che ha soffocato il naturale ascolto interiore, il  naturale ascolto di quella vocina che nasce dall’anima ed è capace di farci fermare a riflettere.

Lia con le sue poesie ha saputo trovare la giusta strada per lasciarsi alle spalle tutto ciò che la tormentava e la rendeva insofferente e correre verso un orizzonte incontaminato, dolce, amorevole, sorridente per poterlo trasmettere agli altri e migliorare la nostra società.

In questo è stata bravissima anche perché Lia possiede una dote meravigliosa: quella di saper toccare il cuore della gente grazie al suo cuore che sa ascoltare e sa farsi attraversare dalla vita.

Fiore –  Riprendendo la conversazione con lei, cara Lia, mi vuol dire come nasce “Sessanta e oltre”, edito nell’aprile scorso? Qual è l’ispirazione generatrice, quale il messaggio consegnato al lettore, quale il “filo rosso” che unisce le varie poesie?

Calcagno –  “Sessanta e oltre” è una raccolta di poesie ispiratemi al momento: da una notizia al TG, da un fatto triste o da un evento felice direttamente o indirettamente vissuto.

In “Sessanta e oltre” sono racchiuse poesie che toccano diversi argomenti, quali: l’amore, l’amicizia, la famiglia, il mare, l’ambiente, il Covid 19, la mafia etc… A volte l’ispirazione arriva dal dolore, a volte dalla gioia, specialmente quando le poesie riguardano i miei nipotini. 

Il “filo rosso” che le unisce è il mio modo di vedere la società odierna che è diversa da come la vorrei.

Fiore –  Il primo pensiero appena ha avuto il suo libro fresco di stampa tra le mani…

Calcagno – Ero a casa con la mia nipotina Alice, quando è arrivato il pacco dei libri.

La prima reazione è stata di felicità: abbiamo fatto subito un selfie. Poi è sopraggiunta la paura e le domande: “Come sarà?”, “ Piacerà ai lettori?”,  “Cosa penseranno delle mie poesie?”.

Fiore – Le risposte?

Calcagno – Una sola risposta: “Ormai è fatta, a me questo libro piace!”.

Fiore –  Ha incontrato difficoltà per pubblicare la sua silloge?

Calcagno – Non molte, perché “Sessanta e oltre” è un’auto-pubblicazione in collaborazione con la casa editrice Edistorie.

Fiore –  Chi sono i lettori destinatari del suo scrivere?

Calcagno – All’inizio credevo che i primi destinatari dovessero essere i miei familiari e i miei amici. Grazie a Facebook, mi sono resa conto che i miei componimenti piacevano ad un pubblico più vasto fatto sia da semplici lettori che da poeti, alcuni dei quali conosco e stimo.

Fiore – Una domanda forse strana: perché i nostri lettori dovrebbero acquistare “Sessanta e oltre”? Li vuol incuriosire per farli andare in libreria e comprarlo?

Calcagno – Si dice che ogni poeta sia convinto che le proprie  poesie siano le più belle del mondo! Beh, io non lo penso delle mie, ma alla luce dei commenti e dei complimenti ricevuti da chi le ha già lette, mi sento di dire con certezza che ho fatto un buon lavoro, anche perché in “Sessanta e oltre” ogni lettore  può ritrovare una parte di sé  attraverso le emozioni, i pensieri, le esperienze descritte.

Ecco il motivo per cui chi leggerà la mia silloge riuscirà senz’altro ad individuare alcuni propri stati d’animo, ai quali non osava prima dare un nome.

Fiore – Dall’uscita del libro è cambiato qualcosa nella sua vita, nella sua scrittura, nella -sua emotività?

Calcagno – Si! Dall’uscita di questa seconda raccolta di poesie sono cambiata: prima ero insicura e avevo bisogno di continue conferme. Adesso ho più consapevolezza, sono più padrona del mio modo di scrivere, ho più autostima, che prima era un pochino barcollante.

Fiore – Attraverso le sue poesie esterna, come dicevamo prima,  i suoi sentimenti, si racconta, fà introspezione…Ritiene che questa sia la via giusta per riuscire ad arrivare a un pubblico più vasto?

Calcagno –  Non saprei, anche se in me vive forte il desiderio che tanti possano leggerle ed emozionarsi con qualche lacrimuccia.

Fiore –  Nell’epoca in cui viviamo cosa pensano le persone dei poeti e della cultura in generale?

Calcagno – Credo che molti abbiano uno sguardo un po’ disincantato verso la poesia e la cultura, ritenendo che le stesse siano una forma poco concreta di evasione dalla realtà.  

L’apprezzamento  non può che essere incerto e dubbioso, soprattutto se si tratta di poeti non famosi, come ad esempio nel mio caso. Io ho una carissima amica che mi dice sempre di scrivere ciò che sento senza farmi influenzare da quello che pensano gli altri: credo che questo sia l’atteggiamento più corretto per portare avanti la passione per la poesia..

Fiore –  Un consiglio ad un giovane che vuol dedicarsi alla poesia…

Calcagno – “Provarci”, in quanto potrebbe scoprire di avere un talento nascosto.

Fiore –  Che mondo sarebbe il nostro senza poesia?

Calcagno – Un mondo arido.

Fiore –  Ha mai partecipato a concorsi letterari?

Calcagno – Si certo. Ho avuto anche dei riconoscimenti.

Fiore – Secondo lei una raccolta di poesie per avere successo deve raccontare una bella storia ed avere un linguaggio originale, armonico, musicale e accattivante?

Calcagno – Una  raccolta di poesie per avere successo  dovrebbe avere tutte queste componenti.

Fiore –  Progetti per il futuro e sogni nel cassetto?

Calcagno – Sì, vorrei scrivere un romanzo, sarebbe una scommessa contro  me stessa.

Fiore –  C’è qualcuno che vorrebbe ringraziare per l’aiuto datole a realizzare le sue opere? Se sì, chi sono queste persone?

Calcagno –  Mio marito in primis, che mi incoraggia sempre invitandomi a non lasciar spegnere la mia fiamma ispiratrice: inoltre mi sprona a cimentarmi in nuove esperienze, come la stesura di un romanzo. Apprezzo, e non poco, la sua disponibilità a risolvere ogni tipo di problema, come ad esempio per l’uso del computer, sebbene non mi risparmi qualche mugugno. Devo ringraziare i miei figli e i miei nipotini, che molto mi hanno ispirato nella stesura delle due sillogi, senza dimenticare i miei  carissimi amici che mi  supportano e  incoraggiano sempre.

Fiore –  Vuol regalare una poesia ai nostri lettori, che da oggi potrebbero essere anche i suoi?

Calcagno  –  Certo! Eccola…

ED ERA IERI

Ed era appena ieri

che il cielo che piangeva

i miei pensieri plagiava

e la tristezza in me  faceva

da padrona.

Giorni e giorni son passati

ad aspettare che qualcosa

cambiasse

che tutto questo grigio

si squarciasse.

Che la

gioia di una buona nuova

​questo strazio sostituisse.

Che questo pugno nello

stomaco sparisse.

Che la voglia di piangere

svanisse.

Oggi, poi, come se nulla fosse

il sole nell’azzurro cielo

apparve.

Una corsa in auto in città e

insieme a me la musica

che è vita, percorremmo

la strada lunga ed

assolata e finalmente

primavera è arrivata! Porta con se

colore e tiepido tepore e

fiori colorati atti a rallegrare

l’aprilino giardino.

Un fraterno e vecchio amico

mi accingo ad incontrare che

di gioventù e vecchi amici

mi fa ricordare, e aneddoti

che ci fanno tanto ridere come

quando non c’erano dolori.

Ed era appena ieri e piangevo

insieme al cielo, oggi c’è il

sole, e come cambia il tempo

così  cambia l’umore.

Fiore –  Come concluderebbe questa intervista?

Calcagno –  Ringraziandola per avermi regalato l’opportunità di esprimere il mio   pensiero e far conoscere, tramite ScrepMagazine,  la mia ultima creatura “Sessanta e oltre” con l’augurio di poterla ospitare un giorno a Altavilla Milicia…

“a tu per tu con…” Lia Calcagno e i suoi “sessanta e oltre”

a cura di Vincenzo Fiore

Clicca sul link qui sotto per leggere il mio articolo precedente:

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Sono Vincenzo Fiore, nato a Mariotto, borgo in provincia di Bari, il 10 dicembre 1948. Vivo tra Roma, dove risiedo, e Mariotto. Sposato con un figlio. Ho conseguito la maturità classica presso il liceo classico di Molfetta, mi sono laureato in Lettere Moderne presso l’Università di Bari con una tesi sullo scrittore peruviano, Carlos Castaneda. Dal 1982 sono iscritto all’Ordine dei Giornalisti, elenco Pubblicisti. Amo la Politica che mi ha visto fortemente e attivamente impegnato anche con incarichi nazionali, amo organizzare eventi, presentazioni di libri, estemporanee di pittura. Mi appassiona l’agricoltura e il mondo contadino. Amo stare tra la gente e con la gente, mi piace interpretare la realtà nelle sue profondità più nascoste. Amo definirmi uno degli ultimi romantici, che guarda “oltre” per cercare l’infinito e ricamare la speranza sulla tela del vivere, in quell’intreccio di passioni, profumi, gioie, dolori e ricordi che formano il tempo della vita. Nel novembre 2017 ho dato alle stampe la mia prima raccolta di pensieri, “inchiostro d’anima”; ho scritto alcune prefazioni e note critiche per libri di poesie. Sono socio di Accademia e scrivo per SCREPMagazine.

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