“a tu per tu con…” le emozioni e i colori di Serena Corrao

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Le emozioni e i colori di Serena Corrao

Serena Corrao, nasce a Petralia Sottana, borgo delle Madonie, dove è piacevole e bello immergersi, fra chiese e palazzi, in una serie di incantevoli opere d’arte e in un intrigante patrimonio scultoreo, frutto dei periodi bizantino, arabo, normanno.

Attualmente vive a Palermo, dove esercita la professione medica e continua a coltivare la passione per la pittura, risalente all’infanzia.

Infatti, già all’età di quattro anni, Serena trascorre i suoi pomeriggi dipingendo con gli acquerelli i meravigliosi paesaggi del suo borgo natio e i tanti motivi ed emozioni che sgorgano dal suo animo di bimba.

Durante l’adolescenza appende per un attimo al chiodo l’acquerello e nel tempo libero si dedica al disegno, alla danza e alla musica, studiando pianoforte.

Nel 2008, da autodidatta, rientra nella pittura con l’utilizzo delle spatole prediligendo  l’Informale – Astratto.

Nel 2010 la scopriamo in ”Vacanze Romane”, la sua prima monografia, edita da Guido Talarico, che ripercorre a ritroso l’esperienza artistica della nostra artista.

Serena Corrao partecipato a numerose mostre ed eventi in ambito regionale, nazionale e internazionale e le sue tele sono esposte in permanenza in enti pubblici, musei e in ambasciate estere.

Curiosi, cari lettori di ScrepMagazine, di conoscere le location e le città?

Avete ragione…

E allora vi dico che Serena Corrao è una grande peripatetica ed è stato possibile incontrarla, come potete leggere sulla pagina del suo sito web, in varie città e location culturali del nostro Paese Italia da Palermo a Partanna, da Roma a Milano, dalla Città del Vaticano ad Alcamo, da Enna a Bergamo, da Capaci a Piedimulera, da Petralia Sottana a Cosenza, da Bagheria all’Isola delle Femmine, a Zafferana Etnea.

https://www.serenacorraoarte.com/eventi

E qui Serena Corrao mi stupisce con il furore della gioia e della soddisfazione che irrompe dai suoi occhi:

“Sono innamorata della vita, dei viaggi avventurosi offerti dalla quotidianità, e sin da piccola ho sempre fatto scelte dal percorso meno semplice ma  in grado di regalare un bagaglio ricco di crescita per i miei studi e denso di emozioni e colori.”

E, come un vulcano in eruzione, aggiunge:

“Nel 2008 ho avvertito l’esigenza e la pulsione fortissima di mettere su tela ogni intensa emozione scaturita da momenti vissuti per fermare il tempo e fargli prendere forma creando tele astratte materiche, affinché il colore e il basso rilievo creassero un movimento in grado di tornare a boomerang verso l’occhio di chi osserva. 

Le mie giornate sono scandite da orari precisi che scandiscono il mio lavoro e dal profumo dell’olio di lino che  permette ai colori di fondersi tra loro.” 

“Il mio essere?”, mi prende in contropiede Serena anticipando la mia domanda.

“Alle provocazioni preferisco rispondere con il silenzio e affrontare le giornate col sorriso e coi colori.

Le mie tele sono i colori delle parole che non dico, dei sentimenti che non esprimo e delle gioie che non manifesto.”

Fiore – Si può ritrarre uno stato d’animo?

Corrao – Concretamente dovrei rispondere che è impossibile, poiché l’anima e i suoi strati fanno parte di quella sfera identificabile con l’immaterialità e l’astrazione.

Fiore – Questo è vero, ma basta visitare una tua mostra per avere la dimostrazione che è possibile concretizzare e “toccare”  le emozioni, sì, toccare le emozioni, soprattutto dopo aver letto alcune riflessioni della docente di storia dell’arte e giornalista, Prof.ssa Lucia Macaluso:

“Le opere di Serena Corrao sono opere apparentemente semplici, dove pochi colori con pazienza vengono collocati sulle tele mediante l’utilizzo della spatola, creando strati materici, spessi, da modellare, rendere plastici, con movimenti e andamenti studiati, dove l’intervento e il tocco lieve delle dita diventa modo per interagire e trasferire ulteriormente alla creazione di una sensazione, farla propria, darle una identità, creare STRATI D’ANIMO.

Tele che con questi interventi perdono del tutto la loro bidimensionalità assoggettandosi agli effetti della luce, delle ombre, alla ricerca delle interessanti variazioni cromatiche, le variazioni naturali dell’animo, le sfumature della vita.

La luce scivola via liscia sulle superfici, come acqua, oppure si ferma e dà forma e volume e ritmicità compositive, o ancora si fissa sopra l’incursione di materiali polverosi e granulosi.

Altri colori opalescenti, si contaminano con infinite particelle iridescenti, quasi a sottolineare la complessità delle emozioni.

Le composizioni sono un fermo immagine di un particolare luogo della mente dell’artista che nel momento della esecuzione si ha manifesta con definizioni arcane che possono essere lette percettivamente solo dall’inconscio e dalla sensibilità di chi le osserva.

Il colore come manifestazione dell’essere, di uno stato d’animo che si palesa in un luogo e in un momento fisico specifico. 

Forme apparentemente esornative che si rivelano essere messaggi provenienti dalle esperienze dell’artista, ci comunicano  consciamente e inconsciamente una biografia di emozioni  scaturita dai molteplici e complessi momenti della vita. 

Piccole chiazze su ampie campiture che ci urlano o sussurrano qualcosa.

Non si può rimanere insensibili davanti a queste opere, all’espressività intangibile che rappresentano, al messaggio concettualmente ermetico che lanciano, che può essere percepito solo se letto con l’interiorità.

L’occhio è solo un medium, uno strumento”,

e di Micaela Passalacqua , storico e critica d’arte:

“Le opere di Serena Corrao sono finestre che si affacciano al mondo, donando all’esterno colori vibranti e sapientemente calibrati. Con grande maestria e con tecnica sicura, la spatola in mano dell’artista accompagna la materia su tutta la superficie della tela. La sostanza si espande e, sedimentandosi su più piani, protende volutamente e con grande slancio verso il fruitore, in un metaforico abbraccio, rendendo protagonista una sensibilità che, evocando episodi di vita che trapelano dai titoli, racconta di sé con una forza narrativa rara e proprio per questo preziosa.  Le spatole non disegnano semplici percorsi, ma scolpiscono la sostanza: non colorano semplicemente la tela , ma ne descrivono intimamente le trame.  Forte nella gestualità e armonica nel gioco cromatico, svincolata dall’immagine e dunque libera dalla veste che più le si addice, la creatività di Serena Corrao sonda le potenzialità energetiche ed evocative della Materia, affermandosi quale ricerca esistenziale. Tacito e profondamente coinvolgente il dialogo che si instaura tra l’opera e il fruitore, quest’ultimo portato dal vortice creativo ad interrogarsi sul senso di quanto vede. Per quanto l’artista fornisca una chiave di lettura ben salda,  ne lascia molteplici per  una libera interpretazione, permettendo allo spettatore di diventare parte attiva di un processo creativo, di un’irripetibile esperienza emotivo sensoriale”.

 Fiore – C’è da andare fieri, cara Serena, per delle considerazioni e riflessioni come queste…

E il sorriso irrompe sulle sue labbra dipingendo una poesia di felicità…

Corrao –  Mi lusinga molto sapere che le mie tele sono apprezzate e mi  sorprendo quando la critica riesce ad interpretare le mie emozioni. 

Allora nasce in me una frenetica e fortissima condivisione di colori e di energia che sfocia in sensazioni bellissime e in una incredibile empatia.

Stefano Lo Cicero, scrittore, pittore e scultore, incalza:

”Le opere di Serena Corrao sono fantasmagorie d’immagini e di luce.  Quando il colore diviene espressione d’amore e sentimento, le coordinate del cuore e della mente si fondono ad istaurare un idillio di fantastiche suggestioni che dall’informale assurgono vibratili accensioni accorpanti di un fluido che s’insinua e deflagra in scansioni avvolgenti, dove i rossi con la loro struggente carnalità espositiva di cromie codificano l’assunto in un preludio d’estasi modulato d’armonia”.

Fiore – Da due recensioni meravigliose a una fantastica! C’è da arrossire per l’emozione. Vero, Serena?

Corrao –  Più che arrossire ne resto incantata. Stefano è uno scultore che ha tracciato un pezzo importante dell’arte in Sicilia. La sua stima è un dono prezioso, assolutamente da  custodire.

Fiore – Immaginavi che l’asticella della critica avrebbe raggiunto un livello così alto di positività e qualità?

Corrao –  No! Mi sento sempre all’inizio del percorso. Sempre in bilico tra il primo e  il secondo scalino.

E quel sorriso impertinente torna a farsi vedere…

Fiore – Un maestro o un artista tuo mentore?

Corrao –  Da ogni amico artista ho imparato qualcosa. Lo scambio e il confronto creano crescita e miglioramento della tecnica.

Fiore – Ci sono tele, figlie di qualche fotografia?

Corrao – No! Ogni mia tela è figlia di sogni da realizzare o di momenti vissuti. La fotografia è lo step successivo.

Fiore – Perché la scelta di un linguaggio prevalentemente “Informale – Astratto”?

Corrao – Lo sento molto mio. Amo giocare con le spatole e con le mani. Non uso pennelli. Accarezzare la tela che prende forma è una sensazione catartica.

Come quando ami.

L’informale rappresenta qualcosa di indefinito, lo stato d’animo dell’artista. Mi piace pensare che il fruitore si sintonizzi sulle mie emozioni per sognare ed esaltare le proprie.

Fiore – Come arrivi alla definizione di una determinata opera?

Corrao – E’ una pulsione fortissima. C’è un momento che nasce sempre da un’emozione et voilà les jeux sont faits, la vedo subito per come sarà.  I colori, il nome , il formato. E la amo prima ancora di crearla.

Fiore – La musica ti ha mai dato lo sprint emozionale per la composizione di una tela?

Corrao –   Si. l’unica forma d’arte per cui ho studiato è la musica. Quando dipingo ascolto spesso la musica classica o Ludovico Einaudi.

“Divenire” mi fa venire i brividi.

https://www.youtube.com/watch?v=X1DRDcGlSsE

Fiore – E il cinema?

Corrao –  A volte. Mi è capitato di creare dopo avere visto i film di Ferzan Özpetek o di Marco Bellocchio.

Fiore – Dalla critica che ho letto e dall’idea che mi sono fatto di te, penso che la tua arte rimanda molto alla tua autobiografia e al desiderio di raccontare il tuo quotidiano…

Corrao –  In realtà nascono dal desiderio di immortalare momenti che segnano la mia vita. Come un fermo immagine.

Fiore – Hai mai sviluppato un fantasma che ti assilla?

E torna quel sorriso che rende più calda questa intervista resa purtroppo a distanza per colpa del COVID…

Corrao –  Con i fantasmi preferisco conversare amichevolmente.

Fiore – Ti è mai capitato di sognare un’ opera e realizzarla?

Corrao –  No…. di solito realizzo i miei sogni e poi ci dipingo su. Ogni tanto apro il cassetto e decido quale sarà la prossima meta.

Fiore – Quanto c’è di riflessivo e di istintivo nel tuo linguaggio pittorico?

Corrao –  A volte predomina l’istinto, altre prendono spazio le riflessioni. Dipende dal momento che sto vivendo.

Fiore – Quando capisci che un’opera è finita?

Corrao –  Quando la guardo e sento di amarla.

Fiore – Quali sono i colori prevalenti della tua tavolozza?

Corrao –  Il blu, il rosso, e il nero.

Fiore – Cosa significa essere artisti oggi?

Corrao –  Tanto… anche se ognuno è artista a modo suo.

Fiore – Cosa pensi della pittura italiana contemporanea?

Corrao –  E’ straordinaria.  Abbiamo la fortuna di vantare un patrimonio artistico unico. Da Enrico Castellani a Mimmo Paladino. Anche se i miei preferiti rimangono Burri e Fontana. Davanti al Cretto rosso, a Roma , ho pianto per l’emozione.

Fiore – Quanto è importante fare pittura oggi?

Corrao –  Per me è fondamentale.

Fiore – Sei contenta della tua passione-professione?

Corrao –  Molto. Faccio il medico e dipingo. 

Fiore – Quando diventerai grande che farai?

Corrao – Quando deciderò cosa farò da grande te lo comunicherò con immenso piacere.

E quel sorriso irrompe di nuovo come a confermare il tutto…

Fiore – Hai mai messo su tela il tuo amore?

Corrao –  Sempre… come anche le piccole e le grandi emozioni.

Fiore – Cos’è l’amore per te?

Corrao – Emozione senza aggettivi.

Fiore – Quando ti separi da qualche tua opera lo fai volentieri?

Corrao –  Dipende. Ci sono opere da cui ho preferito non separarmi.

Fiore – Secondo te in Italia si fa abbastanza per la valorizzazione dell’arte e delle discipline culturali?

Corrao –  No! Il tempo dedicato all’arte è sempre insufficiente. Oggi è l’epoca di internet, dei social, degli interscambi virtuali. Invece dovremmo frequentare più mostre, più musei e tornare in mezzo al profumo dei libri delle  biblioteche.

Fiore – Il tuo animo?

Corrao – Il mio animo è un po’ vintage e , come dice qualcuno, analogico.

Fiore – Prossimi tuoi eventi?

Corrao –  Un progetto molto interessante che ti proporrò a breve.

Fiore – Dedicheresti una tua tela ai lettori di ScrepMagazine?

Corrao – La prossima che certamente prenderà il via dall’emozione nel veder pubblicata questa intervista. So già che sarà una tela molto grande.

Fiore –  Avresti mai pensato di essere intervistata da un pugliese?

Corrao-   San Nicola di Bari non conosce confini.

Sorride divertita…

Fiore – Grazie, Serena…

Corrao –  Grazie a te, carissimo. E’ stato un piacere. Ma sappi che la prossima volta io sarò la giornalista e tu l’intervistato…

E ora la curiosità è tutta mia…

Chissà cosa cova sotto la spatola…

… a cura di Vincenzo Fiore

 

Le foto sono state gentilmente concesse da Serena Corrao in esclusiva per ScrepMagazine.

Clicca il link qui sotto per leggere il mio articolo precedente:

 

 

 

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Sono Vincenzo Fiore, nato a Mariotto, borgo in provincia di Bari, il 10 dicembre 1948. Vivo tra Roma, dove risiedo, e Mariotto. Sposato con un figlio. Ho conseguito la maturità classica presso il liceo classico di Molfetta, mi sono laureato in Lettere Moderne presso l’Università di Bari con una tesi sullo scrittore peruviano, Carlos Castaneda. Dal 1982 sono iscritto all’Ordine dei Giornalisti, elenco Pubblicisti. Amo la Politica che mi ha visto fortemente e attivamente impegnato anche con incarichi nazionali, amo organizzare eventi, presentazioni di libri, estemporanee di pittura. Mi appassiona l’agricoltura e il mondo contadino. Amo stare tra la gente e con la gente, mi piace interpretare la realtà nelle sue profondità più nascoste. Amo definirmi uno degli ultimi romantici, che guarda “oltre” per cercare l’infinito e ricamare la speranza sulla tela del vivere, in quell’intreccio di passioni, profumi, gioie, dolori e ricordi che formano il tempo della vita. Nel novembre 2017 ho dato alle stampe la mia prima raccolta di pensieri, “inchiostro d’anima”; ho scritto alcune prefazioni e note critiche per libri di poesie. Sono socio di Accademia e scrivo per SCREPMagazine.

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