“A tu per tu con…” l’Avv. Carmine Paradiso

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Carmine Paradiso e il suo “IERI OGGI DOMANI”

Quella strana voglia di una salutare passeggiata lungo Via Venezia, la  “Muraglia” barese, per poter abbracciare con lo sguardo quasi l’intero lungomare di Bari e rivivere la vecchia storia della Città, possibilmente in compagnia di una piacevole persona che di Bari ne sa più di me…

Ci provo!

Da corso Vittorio Emanuele imbocco Piazza Ferrarese per prendere  Via Venezia e dirigermi verso il Fortino di Sant’Antonio Abate, che, insieme al Fortino di Santa Scolastica, si salvò dalle demolizioni e dai rimaneggiamenti del 1800, che portarono alla distruzione degli altri due torrioni di San Domenico e del Vento, che scandivano il perimetro fortificato della vecchia Bari.

Squilla il cellulare e si materializza la voce di Carmine Paradiso, avvocato civilista, giurista…

“Ciao, Vincenzo, ci si può incontrare per fare due passi sulla Muraglia, prenderci un caffè al bar, dopo mesi di astinenza forzata da un caffè servito, e parlarti di un mio saggio, fresco di stampa?”

“A dirti il vero”, gli rispondo, “è la meta della mia passeggiata di stamani. Dai, ti aspetto nei pressi del Palazzo del Mercato del Pesce… “

Il tempo di sfogliare il quotidiano locale La Gazzetta del Mezzogiorno, i cui giornalisti stanno combattendo una dura battaglia per evitarne la chiusura, e mi raggiunge Carmine.

Ci salutiamo “occhi negli occhi e mano sul cuore”, il saluto del porcospino, riveniente dal “Parerga e paralipomena” del filosofo Schopenhauer e ci incamminiamo per la Muraglia sino a raggiungere il Fortino di Sant’Antonio, mantenendo assolutamente il distanziamento fisico.

Ci fermiamo e, com’era prevedibile, visto il circolare ancora del COVID-19, nel silenzio più assoluto, rotto solo dal garrire di qualche rondine, Carmine mi snocciola la storia del Fortino a partire dal Trecento sino ai nostri giorni che lo vedono di proprietà del Comune di Bari e gestito dalla Ripartizione Cultura, Marketing Territoriale e Sport che lo utilizza per realizzare mostre, dibattiti, incontri pubblici, la cui partecipazione è aperta a tutti e gratuita.

Carmine Paradiso è un avvocato che nobilita, con il suo stile e la sua dialettica, il titolo conquistato dopo anni di studio, e che indirizza gran parte dei suoi sforzi culturali e giuridici per mantenere integro lo smalto e il nobile senso al termine “advocatus” impressigli da Cicerone, personaggio simbolo della categoria.

È un artigiano del diritto, della giurisprudenza, una persona che, nel percorso della sua storia professionale, ha sempre seguito la propria inclinazione e il proprio istinto coltivando altresì la passione per la letteratura, la scrittura e l’antropologia.

“D’altra parte” mi dice, quasi interpretando il mio sguardo, “il diritto civile è materia scritta e non orale, vive di contatti con i propri patrocinati e di studio psicologico dei caratteri umani.

Ecco quindi il mio dedicarmi all’analisi antropologica, alla difesa dei diritti naturali, al rispetto dei relativi doveri, stretti argomenti della mia professione, insieme all’amore per la Storia, grande maestra di vita”.

“Trascurare la conoscenza della Storia”, incalza ancora Paradiso, “condanna l’Uomo, a commettere errori e a perseverare nel rifarli”.

“Non sei cambiato assolutamente”, gli faccio. “Da queste tue battute ricavo che si è accentuata in te la sensibilità per le problematiche dell’uomo, le emozioni, le sensazioni, le paure, i timori, le gioie, la felicità…”

“Sono esattamente questi gesti dello Spirito che colorano ogni vicenda della vita, perché l’attività umana è Anima, comunque si voglia liberamente intendere, in senso trascendente o immanente. Ed è il nostro Spirito che lascia la propria eredità al prossimo con le opere compiute”.

Mai deve venire meno, mai deve essere messa in sonno la passione civile”, puntualizza Carmine, “per non perdere la certezza del diritto, espressione sempre più desueta e in via d’estinzione. Quasi un relitto della Storia”.

“Amore, quindi, per la difesa dei fondamentali diritti della persona e dell’Umanità, senza la cui tutela si cade nella barbarie e nella schiavitù dei sistemi”, azzardo.

“Assolutamente sì, in uno allo studio della società mondiale agonizzante, in un ecosistema ferito, in cui i cittadini sono diventati pedine di un gioco d’azzardo che ignora qualsiasi regola a vantaggio del potere finanziario dei pochi.

Ecco perché ho avvertito l’assoluto bisogno di condurre una ricerca di carattere storico, politico ed economico sull’interazione della nostra vita quotidiana con la globalizzazione e approfondire cause, ragioni, responsabilità e future conseguenze degli eventi che attraversano l’epoca che stiamo vivendo e che, come campo d’azione, hanno una natura sempre più agonizzante e violentata dall’Uomo”.

È come dire, caro Carmine, che si fa sempre più impellente la necessità di riaffermare il valore della persona, di rimettere l’uomo al centro dei freddi e cinici meccanismi che scandiscono il tempo della sua esistenza, di mettere in campo un nuovo Umanesimo.

“Hai centrato l’obiettivo. Deve prendere concretezza, una sorta di imperativo categorico, la speranza in un novello Rinascimento, capace di rinverdire gli splendori di una fase storica tuttora ineguagliata, con un rinnovato inno alla conoscenza, all’armonia, all’arte, alla bellezza, attraverso cui ridare linfa e forza ai grandi sistemi che regolano la vita sul Pianeta Terra.

Serve un invito concreto, e non a parole in odore di fanfaluche, all’ottimismo per un futuro ricco di tanta positività.

Se l’uomo saprà essere attento alle sane e virtuose scelte quotidiane della vita, che devono ispirare sia le piccole sia le grandi questioni di carattere nazionale ed internazionale, il nuovo Umanesimo è lì, dietro la porta. Basta aprirla”.

Prende sempre più corpo l’immagine, la personificazione di un uomo amante del colloquio con il suo dirimpettaio, chiamasi Vincenzo o Francesco o Antonio, che senza staccare nessun biglietto ti fa salire a bordo delle sue riflessioni, della sua umanità e ti fa viaggiare per le strade della storia e dei sentimenti per renderti, anche contro la tua volontà, essere pensante animato dalla gioia di vivere, per approfondire la conoscenza di te stesso e del prossimo.

È passione per il ragionamento mirante alla ricerca e all’interpretazione  di cosa cambierà o resterà immutato in noi e nel mondo intero, delle molteplici implicazioni delle drammatiche vicende di cui siamo protagonisti, del futuro e del cambiamento epocale verso cui si è incamminata l’intera umanità.

È la sintesi di quanto si può leggere nel suo saggio “IERI OGGI DOMANI” scritto in questo periodo di pandemia ma riveniente da ricerche accurate e da ultimo respiro.

 “IERI OGGI DOMANI”, tuona Carmine Paradiso, “è la difesa appassionata dei fondamentali diritti della persona, dell’uomo, dell’Umanità in una società mondiale agonizzante, in un ecosistema ferito, in cui i cittadini sono diventati birilli da colpire ed abbattere come se fossero dei rami secchi o alberi le cui radici sono invase da marciume radicale o armillaria.

È una breve storia commentata di carattere antropologico, che trae spunto dalla contingenza sanitaria, economica e sociale che ci sta coinvolgendo a livello planetario, spaziando su argomenti strettamente collegati che possono considerarsi, anzi sono, la causa indiretta della pandemia: l’Occidente, l’Oriente, gli USA, la Cina,  l’Europa, la UE con i suoi meriti e i suoi difetti e la fratellanza tradita tra i popoli e i Paesi.

Insomma i meccanismi che presidiano la vita mondiale con la ruggine che sta bloccando i sistemi internazionali”.

Uno sguardo d’assieme sulla pandemia, la sua ancora breve e speriamo brevissima storia, che la porti ad una rapida fine, ma non alla sua dimenticanza da parte nostra, perché la sua memoria deve aiutarci a non ricadere nei medesimi errori che l’hanno prodotta?

“Sì, e come potrebbe rinascere l’Umanità dopo il virus: sarà cambiata o resterà immutata? Continuerà a perpetuarsi con le sue eccelse azioni e le sue violente brutture, in ogni senso intese, causa anche del Sars CoV-2?

Tieni presente, e non dimenticarlo mai,  che all’origine di tutto è sempre l’Uomo, sia nel bene che nel male, così come nel caso di questa pandemia che ci ha afflitto e ancora affligge.

L’Uomo non è mai innocente, perché è l’unico essere dotato di pensiero, di discernimento, di autodeterminazione, di capacità di scelta e, quindi, può tutto sul Pianeta: seminare positività o negatività”.

IERI OGGI DOMANI, a mio avviso, esplica la funzione di specchio della “Strega Cattiva” in Biancaneve, in cui ognuno di noi individualmente può riflettersi, effettuando un’autoanalisi delle proprie qualità e negatività: “Specchio delle mie brame, dimmi chi è il più… del reame?”, lasciando non a caso i puntini di sospensione al posto dell’aggettivo in modo da dare libertà di pensiero e di scelta al lettore.

“Assolutamente vero! Dimostri non solo di averlo letto, e in questo mi hai fatto una bella sorpresa, ma di aver compreso appieno il vero ed autentico messaggio del mio libro.

Infatti l’uomo deve prima riflettersi nella contemporaneità per poi riuscire a psicanalizzarsi e vedere dall’esterno se stesso proiettato nel mondo che lo circonda”.

E chi scrive, tu in questo caso, dev’essere il primo attore di un dramma che si sta consumando da decenni e che deve giungere presto ad una fine, se non vorremo restarne tutti distrutti.

“Solo con un approfondito esame di coscienza, interrogando allo spasimo noi stessi, potremmo comprendere, conoscere e scuoterci dal torpore, ponendoci domande alle quali dobbiamo dare risposte definitive, compiute e certe, altrimenti non saremmo in grado di venir fuori dalle sabbie mobili nelle quali siamo caduti”.

Secondo te quale sarebbe il quid all’origine di ogni bene ed ogni male che oggi stiamo vivendo?

“Il quid è da ricercarsi nel sistema politico, economico e finanziario mondiale uscito dalla fine degli anni ’80 e dall’ inizio degli anni ’90 del secolo scorso.

La globalizzazione selvaggia e deregolata è la causa principale degli esiti che stiamo vivendo in questi mesi ma che trovano la loro origine nel triennio che va dal 1989 al 1991 con la caduta del muro di Berlino, del  comunismo sovietico e l’instaurarsi di un nuovo sistema mondiale con un indirizzo sempre più mirato al comando finanziario e non economico e all’obnubilazione delle menti della gente, travolta da un’ondata di benessere mai prima raggiunto, dal consumismo straccione e da una frenesia del vivere fine a se stessa, priva di valori, sentimenti e principi etici”.

Mi stai confermando che la scomparsa delle ideologie con la conseguente perdita di punti di riferimento sia materiali che spirituali, annullatisi nella bulimia d’ogni cosa, avrebbe fatto perdere di vista i principi guida della famiglia, dell’istruzione e della motivazione del lavoro?

“Giusto! Ogni cosa ha assunto la veste di beni d’uso, come il lavoro non più realizzazione di se stessi e delle proprie inclinazioni ma mezzo per raggiungere obiettivi consumistici, come il possesso di una nuova automobile, dell’oggettistica a la page, del più sofisticato cellulare.

Insomma lo stupro di se medesimi, immolati sull’altare della materialità più becera ed inutile, assolutamente dannosa per il proprio io che nel frattempo diventa sempre più privo di sensazioni ed emozioni”.

IERI OGGI DOMANI, un saggio, una ricerca motivata per approfondire cause, ragioni e responsabilità dell’attuale momento storico?

“E, al contempo, inno ed incitamento all’ottimismo ed alla speranza, in un novello Rinascimento, rigenerante dei grandi sistemi che regolano la vita umana e contributo teso a comprendere l’evoluzione del Mondo e le implicazioni della drammatica attuale vicenda sul futuro ed sul cambiamento verso cui necessariamente va incontro l’Umanità”.

Ed eccoci al primo caffè servito dell’era COVID-19…

… a cura di Vincenzo Fiore

 

 

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Sono Vincenzo Fiore, nato a Mariotto, borgo in provincia di Bari, il 10 dicembre 1948. Vivo tra Roma, dove risiedo, e Mariotto. Sposato con un figlio. Ho conseguito la maturità classica presso il liceo classico di Molfetta, mi sono laureato in Lettere Moderne presso l’Università di Bari con una tesi sullo scrittore peruviano, Carlos Castaneda. Dal 1982 sono iscritto all’Ordine dei Giornalisti, elenco Pubblicisti. Amo la Politica che mi ha visto fortemente e attivamente impegnato anche con incarichi nazionali, amo organizzare eventi, presentazioni di libri, estemporanee di pittura. Mi appassiona l’agricoltura e il mondo contadino. Amo stare tra la gente e con la gente, mi piace interpretare la realtà nelle sue profondità più nascoste. Amo definirmi uno degli ultimi romantici, che guarda “oltre” per cercare l’infinito e ricamare la speranza sulla tela del vivere, in quell’intreccio di passioni, profumi, gioie, dolori e ricordi che formano il tempo della vita. Nel novembre 2017 ho dato alle stampe la mia prima raccolta di pensieri, “inchiostro d’anima”; ho scritto alcune prefazioni e note critiche per libri di poesie. Sono socio di Accademia e scrivo per SCREPMagazine.

9 COMMENTS

  1. È umanamente appagante per ciascuno di noi essere apprezzati per il proprio lavoro, le proprie qualità, se ne abbiamo, per quello che siamo.
    Non sempre, però, si riesce a trasferire nel nostro prossimo il proprio pensiero orale o scritto e, se questo non accade, non è colpa dell’interlocutore o del lettore, la responsabilità è nostra.
    Lo studio del saper esprimersi, dev’essere affinato quotidianamente ed è duro studio, nel quale non sempre si riesce.
    Con Vincenzo Fiore non è stato necessario adoperare particolari qualità e parole.
    Nell’articolo che precede, è andato persino oltre quanto da me scritto, con una analisi approfondita di IERI OGGI DOMANI, sino nelle più recondite pieghe del mio pensiero.
    Ha interpretato in modo magistrale il significato del mio pensiero, attraverso cui ho tentato, augurandomi di esserci riuscito, di trasferire idee in iscritto, da lasciarmi esterefatto.
    Una recensione che mi lusinga, incredibilmente vera, scritta con stile letterario e professionalità, una analisi psicologica dell’autore e del libro, che illustra il contenuto, valorizzandone il più profondo significato.
    Non è da tutti.
    I lettori che sfoglieranno ScrepMagazine nelle pagine dedicatemi, potranno scegliere la lettura di IERI OGGI DOMANI a ragion veduta, se il contenuto sia condivisibile e gradito, senza correre il rischio di impegnarsi in un libro non in sintonia con le personali preferenze.
    Ringrazio Vincenzo per il suo prezioso lavoro che mi conferma le sue notevoli doti di giornalista nonchè scrittore.
    Carmine Paradiso

    • Semplicemente un immenso grazie, caro Carmine!
      Il tuo commento mi ha lasciato senza parole, credimi…
      Alla prossima, un grande abbraccio…
      Vincenzo

  2. Le mie parole nascono dalle tue lucide considerazioni su IERI OGGI DOMANI che guideranno sapientemente la scelta dei futuri lettori.
    Un cordiale abbraccio.
    Carmine

  3. Quando è arrivato il libro oggi pomeriggio ho iniziato a leggerlo senza sapere ancora di quale argomenti trattasse ma più’ mi inoltravo nella lettura e più’ mi sono reso conto di quanto mi stava prendendo.
    Il tema principale del racconto è il coronavirus ma l’argomento viene trattato con grande originalità, senso critico e una buona dose di coraggio. Mi ha colpito molto la struttura narrativa ; il lettore viene accompagnato con una sapiente introduzione verso il tema principale del libro e resta attratto dall’esposizione dei temi trattati con grande padronanza di termini e contenuti.
    Mi ha colpito una frase dell’ultimo capitolo :”Attento uomo,stai correndo ad occhi bendati ed a folle velocità verso il precipizio obnubilato dalla tua stessa avidità ed egoismo”.
    Come descritto nella quarta di copertina il libro e’ un valido contributo di riflessione su quanto la nostra vita e l’intero pianeta ne uscirà cambiato dalla tremenda pandemia.

  4. Ringrazio il Sig. Eros Bressanelli per aver voluto recensire IERI OGGI DOMANI. L’analisi è perfettamente aderente al testo e soprattutto al suo contenuto ed idea ispiratrice. Sono lieto che abbia sortito effetto positivo lo sforzo di accompagnare il lettore verso il coinvolgimento negli eventi, le ragioni e cause della contingenza.

  5. Ho letto il saggio del saggio Carmine tutto d’un fiato e mi sono fermato al penultimo capitolo. Son tornato indietro ed ho riguardato alcuni passaggi precedenti ed ho riflettuto su ciò che avevo colto fino ti quel punto. Poi, con spirito diverso, direi rassenerato, mi sono gustato piano piano l’ultimo chilometro di lettura. È uno stile particolare, da lezione d’altri tempi, di quelle alle quali potevi essere parte solo se eri apprezzato dal maestro, mentre camminavamo sotto i portici e, immersi nella storia millenaria di quei luoghi, ti accorgevi che si parlava di te, che la traccia era solo l’occasione per parlare di te stesso. Ho tema di inoltrarmi nel solco degli argomenti che Paradiso ha disegnato perché non vedo la prospettiva finale. Ho gradito molto la chiacchierata riportata qui da Fiore avuta con l’autore, dandomi alcune chiavi di lettura interessanti. Lo rileggerò. Purtroppo credo, da cultore di storia, di sapere come andrà a finire. Mi piacerebbe dire che Andrà Tutto Bene. Sperem.

  6. Ringrazio Tullio Torre per volermi attribuire una saggezza che non credo, purtroppo, di possedere ma che perseguo quotidianamente con pervicace insistenza. In questa ricerca mi imbatto naturalmente con la vita vissuta che è la prima ispiratrice delle mie sudate righe che vorrei non aver scritto per il bene di tutti noi, in quanto significherebbe che il Mondo è perfetto. Purtroppo così non è.
    “Gli altri tempi” cui si riferisce Tullio Torre sono rappresentati dallo spirito dei pensieri che ho voluto partecipare ai lettori che mi sovvengono spinto dalla negatività della società globale. Migliorarla dipende solo da noi è non dal destino. Sperem!

  7. A me non è piaciuto per niente ho letto libri molto più interessanti non capisco tutti questi elogi.

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