l’animo dell’Italia

dalla Sicilia alla Sardegna, dal Veneto alla Puglia

Il mio “a tu per tu con…” di oggi si apre con l’emozione, le lacrime, il dolore per la morte al Policlinico di Roma del sostituto Commissario della Polizia di Stato, Giorgio Guastamacchia di 52 anni, in servizio presso il Dipartimento della Pubblica Sicurezza e addetto al servizio scorta del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in seguito alle complicazioni di una polmonite da coronavirus.

Facendo nostri i sentimenti di «cordoglio e di vicinanza ai familiari» espressi dal capo della polizia, Franco Gabrielli, rimaniamo addolorati per l’ennesima vittima di questa pandemia.

Nel frattempo il nostro viaggio terreno, sia pure a distanza, grazie alle moderne tecnologie continua per registrare commenti, riflessioni, opinioni attraverso le varie Regioni italiane…

Luciana Otero, brasiliana, residente a  Bagheria, Palermo, 35 anni.

Primo giorno di chemio, vivendo di più questa esperienza di vita e cose che non avrei mai immaginato…

La gente pensa che tutto accada solo agli altri, finché non abbiamo superato gli stessi soffocamenti.

Sto osservando tutto questo tipo anestetizzato, oltre al dolore al corpo non sento quasi nulla.

Sento tanta gratitudine per tanti giorni che ho ancora di vita, vita che sembrava persa ma sono di nuovo insieme alla mia famiglia.

Ho sempre corso dietro quello che volevo, e in questa corsa la strada deve essere felice perché il momento che abbiamo è il momento presente, il passato e il futuro sono sempre assenti.

In ogni momento e in qualsiasi stagione i nostri pensieri possano vibrare il meglio di tutta la creazione.

Marcella Collu di Sassari, 46 anni, nonna

Ho sempre affrontato le avversità con ottimismo e forza, pensando dentro di me, dai che passa…

Ora mi ritrovo ad affrontare questo periodo con troppi elementi negativi e forti dal punto di vista sia fisico che emotivo.

A parte la libertà che è venuta a mancare il dover stare così lontano dalla propria famiglia e dover vederla attraverso una videochiamata non è sempre facile.
Cerco di vivere giorno per giorno, occupando il mio tempo con la lettura attività fisica cercando di distrarmi.

Ho momenti, soprattutto la notte, di paure per tutto quello che potrebbe succedere, ma poi la parte ottimista di me viene fuori e mi aiuta ad affrontare la mia giornata.
Questo periodo aiuta un po’ tutti a riflettere sulle cose veramente importanti nella nostra vita.

Noi siamo una famiglia molto unita, e stiamo tanto insieme, non l’abbiamo mai preso per scontato, ma ora apprezzerò ancora di più i veri valori, le cose che poi ci rendono felici.

Questa pandemia è stata sottovalutata dall’inizio.

Non si sentiva altro che “è una semplice influenza” può essere pericolosa per le persone anziane.

Ci sono interviste di virologi, dove si parla tranquillamente del Coronavirus, dicendo che in Italia potevamo stare tranquilli.

Se si fossero allarmati dall’inizio, e avessero detto le cose come stessero, non saremmo di fronte a questa tragica situazione.

Purtroppo la diffusione è peggiorata anche per l’ignoranza e l’egoismo delle persone, che non volevano rinunciare alla loro libertà, mettendo così a rischio le altre persone.

Lo abbiamo visto, con tutte quelle persone che da Nord sono fuggiti a Sud e in Sardegna senza pensare minimamente ai danni che potevano recare.

L’uomo è sempre stato egoista, quindi c’è poco da meravigliarsi.

Lo vediamo da come ha ridotto la terra, vegetazione e animali compresi.

Alma Hila di Bassano del Grappa, 45 anni

Ciao Vincenzo,  noi stiamo bene, lo stesso spero di te e della tua famiglia.

Noi siamo chiusi in casa da tre settimane.

Si esce solo una volta alla settimana per fare la spesa.

Qui c’è un silenzio che fa paura.

A Bassano è tutto sotto controllo, i miei amici che lavorano in ospedale sono stanchi.

Come avrai già visto, l’Albania ama troppo Italia.

Io ho scelto sin da piccola, come tu ben sai, di vivere in Italia.

Ormai sono trent’anni che sono in Italia.

Alessandra Boscolo di Chioggia, 52 anni, avvocato

Guardare dietro il vetro le strade vuote come una vita che non ha più meta.

Il silenzio percorre gelido le insegne spente dell’ultimo caffè del corso.

E la luna non è più luna dentro un cielo in cui vorrei riprendermi la poesia.

La mente partorisce mostri nel tunnel della paura.

Domani ancora dovrò pensare come alzare le barricate contro un nemico invisibile o magari mi sveglierò e qualcuno mi dirà che era stato solo un incubo.

Non mi manca la mia esistenza.

Mi manco io.

La felicità appesa su una goccia di rugiada.

I fiori sbocciano troppo lontano e la primavera si è fermata altrove, perduta nel ramo bianco di un gelsomino in fiore.

Si è fermata la corsa nelle strette di mano furtive, sfuggenti, nei saluti gridati di corsa.

Vi voglio ritrovare tutti, quando tutto questo sarà finito, per dirvi quanto vi ho amato.

Tutti!

Pasquale Bandello, pugliese trapiantato nel Veneto, di Ponti sul Mincio, 78 anni, medico in pensione.

Ciao Vincenzo, sono un salentino di Maglie che vive nel Veneto dall’età di 18 anni: Università a Padova e poi sono rimasto a lavorare nel Veneto.

Attualmente sono in pensione: il che non mi ha consentito di vivere da Medico in piena attività questa drammatica emergenza ma da spettatore.

Nella mia esperienza di primario con responsabilità anche di Direzione di Polo Ospedaliero, ho avuto modo di gestire e quindi di collaborare con gli infermieri presenti in tutti i Reparti e Servizi ed ho sempre bonariamente rimproverato ai miei colleghi quanto poco valorizzassero realmente le potenzialità presenti negli infermieri.

Ho insegnato nella Scuola Infermieri Professionali per molti anni prima che divenisse Laurea Universitaria e ti posso assicurare che i Corsi sono durissimi perché coniugano lo studio con la presenza nei Reparti.

Sono persone che hanno delle competenze altissime e meritano di essere riconosciuti per le responsabilità che si assumono.

Vorrei vederli menzionati per primi in questa battaglia perché, oltretutto, sono sempre in prima linea.

In questi giorni sono a Ponti sul Mincio, paese di 2000 abitanti situato alla confluenza delle Province di Verona, Mantova e Brescia.

Qui c’è il coprifuoco e, data la situazione, è giusto che sia così.

Le persone escono per ragioni di vera necessità e sostano a distanza di 2 metri l’una dall’altra davanti ai negozi in un silenzio anomalo.

Si percepisce la paura.

Personalmente ho paura del momento in cui si allenteranno le maglie, soprattutto se non il tutto non sarà fatto in modo graduale e con molta chiarezza.

Cinzia Tattini di Giovinazzo, giornalista.

Drammatico momento quello che stiamo attraversando.

Più drammatica è l’incertezza che ci pervade su quest’infezione virale che interessa l’apparato respiratorio, determinando, nei casi più gravi, un’insufficienza respiratoria.

In gran parte dei casi però si manifesta con i sintomi di un comune o quantomeno, molto fastidioso e spossante, raffreddore.

Probabilmente si è sottovalutata, all’inizio, la patogenicità di questo virus ed oggi ne stiamo vivendo il dramma della diffusione e scarsa preparazione.

Si parla ormai da alcuni giorni di pandemia.

Quello che interessava la Cina, poi l’Italia e gli italiani, è un problema che sta interessando l’intero globo.

Drammatico è ancora non sapere come evolverà tale diffusione.

Detto ciò, posso dire la mia impressione basata su due punti principali.

Il COVID-19 non fa differenze di tipo d’organismo nel determinare le condizioni  della sua patogenicità e dei suoi drammatici effetti; secondo, la sua notevole diffusione è dovuta alla sottostima iniziale e, a tutt’oggi, alla diffusa leggerezza nell’affrontare e rispettare le restrizioni comportamentali governative.

L’età è il fattore di rischio maggiore, legato anche alle problematiche di salute.

Le comorbosità sono comunque il fattore di rischio principale ma anche l’assunzione di determinate terapie e lo stile di vita non adeguato.

Cosa ci dobbiamo aspettare quindi?

In settimana avremo un quadro più chiaro e potremmo capire di più.

Nessun infettivologo o altro esperto può fare attualmente previsioni certe.

Però possiamo esprimere i nostri sentimenti con le raccomandazioni basilari da seguire in questo momento: evitare quanto possibile i contatti con altre persone che non siano strettamente quelle familiari necessarie; proteggere se stessi e gli altri con uso di mascherine, ben indossate; uso adeguato di guanti di gomma da adoperare prima e dopo nostre azioni in luoghi pubblici (ad esempio quando andiamo a fare la spesa).

Una buona idea è quella di indossare doppi guanti: i primi per gli usi esterni, gli altri  per noi stessi come l’uso di portafogli, cellulari, etc..

Restare in casa il più possibile ed organizzarsi per le necessità al meglio: spesa una volta a settimana, riducendo le uscite.

Ancora… lavarsi spesso le mani e non toccarsi occhi, naso, bocca, seguendo scrupolosamente le raccomandazioni forniteci dal Ministero della Salute.

Ritornando alle impressioni e previsioni personali mi sento di dire che sono abbastanza fiduciosa e convinta che il virus arresterà la sua corsa e diffusione ben presto grazie ai nostri sacrifici, alle condizioni climatiche e al buon Dio.

Fra qualche mese, dimenticheremo quasi tutto e ritorneremo alle nostre vite normali.

Per adesso a casa fino alla fine di maggio.

Orietta Gangi di Monza, 45 anni, insegnante presso Scuola Statale Primaria “IQBAL MASIH” – MONZA.

È un periodo molto difficile per noi docenti perché ci siamo ritrovati catapultati con la DaD in una dimensione sconosciuta.

Noi che abbiamo sempre avuto un contatto diretto con i nostri alunni adesso interagiamo attraverso un computer per poter, in qualche modo, avere contatti con i nostri alunni e non far sentire la nostra mancanza, anche se, purtroppo, non riusciamo a sentire le loro emozioni perché divisi da uno schermo!

Eppure mi sono abituata a questa nuova realtà anche se mi fa soffrire.

Mi manca tantissimo il contatto con i miei bambini, la semplice carezza al loro viso o un abbraccio per incoraggiarli a fare sempre meglio.

In ogni caso, nonostante il nuovo modo di fare didattica mi rendo disponibile a 360 gradi.

Il mio cellulare sempre acceso, mai in silenzioso per non perdere alcuna chiamata, consapevole di rappresentare in questo momento la scuola e di essere nello stesso tempo ancor di più un punto di riferimento nel percorso emotivo dei miei alunni! Spero di ritornare alla mia ed alla loro realtà quanto prima perché la scuola non è soltanto didattica ma è soprattutto relazione e interazione.

Enza Simone di Salemi, Trapani.

Il colpo di grazia!!!

Salemi è stata decretata zona rossa, blindati fino al 15 aprile.

Non me la sento di puntare il dito l’uno con l’altro, questo lo lascio fare ai nostri super competenti politici e politicanti!!!

Mi sono attenuta alle regole come persona di buon senso e non mi interessa che nessuno me lo riconosca, non mi interessano i “birignao inutili“, io non faccio la caccia alle STREGHE!!!

È il momento di farsi forza!!!

Sono orgogliosa di essere mamma di un ragazzo coscienzioso e di una saggezza che va aldilà dei suoi anni, di essere figlia di una grande donna a cui sarò riconoscente in questa e in tutte le altre vite possibili, ho i miei nipoti e i miei fratelli a Milano e credo che mai come in queste settimane li ho sentiti così vicini.

La distanza quindi non esiste!!!

Voglio prendere forza dalle cose che ho e non da quelle che non posso avere, amiamo quello che abbiamo, come possiamo e finiamola di far la guerra fra poveri e la gara a chi sputa più lontano!!!

Abbiamo la grande occasione di ascoltarci, di guardare nel silenzio dei nostri cuori, viviamola così questa vigliacca pandemia che non guarda in faccia nessuno, come una grande opportunità.

Per il resto ognuno risponda alla propria coscienza.

Quando non c’è niente da dire si può benissimo restare in silenzio.

Il vuoto non si riempie con altro vuoto.

Oggi non c’è gara, non è una gara a chi è il più buono, il più bravo, il più bello, il più simpatico.

Il pianeta non cambia perché è stato comprato il detersivo ecologico BIO, che, oltretutto, passa in tv dopo una inesorabile lista di morti e contagiati.

Si è spassati dal cantare l’inno italiano sui balconi a dei rivoluzionari depressi in pigiama che meditano sulle sorti del mondo e vedono apparizioni della Madonna ….. Cos’è un modo per non guardarvi dentro?

Per raggirare l’ostacolo e non vedere il vuoto che divora?

Mi sembra di assistere alla saga dell’io che esplode in una spropositata fesseria una dietro l’altra!!!

Gente che delira di verità assolute, che ha scoperto l’acqua calda e divulga il verbo attraverso whatsapp, messenger e chi più ne ha più ne metta!!

E dai, un po’ di sano silenzio non ha mai ucciso nessuno.

Prendiamo questo momento come un’opportunità, che tanto poi il tempo passerà e che ci piaccia o meno ci cambierà nel profondo ma facciamolo con dignità!!! Cerchiamo di mettere da parte questo nostro ego spropositato!

Ce la faremo!!!

Sì, ce la faremo dopo aver messo a durissima prova il nostro sistema sanitario che non potrà e non dovrà più essere regionalizzato, la nostra economia, la nostra stessa esistenza quotidiana.

Questo è e deve essere il momento della scienza, il momento di salvare il maggior numero possibile di vite, il momento di andare incontro alle vecchie e nuove povertà.

Non può e non deve essere il momento della stigmatizzazione e delle crocifissioni.

Verrà il tempo per tutto questo.

Ora tocca agire tutti insieme, uniti ma distanti, per rallentare la corsa del COVID-19 e darci assistenza reciproca, seguendo i consigli dei medici e i passi raccomandati dalle autorità sanitarie e tenendo alto il nostro senso di responsabilità.

Più alto sarà il nostro senso di responsabilità meno danni subiranno l’economia e di conseguenza le nostre tasche, meno recessione avremo, meno poveri vedremo disseminati sul territorio.

Ecco perché non dobbiamo abbassare la guardia!

Ecco perché è una partita che si gioca facendo squadra, tutti insieme e non in solitudine.

Necesse est che i governi cooperino, non facciano corsa a sé!

Solo la cooperazione, domani, potrà rivitalizzare l’economia, sostenere il commercio e assicurare il sostegno mirato alle persone. 

Questo vale, per quanto riguarda l’Italia, anche per i rapporti tra il Governo e le Regioni.

Solo così, ce la faremo.

… a cura di Vincenzo Fiore

 

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Vincenzo Fiore
Sono Vincenzo Fiore, nato a Mariotto, borgo in provincia di Bari, il 10 dicembre 1948. Vivo tra Roma, dove risiedo, e Mariotto. Sposato con un figlio. Ho conseguito la maturità classica presso il liceo classico di Molfetta, mi sono laureato in Lettere Moderne presso l’Università di Bari con una tesi sullo scrittore peruviano, Carlos Castaneda. Dal 1982 sono iscritto all’Ordine dei Giornalisti, elenco Pubblicisti. Amo la Politica che mi ha visto fortemente e attivamente impegnato anche con incarichi nazionali, amo organizzare eventi, presentazioni di libri, estemporanee di pittura. Mi appassiona l’agricoltura e il mondo contadino. Amo stare tra la gente e con la gente, mi piace interpretare la realtà nelle sue profondità più nascoste. Amo definirmi uno degli ultimi romantici, che guarda “oltre” per cercare l’infinito e ricamare la speranza sulla tela del vivere, in quell’intreccio di passioni, profumi, gioie, dolori e ricordi che formano il tempo della vita. Nel novembre 2017 ho dato alle stampe la mia prima raccolta di pensieri, “inchiostro d’anima”; ho scritto alcune prefazioni e note critiche per libri di poesie. Sono socio di Accademia e scrivo per SCREPMagazine.

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